Realismo magico / Magic Realism

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Questo mese il gruppo YA si sta dedicando all’esplorazione del genere “realismo magico“, ovvero di quei romanzi in cui gli elementi magici (o di folklore, o soprannaturale etc…) sono contestualizzati nel reale senza che si pongano domande riguardo alla loro natura e origine.

Di questo genere – ignorandone ovviamente l’esistenza – avevo già letto alcuni racconti di Kelly Link (che però non mi sento di consigliare, per me sono stati troppo inconsistenti), ma il GdL mi ha dato la possibilità di conoscere nuovi autori e affascinanti testi e di scoprire appartenenti al genere anche romanzi di scrittori più classici tanto amati.

E’ un genere che più di altri mi affascina per le atmosfere da sogno in cui ci si trova a vivere, il quotidiano con un pizzico di stranezza a renderlo speciale.

Alcune delle precedenti recensioni ricadono nel genere, lo splendido The Bloody Chamber and Other Stories di Angela Carter (di cui leggerò ancora, oh sì!), Cuckoo Song di Frances Hardinge (che a mio parere rientra nel genere), e altre ne ricadranno, tra cui The Girl in the Flammable Skirt di Aimee Bender e Mr. Fox di Helen Oyeyemi.

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This month the  YA group is about the exploration of the “magic realism” genre, so these books where magical elements (or folklore or supernatural ones, etc..) are contextualized in the real life without issues about their nature or origin.

In this sense – without being conscious – I read some stories by Kelly Link (books I do not feel about advising, too much inconsistent for me), but the reading group gave me the chance to know new authors and wonderful books – and to discover that loved classic writer also belong to this category.

The books falling into this category fascinate me (exceptions excluded) for the dream-like atmospheres they describe, the real with something strange to make it special.

Some of my previous comments are about this genre, the amazing The Bloody Chamber and Other Stories by Angela Carter (I will read more from her, oh yeah), Cuckoo Song by Frances Hardinge (I think it falls in the category), and other will come, like The Girl in the Flammable Skirt by Aimee Bender and Mr. Fox by Helen Oyeyemi.

[ARC] Cosmocopia by Paul Di Filippo

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Cosmocopia è il primo romanzo che leggo di Di Filippo, e non è certo uno stimolo per leggerne altri.

Frank Lazorg, pittore ormai invecchiato e limitato da problemi fisici, riceve da una vecchia e non precisata conoscenza una polvere ottenuta da scarabei magici (utilizzabile come pigmento ma anche come droga, come ci mostra subito il dissennato pittore).

Colto dalla frenesia e da un accesso d’ira un gesto estremo trasporta Lazorg in un altro universo – strutturato a cornucopia – in cui conosce Crutchsump, creatura aliena umanoide che lo accudisce. Lazorg ambirà a diventare un grande artista anche in questo nuovo contesto, almeno fino al tracollo della sua nuova vita.

La parte iniziale fa ben sperare – pensavo più a una evoluzione stile Limitless in ambito artistico – il cambiamento di ambientazione è sicuramente inaspettato ma abbastanza debole. L’autore evita grandi fraintendimenti e non punta ad un romanzo d’azione (come poteva esserlo ad esempio Il ciclo di Tschai di Vance): Lazorg viene prontamente accettato nella nuova comunità, infatti i problemi di integrazione sono annullati dalla presenza del tempio e del suo onniscente gestore 

Il romanzo quindi assume tinte piuttosto noiose che raggiungono i picchi nelle conversazioni e riflessioni di Lazorg e Crutchsump; anche nell’evoluzione della loro relazione il livello di profondità emotiva comunicata supera la banalità. Il culmine è raggiunto da una delle scene di sesso più agghiaccianti della storia, non tanto per l’alienità di uno dei due, ma per l’averla percepita fuori luogo, essendo i due disabilmente emotivi.

Una riflessione conclusiva: niente vieta di soprassedere all’azione, al tema della comunicazione interrotta tra culture aliene, al tema della scoperta del diverso per una riflessione più filosofica sul dolore, l’esistenza e l’esistenza di Dio, purtroppo in Cosmocopia tutto è sviluppato senza particolare attenzione e senza scostarsi dal banale.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Cosmocopia is the first novel I read by Di Filippo and it does not tempt me to read other.

