La passione di Artemisia by Susan Vreeland

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Giuditta che decapita Oloferne – Artemisia Gentileschi (from wikipedia)

La prima volta che ho sentito parlare di Artemisia Gentileschi è stato al liceo, lezione di storia dell’arte. La pittrice mi è stata assegnata per un approfondimento tematico, e da quel momento non ho mai smesso di apprezzare le sue opere che ho avuto occasione di ammirare in un paio di visite (una agli Uffizi, una ad una mostra dedicata a Milano).

Sono stata quindi molto felice di leggere un romanzo dedicato alla sua storia – per il GdL del gruppo YA – che si è rivelato essere anche un’ottima ricostruzione storica ed estremamente godibile dal punto di vista narrativo.

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The first time I heard about Artemisia Gentileschi was in high school, art history lesson. The painter was assigned me for a thematic analysis, and since that time I appreciated her works of art that I was also able to look at in a couple of occasions (during my visit to the Uffizi museum and in an art exhibition in Milan).

I was very happy to read – for the YA group GdL – a novel centered on her figure. The novel in the end turned out to be a good historical reconstruction and extremely likeable from the narrative point of view.

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[ARC] Judas: The Last Days by W. Maxwell Prince & John Amor

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Judas: The last days è una graphic novel in cui l’autore immagina come, dopo la morte di Gesù, gli apostoli abbiano acquisito l’immortalità, iniziando così a vivere nella speranza del Suo ritorno sulla terra.

La storia è ambientata nei giorni nostri: Giuda, l’apostolo traditore, desidera trovare un modo di porre fine alla vita eterna, ormai per lui un supplizio dato che non è riuscito a trovare la pace; Giuda si affida così prima a degli gnomi bibliotecari – incaricati di scrivere la storia del mondo e conservarla – e poi, dopo il loro rifiuto a collaborare, va alla ricerca di Matteo. Scopriamo così man mano la sorte degli apostoli e la loro trasformazione in peccatori nel corso dei secoli.

La ricerca di Giuda porterà reazioni imprevedibili, ma consentirà anche di dipanare il motivo dell’origine dei bibliotecari e forse di trovare finalmente un senso di pace.

Penso che “Judas: The last days” sia una graphic novel interessante, soprattutto per il tema scelto e il modo in cui è affrontato (e che probabilmente non piacerà universalmente), quello che funziona meglio è l’evoluzione della personalità degli apostoli che risultano sì eccessivi ma anche capaci di intermezzi divertenti.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Judas: The last days is a graphic novel where the author pictures the life of the Apostles after the death of Jesus: they are immortal being who live in the hope of Him coming back to the Earth.

The story is set in the present time: Judas, the traitor, desires to find a way to finally die, the immortality being only a sufferance to him, unable to find peace; Judas firstly talks to the library gnomes – beings who have to write the history of the world and to maintain the memory of the past – and then, after their refusal to help, he goes to look for Matthew. The reader slowly discover the destiny of the Apostles and their transformation in sinner during centuries.

Judas’ search will bring unexpected reactions, but it will help in understanding the role of the librarians and in the end in finding some form of peace.

I think that “Judas: The last days” is an interesting graphic novel, also for the chosen topic and the way it is dealt with (that probably some people will not like), the think that works better is the evolution of the Apostles personalities who are excessive but also fun.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Judas: The Last Days by W. Maxwell Prince & John Amor ★★★☆☆

[ARC] The Wraith by Joe Hill & Charles Paul Wilson III

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Joe Hill (di cui conosco già la serie Locke & Key e il romanzo Horns) è anche autore di questo prequel a fumetti del romanzo NOS4A2.

Il fumetto è incentrato sulla figura di Charlie Manx,autista e accompagnatore dei bambini verso Christmasland, in cui vedranno esauditi i loro sogni.

Hill ci racconta la storia di Manx e cosa l’ha fatto diventare il mostro che ha costruito un sogno inquietante per i bambini e l’arrivo a Christmasland di alcuni evasi (e di come dovranno trovare al più presto il modo di tornare nel mondo reale).

