Galveston by Nic Pizzolatto

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Sulla scia di True Detective e della tristezza perchè la serie è già finita (e se non l’avete vista guardatela!) ho deciso di leggere il romanzo scritto proprio dall’ideatore della serie, Nic Pizzolatto.

Bisogna dire che la serie è di livello alto: due protagonisti famosi che rendono al meglio i due protagonisti, una trama avvincente costruita sui flashback e una sigla perfetta (un esempio nell’immagine qui sopra); rispetto al romanzo il video ci fa fruire qualcosa di già elaborato, digerito e rielaborato, mentre nel romanzo sta a noi costruire la scena e darle colore in base a quello che leggiamo.

Questo per dire che magari a leggere la sceneggiatura True Detective sarebbe stata una lettura piacevole ma poco più di questo, mentre a vederla è una serie che rimane impressa nell’immaginario.

E questo in pratica per dire che Galveston non è questa lettura indimenticabile, ma forse in un formato diverso avrebbe più possibilità di lasciare qualcosa.

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On the sad memory of True Detective since the series is already ended (and I suggest to see it if you still did not) I opted for reading the novel by the series’ author, Nic Pizzolatto.

I must remind that this series is high level: two famous actors who performs greatly, an engaging plot built upon flashbacks and an awesome opening (an example in the image above); talking in general a video lets us enjoy something more elaborated than the text it comes from, reading the text we have the chance to picture it how we like.

This to say that maybe the screenplay of True Detective could have been a nice reading but nothing more, while looking at the series episodes there is always something that leaves us in wanting for more (but for example the actors are great, and this helps).

And this to say that Galveston is a forgettable reading, but maybe in another format it could improve.

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[ARC] Hellboy in Hell: The Descent by Mike Mignola

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Di Hellboy avevo già detto qualcosa in un altro post; in questo volume – che raccoglie tutti e cinque i capitoli che compongono “The Descent” – Hellboy scenderà all’inferno guidato da una misteriosa figura e si troverà ad affrontare i fratelli per l’eredità paterna.

Vale quanto detto nel precedente post: le immagini (le ombre, gli studi per le statue, le scelte di colore) sono il tocco in più che riesce ad elevare una storia che altrimenti avrebbe rischiato di cadere nella banalità.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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About Hellboy I already wrote something in another post; in this volume – that reunites all the five chapter of “The Descent” – Hellboy has to go to hell guided by a mysterious figure and to face his brothers for the inheritance left by their father.

Here it’s true what I had already said in the previous post: the images (the shadows, the studies for the statues and characters, the color choices) are what make these story good.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Hellboy in Hell: The Descent by Mike Mignola
★★

[ARC] Genesis by Nathan Edmonson

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Di questa graphic novel ho un’opinione ambivalente: da una parte la  trovo graficamente molto valida, per immagini, struttura delle tavole, scelta di colori e grafica, dall’altra la storia mi pare piuttosto inconsistente presa nel suo complesso.

Un uomo che aveva come principio quello di aiutare gli altri, insoddisfatto dei risultati ottenuti, tenta il suicidio sopravvivendo miracolosamente.
Da quel momento avrà la capacità di far avverare ogni suo pensiero, dono che inizialmente prenderà troppo alla leggera per accorgersi troppo tardi degli effetti imprevisti che ricardanno anche sulle persone che ama.

La graphic novel è quindi centrata su questa nuova genesi – o rinascita del mondo – grazie alle mani inesperte del protagonista; verso la conclusione tendono però a perfersi le fila della storia (la presenza – simbolica? – dell’orso, l’uomo che identifica il male / demonio).

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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I have a mixed opinion of this graphic novel: on one side I liked the graphics, both for the drawings, the structure of the page and the choice of colors, on the other I think that the plot is somewhat weak, especially in the conclusion.

A man who aimed at helping other people is unsatisfied of the results, so he tries to kill himself but he miraculously survives. From that moment everything he thinks comes true; he does not weigh all the consequences of this gift that will soon create issues for the people he loves.

The graphic novel is focused on this new genesis – or reborn of the world – made by the main character; towards the conclusion the story becomes loose (the – symbolic? – presence of the bear, the man who is the evil / the demon).