Frank Lazorg, a painter now old and with some health issues, gets from an undefined old  acquaintance a powder obtained from magic scarabs (usable as pigment but also as a drug, as the foolish artist shows us).

Frenzy and angry Lazorg does something extreme that moves him in another universe – structured as a cornucopia – where he meets Crutchsump, an alien almost human creature who takes care of him. Lazorg will try to become a great artist also in this new environment, till his life changes again.

The beginning is quite interesting – I tought about an evolution like Limitless in an artistic field – the change of setting is unexpected but quite weak. The author choses to avoid misunderstandings between cultures and does not aim to an action novel (like for example the Planet of adventure by Vance): Lazorg is accepted in the alien community, in fact any issue about integration are solved by the omniscient manager of the temple.

The novel then becomes quite boring: its negative peaks coincide with the dialogues and reflections by Lazorg and Crutchsump; even in the evolution of their relation the emotional deep is shallow and naive. There is also a creepy sex scene, creepy not for the alien-non alien thing, but for it being totally out-of-place for the emotional development of the characters.

A last opinion: a novel does not have to be action like or about the communication issue between different culture and such, it can also talk philosophically about life, pain, the existence of God; unfortunately here I found neither.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Cosmocopia by Paul Di Filippo ★★☆☆☆

La gigantesca barba malvagia by Stephen Collins

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Dave vive Qui, un’isola in cui tutto è perfetto e ordinario. Il centro di Qui ospita uffici e attività lavorative mentre spostandosi verso la periferia troviamo varie abitazioni, fino all’ultima fila di villette costruite sull’ultimo lembo di terra prima del mare. Il mare, oscuro e tremendo perchè separa l’ordinata Qui da Lì, lande in cui la confusione e il caos fanno da padroni.

La vita ordinaria, ripetitiva e sicura di Dave procede tranquilla, fino al giorno in cui a Dave – perfettamente glabro – inizia a crescere una barba incontenibile e inarrestabile.

Il fenomeno – caotico e ignoto – causerà estremo scompiglio in Qui: mente il governo cercherà soluzioni al problema, Dave imparerà a convivere con la barba e osserverà i cambiamenti nei suoi concittadini dalla finestra.

E’ un libro molto bello sia per i disegni stile carboncino sia per il messaggio proposto attraverso la storia di Dave e della sua barba (in questo senso il titolo originale è più incisivo: “The Gigantic Beard That was Evil”), elemento di cambiamento che viene subito visto come il Male proprio perchè porta un cambiamento nelle consuetudini delle persone. Il messaggio (la paura del cambiamento, l’ambire al ripetitivo) è proposto tramite una storia molto divertente.

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Dave lives in Here, an island where everything is perfect and ordinary. In the center of Here there are offices and workplaces, moving to the island border there are the apartments, till the last row of houses built near the sea. The sea is black and horrible and it’s the only thing dividing Here from There, place where chaos and confusion reign.

The ordinary, repetitive and certain life of Dave keeps on without troubles, till the day when an unstoppable beard starts growing on Dave – perfectly hairless.

This phenomenon – chaotic and unknown – will cause extreme confusion in Here: while the govern tries to find a solution to this issue Dave will begin to accept the beard and to observe the change in Here inhabitants from his window.

It’s a very nice book for the drawings and for the message delivered by the story of Dave and his beard, element of change that is seen as Evil for the change it actually brings in the people of Here. The message (the fear of change, the aiming to the routine) is carried to the reader by means of a funny and nice story.

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La gigantesca barba malvagia by Stephen Collins ★★★★★

Jim Curious: Viaggio nel cuore dell’oceano by Matthias Picard

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“Jim Curious: Viaggio nel cuore dell’oceano” è una festa per gli occhi, a patto di utilizzare gli occhialini 3D a disposizione con il libro.

Il fondo degli abissi non lascia spazio alla parola, il protagonista, con la sua muta da palombaro, affronta il mistero dell’oceano nel più totale silenzio, lasciando al lettore sospiri e commenti emozionati per la bellezza del paesaggio o per la paura di incontri inaspettati.