Il fumetto è decisamente inquientante, anche se non necessariamente pauroso, le scelte grafiche – associate alla storia – sono di deciso impatto, in particolare nella caratterizzazione del mondo di sogno di Manx e nella rappresentazione dei bambini rapiti (mostri violenti dalle zanne insanguinate).

La storia è indipendente dal romanzo e leggendola non sono necessarie informazioni non presenti nel testo; The Wraith è un lavoro avvincente e in grado di turbare i lettori.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Joe Hill (author of Locke & Key and Horns) is also the creator of this comic prequel to the novel NOS4A2.

The comic is about Charlie Manx, driver and carrier of children to Christmasland, where their dream will come true.

Hill tells about Manx story and what made him the monster who build a creepy dream for children and himself and about the arrival of some escaped prisoners in Christmasland (and about their need to go back fast and leave that place).

The Wraith is definitely creepy, but not necessarily scary, the graphical choices – and their combination with the story – are strong, particularly concerning Manx dream world appearance and the representation of the kidnapped children (evil monsters with bloody fangs).

The story is not related to the novel and to read it there is no need of further information; in the end The Wraith is an engaging story able to upset any reader.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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The Wraith by Joe Hill & Charles Paul Wilson III ★★★★☆

[ARC] Good-Bye Geist by Ryo Hanada

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Good-bye Geist è una storia ambientata in un liceo Giapponese: Yuki, la protagonista, subisce delle molestie durante il viaggio in treno verso la scuola e nota un compagno di classe, Matsubara, che sembra la stia riprendendo con il cellulare.

Yuki si confida con gli amici che riconducono tutto a Spirit, una figura misteriosa che sette anni prima aveva aggredito alcuni ragazzi e che qualcuno sta imitando facendo trovare gatti uccisi nella scuola. Nel manga si intrecciano diverse storie, tra cui la ricerca della vera identità di Spirit e il rapporto tra Yuki e Matsubara (che essendo particolarmente strano viene da subito incolpato di ogni cosa).

La storia è abbastanza contorta – in particolar modo sul finale – e ho trovato difficile seguire alcune parti anche a causa delle scelte grafiche: Yuki è l’unico personaggio chiaramente riconoscibile, gli altri presentano spesso caratteristiche simili che possono generare confusione nel lettore.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Good-bye Geist is a manga set in a japanese highschool: Yuki, the main character, is groped during the train travel to school and back and she notices a guy from her school, Matsubara, who seems to be recording her with his smart phone.

Yuki talks to her friends and they begin to think about Spirit, a mysterious person who, seven years before, had attacked some students: someone is now imitating spirits by killing cats and leaving them in the school grounds. In the manga different stories develop, the search for spirit and his/her true identity, the relation between Yuki and Matsubara (who is a lot weird and consequently is the escape goat of every crime).

The story is quite complex – particularly near the end – and I found it sometimes difficult to follow, also for some graphic choices: Yuki is the only character easy to spot out, all the others sometimes display features that may enhance the reader confusion.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Good-Bye Geist by Ryo Hanada ★★★☆☆

La storia del mondo in 100 oggetti by Neil MacGregor

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Neil MacGregor, storico e direttore del British Museum, ha realizzato per la BBC 4 il programma radiofonico A history of the world in 100 objects in cui durante ogni puntata dava voce a un oggetto scelto all’interno del British Museum. Dal programma è nato il libro omonimo che riporta i 100 oggetti scelti e il commento di Neil MacGregor

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Neil MacGregor, historian and director of the British Museum, made for the BBC 4 the radio program A history of the world in 100 objects; each episode was about a single object chosen in the British Museum collection. From the radio program this book was born, each chapter describing one of the 100 object chosen and the comment by Neil MacGregor

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Bugiardi nati by Ian Leslie

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Bugiardi nati” è un interessante saggio che ci racconta il nostro rapporto con la menzogna: le bugie – che hanno sempre quell’aura negativa – forse sono quel qualcosa in più che ha portato gli esseri umani a distinguersi dagli altri animali (capaci anch’essi di mentire in determinati frangenti).