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Genesis by Nathan Edmonson ★★

[ARC] The Wizard’s Promise by Cassandra Rose Clarke

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Hanna vive in un’isola nel nord ed è apprendista di un pescatore: il suo vero sogno è però quello di vivere avventure fantastiche – come la madre, ex pirata – e di diventare una maga migliorando le capacità magiche che già dimostra.

Il romanzo ci promette magia ed avventure, in realtà ci offrirà tanta barca a vela e reti per pesci.

Kolur, per cui lavora Hanna, apparentemente normale e noioso pescatore, un giorno la coinvolge in un viaggio inaspettato verso l’estremo nord perchè deve svolgere un compito molto importante.

Quale, il lettore lo saprà a romanzo molto inoltrato: fino alla metà ci si presenteranno, in modo ricorrente e ciclico, le seguenti situazioni:

  • Hanna arrabbiata perchè vuole conoscere l’obiettivo del viaggio
  • Hanna che vuole tornare a casa (alla faccia del desiderio di avventura)
  • Hanna che non si fida di Kolur ma accetta di fidarsi della prima persona che incontra (un ragazzo che appare dalle onde, gruppi di pescatori sconosciuti)
  • persone che chiedono ad Hanna se viene dall’impero (il worldbuild è talmente povero al di fuori delle sessioni di pesca che di questo fantomatico impero si sà solo che è a sud)
  • Kolur che si rifiuta di spiegare l’obiettivo del viaggio

Dalla metà e fino alla fine assistiamo invece a sessioni di pesca al nord (cambiano i pesci), ad un leggero dipanamento della trama (finalmente scopriamo il perchè di tutta questa barca a vela) e a continui cambi di rotta di Hanna: non si fida di Kolur, cerca Kolur, vuole tornare a casa, rifiuta di tornare a casa con i precedenti compagni di viaggio.

Per tirare le somme: è il tipo di romanzo che non mi piace, il worldbuild è appena abbozzato e traballante, il lettore è all’oscuro – e decisamente per troppo tempo – degli obiettivi dei personaggi chiave ed è pure costretto a sorbirsi le riflessioni di Hanna, personaggio estremamente ricco di contraddizioni e mal caratterizzato.

Tanto mi era piaciuto The Mad Scientist’s Daughter quanto sconsiglio questo, a meno che piacciano barche, pesci ed adolescenti volubili.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Hanna lives in an island in the north and is the apprentice of a fisherman: her true dream is to live great adventures – as her mother, an ex-pirate did – and to become a great magician by enhancing some skills she already shows.

The novel promises magic and adventure, in truth it provides sailing boats and fish.

Kolur, for whom Hanna works, apparently a normal and boring fisherman, one day drags the girl into an unexpected voyage towards the north because he has a duty to carry on.

What this duty is the reader will know at least about half the novel: until the half the reader will face, in a recurring and ciclical way, the following situations:

  • Hanna is angry because she demands to know the purpose of the trip
  • Hanna wants to go back home (despite her great desire of adventure she stressed about at the beginning)
  • Hanna does not trust Kolur but trust the first people she meets (a boy coming from the waves, groups of fishermen)
  • people asking Hanna if she comes from the Empire (the worldbuild is so poor – except when it concernes fishing sessions – that the only knowlege about this Empire is that it is in the South)
  • Kolur who refuses to explain the reason of the trip

Since half the novel and till the end the reader will face some fishing session in the North (different fishes), a slightly development and unraveling of the plot (finally we know the reason of all this trip and this sailing) and Hanna who keeps changing her mind about everything: she does not trust Kolur, she searches for Kolur, she wants to go back home, she refuses to go home with Kolur and the previous crew.

To conclude: it’s the kind of novel I do not like, the worldbuild is too rough and poor, the reader is kept in the dark – and for a very long time – about the purpose of the key characters, but he has to bear Hanna’s thoughts and reflections, being her a character that keeps changing her mind and poorly described.

I liked a lot The Mad Scientist’s Daughter but I truly suggest to avoid this novel, unless someones likes boats, fishes and moody young adults.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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The Wizard’s Promise by Cassandra Rose Clarke ★☆☆

The Goldfinch by Donna Tartt

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Il cardellino è l’ultimo romanzo di Donna Tartt, ed il primo che leggo di questa autrice.

A dare il nome al romanzo il dipinto di Carel Fabritius raffigurante un cardellino legato ad un trespolo; il dipinto avrà un ruolo particolare all’interno del romanzo e accompagnerà il protagonista nelle difficile scelte che gli impone la vita.