La realizzazione stereoscopica con anaglife è ben realizzata – alcune pagine offrono una maggiore profondità di altre – e è il contributo decisivo che rende questo libro illustrato qualcosa di più di una storia sottomarina muta; se è affascinante per gli adulti posso solo immaginare quanto possa esserlo per i bambini – che dovranno dividere l’emozione tra la magia del mare e quella del mistero della profondità dimensionale (ormai parzialmente  dai numerosi ed emicranici film 3D).

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“Jim Curious: A Voyage to the Heart of the Sea in 3-D” Is a visual experience, provided that the 3D glasses supplied with the book are used.

The heart of the sea does not make space for words, the main character, dressed with his diving suit, faces the mystery of the sea in silence, leaving with the reader the chance to sigh and to comment for the emotion given by the beautiful seascape or the fear for unexpected meetings.

The stereoscopic realization with anaglyphs is very well done – some pages provide a depth greater than other – and it’s the thing that puts this illustrated book above any other mute submarine story. If it’s so captivating for an adult I can only imagine how it can be for children – who will have to divide their emotion among the sea magic and the dimensional mystery (only partially spoiled by the numerous 3D head aching movies).

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Jim Curious: Viaggio nel cuore dell’oceano by Matthias Picard ★★★★★

The Ordinary Princess by M.M. Kaye

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Grande gioia nel regno di Phantasmorania per la nascita della settima principessa, Amethyst Alexandra Augusta Araminta Adelaide Aurelia Anne, ancora più bella delle sei biondissime sorelle dalla carnagione perfetta e gli occhi azzurro cielo.

Tradizione impone per la settima nata la partecipazione di fate madrine al battesimo (nessuna esclusione o dimenticanza per evitare spiacevoli contrattempi): la principessina riceve quindi preziosi doni come coraggio, salute, spirito, l’ultima fata, la più anziana, sceglie però un dono inusuale, l’ordinarietà.

E Amethyst diventa così una ben più ordinaria Amy, prima bambina e poi ragazza assolutamente normale, con capelli e occhi castani, lentiggini, desiderosa di divertimenti e annoiata dalle attività delle principesse classiche.

Attività come il matrimonio con principi ricchi, boriosi e assolutamente noiosi agli occhi di Amy che, per evitare matrimoni forzati, fuggirà dal palazzo e scoprirà il valore del lavoro e la bellezza di una vita semplice. Da buona fiaba che si rispetti questa principessa ordinaria riuscirà anche a trovare il principe più adatto a lei, senza bisogno di ricorrere a incontri combinati o, ancora peggio, a draghi.

Ho trovato il libro delizioso, una reinvenzione delle storie di principi e principesse classiche in cui, grazie ad una anziana e paludosa fata, si impara come tutti siano speciali a loro modo, senza bisogno di essere biondi e bellissimi e straordinari.

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Great joy in the Phantasmorania reign for the seventh princess born, Amethyst Alexandra Augusta Araminta Adelaide Aurelia Anne, more beautiful than her six extremely blonde, porcelain skinned blue-eyed sisters.

Tradition imposes for the seventh daughter the participation of fairy godmothers during the Christening (no fairy excluded to avoid unfortunate setbacks): the baby princess receives the gift of courage, health and so on, till the last and older fairy godmother who chooses to gift Amethyst with ordinariness.

So Amethyst becomes the more ordinary Amy, a girl and then an absolutely normal woman, with brown hair and eyes, freckles and a desire for fun, freedom and bored by the court life of standard princess.

A life including marriage with rich and pompous princes, absolutely boring to the eyes of Amy who, to avoid them, will flee from the palace to discover the value of work and of a simple life. Being this a good fairy tale, the ordinary princess will be able to find the most suitable prince, without the need of arranged marriages or, even worse, dragons.

I think this book is extremely nice, a reinvention of the classical stories of princess and princes where, thanks to an old and quite swampy fairy, is told how everyone is special in its own way, without the need to be blond, beautiful and extraordinary.

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The Ordinary Princess by M.M. Kaye ★★★★☆½

The bloody chamber and other stories by Angela Carter

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“The bloody chamber” è solo uno dei racconti di Angela Carter compresi in questa raccolta. Tutti i racconti hanno in comune l’essere ispirati da fiabe classiche e miti, molti di questi possono infatti anche essere classificati come retelling.

L’autrice ha affermato che:

My intention was not to do ‘versions’ or, as the American edition of the book said, horribly, ‘adult’ fairy tales, but to extract the latent content from the traditional stories.

In tutti i racconti il simbolismo latente delle fiabe classiche è esasperato: queste versioni di Angela Carter sono racconti che fanno riflettere e di cui non ci si dimentica facilmente; sono ricchi di fascino, mirabilmente scritti e ricchi di spunti per approfondire sia i temi originari della fiaba che i simboli introdotti dalla stessa scrittrice. I racconti hanno caratteristiche originali anche se prendono spunto da impianti noti, ad esempio de “La bella e la bestia” la raccolta contiene due versioni completamente diverse.

I racconti hanno anche in comune protagoniste dal carattere forte, consapevoli della propria sessualità – o comunque che lo diventano durante l’evoluzione del racconto – e che affrontano con decisione i problemi che vengono posti loro.

Questo libro è stata una preziosa scoperta e ne consiglio vivamente la lettura.

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“The bloody chamber” is one of the stories by Angela Carter contained in this collection. The stories are inspired by fairy tales and myths, some of them in fact can also be defined as retelling.

The author stated that:

My intention was not to do ‘versions’ or, as the American edition of the book said, horribly, ‘adult’ fairy tales, but to extract the latent content from the traditional stories.

In every story the latent symbolism of the classic fairy tales is exasperated: these version by Angela Carter allow the reader to think about different topics and it’s very hard to let them slip out your mind; they are captivating, wonderfully written and full of idea to analyze both the original fairy tales themes, both the symbols introduced by the writer herself.

The tales have original traits even if they take origin from existing narrative structures: for example the story of Beauty and the Beast is adapted in two completely different versions.

The stories have in common strong-willed women characters, well aware of their sexuality – or becoming so during the story – who face with courage their problems.

This collection was a wonderful discovery that I absolutely suggest to read.

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The bloody chamber and other stories by Angela Carter ★★★★★

Cuckoo Song by Frances Hardinge

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Triss si risveglia nel suo letto e l’assale l’ignoto: non ricorda nulla del giorno prima – durante il quale ha pare abbia rischiato di annegare nel fiume – e fatica a riconoscere quello che dovrebbe esserle noto (la sua camera, i suoi genitori, la sorella Pam che sembra odiarla e non conoscerla più). Inoltre ha una fame che sembra insaziabile, sintomo di un male ignoto; una volta capito cosa le sta accadendo per Triss nulla sarà più come prima.

E più di così – più di questa vaghezza estrema che copre solo i primi capitoli di Cuckoo Song – non si può dire senza svelare tutti gli elementi immaginifici e fantastici di questo bellissimo romanzo.

Cuckoo Song ci racconta una storia magica, magistralmente costruita e narrata che ci parla anche dell’importanza di capire quello che si è e di trovare un nostro posto e di lasciare andare quello che appartiene al passato, anche a costo di affrontare malinconia e dolore.

La scrittura è brillante, lo stile narrativo svela quanto basta e nel momento giusto e i personaggi sono quelli a cui ci si affeziona e che spiace lasciare andare una volta finito il romanzo (che, a questo punto sembra ovvio, è assolutamente consigliato).

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Triss wake up in her bed and the unknown is around her: she does not remember the previous day – when it seems she risked to drown in the river – and she finds hard to identify what should be well-known (her bedroom, her parents, her sister Pam who now seems to hate her). Moreover she has a hunger that seems insatiable, a symptom of an unknown illness; once discovered the truth nothing will be the same for Triss.

It’s impossible to disclose more than this – more than this vagueness that covers only the beginning chapters of Cuckoo Song – without disclosing all the imaginative and magic elements that compose this beautiful novel.

Cuckoo Song tells a magic story, extremely well-built and narrated that is also able to tell about the need of understanding who we are and to find our place in the world, and the importance of leaving behind the past, even if facing sadness and sorrow by doing so.

The writing is brilliant, the narrative style disclose enough and at the right time and the characters are the ones a reader grows found of and it’s hard to let go after ending the book (that is a must read, obviously).

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Cuckoo Song by Frances Hardinge ★★★★★