Theo, adolescente, si trova coinvolto in un attentato al MET in cui perde la madre, unico genitore che si è da sempre occupato di lui, e, nell’uscire dal luogo dell’orrore, ruba il dipinto esposto nascondendolo poi in casa.

La vita del ragazzo sarà segnata profondamente dalla morte della madre, evento che lo porterà a vivere con i Barbour, ricca famiglia di un lontano amico, e che esacerberà la tendenza di Theo alla depressione ed all’autodistruzione portandolo ad avvicinarsi a dipendenze varie, dall’alcol e alle droghe.

Cruciali nella sua vita saranno l’incontro con Boris, coetaneo di origine russa e già indirizzato ad una vita ai margini della legalità, e la presenza incostante di Pippa, che ha condiviso con lui il momento dell’attentato e che sola può comprenderne l’influenza nella vita del ragazzo.

La presenza del dipinto farà maturare in Theo sentimenti contrastanti: da una parte egli è ben conscio di aver privato l’umanità di un’opera d’arte e di aver commesso un furto, dall’altra l’attrazione per il dipinto – che gli riporta alla mente la madre – è troppo forte per potersene separare; questo elemento farà sì che nella sua vita Theo non riuscirà a lasciarsi alle spalle il passato e a vivere un’esistenza serena.

La trama è appassionante, a meno di alcune parti in cui tutto si rallenta concentrandosi forse troppo sulle emozioni del ragazzo, elemento cruciale che pervade l’intero romanzo (e che rischia, per i troppo empatici, di portare un po’ di depressione anche nella vita reale): Theo vive un’esistenza sfortunata, un po’ per caso, un po’ per alcune scelte spontanee, ma il suo carattere riflessivo lo porta a condividere con il lettore dubbi, incertezze e pulsioni.

Non posso poi non citare le descrizioni, vivide e vere, tanto che sembra di essere lì, dove l’autrice ci vuole portare, bellissime sia per questa capacità di coinvolgere e per le scelte linguistiche e l’amore per l’arte e per la musica che pervade l’intero romanzo.

Nella sua costruzione il romanzo ci rimanda alla grande letteratura dei tempi passati, ed è sicuramente una lettura che consiglio, seppur complessa ed emotivamente impegnativa.

Da ultimo mi chiedo: perché proprio quel dipinto? Il cardellino nel quadro è legato, e potrebbe simboleggiare il fatto che Theo scelga di non lasciare andare il ricordo della madre, ma di ancorarsi a quell’ultimo momento condiviso insieme, oppure lo stesso Theo, ingabbiato in una vita che non ha potuto scegliere completamente ma dettata in buona parte dal destino.

Ho letto inoltre che il cardellino simboleggia anche l’anima dell’uomo che lascia il corpo dopo la morte: forse allora sempre la madre che non viene lasciata libera di abbandonare questo mondo?

In un romanzo dove niente è lasciato al caso penso sia lecito porsi queste domande e trovare una risposta, anche se non una universale.

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The Goldfinch / Il Cardellino by Carel Fabritius

The Goldfinch is the last novel by Donna Tartt, and the first I read from this author.

The novel takes the title from the painting by Carel Fabritius about a goldfinch chained to a perch;the painting will have a particular role into the novel and it follow the main character into the difficult choices life impose him.

Theo, a twelve year old boy, finds himself involved in a terroristic attack at the where his mother, the only parent who cares for him, dies, and while coming out from that place of horror he steals the painting and he hid it in his home.

The boy’s life will be deeply marked by the death of his mother, event that will bring him to live with the Barbour, the rich family of an old friend of him, and that will exacerbate his inclination toward depression and self-destruction bringing him towards various kind of addictions, from alcohol to drugs.

Essential in his life will be the meeting with Boris, a Russian boy already on the path of an existence at the edge of legality, and the inconstant presence of Pippa, who shared with Theo the attack moment and who is able to understand his feelings about it.

The painting will arise in Theo mixed feelings: on one hand he is aware of having deprived the humanity of a work of art and of having committed a crime, on the other hand the attraction to the painting – that reminds him of his mother – is too strong to allow him to give it back; this element makes impossible for him to let go his past and to live a serene existence.

The plot is engaging, a part of some chapters where everything slows focusing maybe too much on the boy’s emotions that permeate the whole novel (and that poses a risk of depression for the most emphatic readers) : Theo lives an unlucy life, both for chance and for some choices he makes, his reflexive character brings him to share with the reader his doubts, uncertainties and driving emotions.

I have to talk about the descriptions, so vivid and true, that are able to bring the reader just there, where the author wants us to be, beautiful also for the linguistic choices made and for the love of art and music that is a carrying force of the whole novel.

In its construction the novel reminds us of the old great literature, and it’s a read I suggest, despite its complexity and being emotionally demanding.

Least but not last I ask myself: why that specific painting? The goldfinch in the picture is chained, that could be a reference to the fact that Theo choses no to let go the memory of his mother, but to froze himself in that specific, last moment they shared. Or it can mean that Theo’s life is chained in a path he was not able to choose himself.

I read that the goldfinch means the soul of man who leaves the body after death: maybe Thes’s mother whose soul cannot leave the world ?

In a novel where nothing is for chance I think it’s normal to ask some questions of this kind and to answer them, even if giving a non-universal answer.

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The Goldfinch by Donna Tartt ★★★

Premiata ditta Sorelle Ficcadenti by Andrea Vitali

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Siamo nel 1915 a Bellano e sta per aprire una nuova merceria, la Premiata Ditta Sorelle Ficcadenti, gestita appunto dalle due sorelle – che non sembrano tali – Giovenca, bionda, bellissima e capace di rapire il cuore degli uomini con un solo sguardo e Zemia, l’esatto opposto.

L’arrivo delle due – ma soprattutto della prima – scombussolerà l’intero paese ma in particolare la famiglia della Stampina, il cui figlio Geremia, sempre pacato ed ubbidiente , si troverà innamorato della Giovenca e disposto a tutto pur di sposarla.

Fatto che porterà confusione nella famiglia del Geremia e nella parrocchia, visto che il prete di Bellano si vedrà insignito del ruolo di dissuasore dalla Stampina.

Inizia così il romanzo che ci presenta da una parte Bellano e la confusione creata dalla merceria e dall’altra ci dispiega lentamente la storia delle Ficcadenti e del perché hanno scelto proprio Bellano per aprire il loro commercio.

E’ il primo romanzo di V itali che leggo e mi ha favorevolmente colpito, sia per il dialetto delle mie parti che fa capolino tra le parole della perpetua, sia per il filo ironico che guida l’intero romanzo: accenni e situazioni che sono riusciti a strapparmi una risata (di quelle ad alta voce, che sembri pazza perché sei immersa nella lettura).

L’autore riesce anche a caratterizzare i personaggi con pochi tratti ed elementi particolari senza spendere pagine e capitoli interi per farlo.

Una bella lettura per passare il tempo, sicuramente leggerò altro dell’autore.

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Premiata Ditta Sorelle Ficcadenti by Andrea Vitali ★★★

 

[ARC] The Cheshire Cheese Cat: A Dickens of a Tale by Carmen Agra Deedy

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Un gatto, un topo e la taverna col miglior formaggio di Londra e tra gli avventori alcuni scrittori ben noti, tra questi Charles Dickens.

L’autrice costruisce una storia su un’amicizia particolare tra alcuni animali molto diversi tra loro ma motivati da uno scopo comune: mettere le zampe sul formaggio e riportare alla torre uno dei corvi reali che se ne è allontanato.
Un’idea divertente è che Dickens possa aver tratto ispirazione per i suoi romanzi dagli animali protagonisti.

E’ un libro grazioso e presenta diverse illustrazioni dettagliate di personaggi ed avvenimenti.

In alcuni casi le frasi sono strutturate in ghirigori all’interno della pagina, fatto che rende la lettura su ebook particolarmente ardua.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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A cat, a mice and an inn where the best cheese in London is served and where spend their time various well-known writers, among them Charles Dickens.

The author builds a story about a particular friendship between different animals who have the same purpose: put their paws on the cheese and help a raven from the tower to go back there.
A nice idea is the hint that Dickens could have taken some inspiration from these animals to write his stories.

It’s a nice book that contains also some nice and detailed illustrations about characters and events.

Some times words and phrases are structured in particular ways into the page, this makes the reading of the ebook version quite hard.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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The Cheshire Cheese Cat: A Dickens of a Tale by Carmen Agra Deedy ★★★☆☆