La bugia è un mezzo necessario per interagire in società sempre più complesse, e in effetti, come fa notare l’autore, anche con la migliore delle predisposizioni non riusciremo mai a essere completamente sinceri nelle nostre interazioni (“Come stai?” “Bene”).

Ogni capitolo è dedicato ad un aspetto diverso della menzogna: si parla della bugia nei bambini (quando si “struttura”) e di come l’educazione possa influire sulla quantità e la convinzione delle bugie pronunciate, di casi particolari, patologie che costringono a dire sempre la verità o a mentire in modo compulsivo e in generale del grande potere di autoconvincimento e adattamento del nostro cervello.

E’ un testo scorrevole corredato da vari esempi e con riferimenti a casi reali che ho trovato molto interessante (a meno di un paio di capitoli meno coinvolgenti dal mio punto di vista); è un approfondimento utile per capire anche come funzioniamo e ragioniamo (anche se non ce ne rendiamo necessariamente conto).

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Born Liars” is an interesting essay about our relation with the need to lie: lies – that always have a negative connotation – maybe are the thing that distinguish humanity from the other animals (that, however, sometimes lie, too).

Lies are the tool to interact in complex societies, and, as the author points out, we are unable to always tell the truth, despite our best disposition in doing so (How are you? Fine thanks!).

Each chapter has a focus on a different aspect of the lie: the book talks about the lies in children (when they actually learn to lie) and how education may have influence in the quantity and quality of the lies told, and talks also about particular situations, like people – with particular issues – who tell always the truth or other who lie in a compulsory way; in a more general view the book is about the great power of our brain to adapt and to self-belief.

It’s an easy to read text in which are provided examples and references to real cases that I found quite interesting (a part from a couple of less engaging chapters); it’s an interesting in-depth analysis useful also to understand better how we function and how we reason (even when we are not quite aware how to).

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Bugiardi nati by Ian Leslie ★★★★☆

La morte a Venezia by Thomas Mann

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In questo romanzo breve Mann ci accompagna nella Venezia di inizio novecento: il protagonista, lo scrittore Gustav von Aschenbach decide un giorno di lasciare Monaco per un periodo di vacanza e di recarsi nella Dalmazia, si fermerà a Pola solo pochi giorni, per poi partire alla volta di Venezia.

Arrivato all’albergo lo scrittore nota subito una famiglia polacca in cui spicca un giovane ragazzo, Tadzio, che gli appare subito di una bellezza sovrannaturale, quasi come le sculture greche. Il ragazzo affascina Aschenbach, che si trova a seguirlo con gli occhi appena possibile, e ne è talmente ossessionato da rinunciare a lasciare la città, nonostante il peggiorarsi del suo stato di salute dovuto al clima caldo e afoso.

L’ossessione farà perdere del tutto la lucidità allo scrittore, che deciderà di rimanere a Venezia nonostante l’epidemia di colera che da qualche tempo piaga la città, e che si sottometterà anche a belletti e trucchi pur di apparire più giovane e destare l’interesse di quello che ormai ama.

La morte non è un elemento a sorpresa – il titolo stesso la dichiara a gran voce – e diversi sono gli accenni ad essa: Aschenbach nel cimitero che ha la folgorazione di partire per un viaggio, il viaggio sulla nave e i grotteschi personaggi (incontrati veramente da Mann e famiglia, così come gli altri personaggi del romanzo), l’arrivo a Venezia dal mare e il clima umido e fosco durante l’inizio del soggiorno.

Viviamo una Venezia decante, città già allora votata al turismo e al commercio, in cui l’epidemia di colera è l’apice prima della conclusione. Il protagonista cambia assieme alla città man mano che aumenta l’interesse – quasi morboso – per Tadzio: Aschenbach è addirittura disposto a mascherarsi per apparire più giovane, comportamento che aveva tanto denigrato nel vecchio incontrato sulla barca durante l’arrivo a Venezia.

Avevo affrontato il romanzo con sospetto, temendo di trovarmi invischiata in un classico pesante e complesso e mi sono dovuta ricredere: La morte a Venezia è un racconto interessante, ricco di spunti di riflessione e magistralmente orchestrato.

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La morte a Venezia by Thomas Mann ★★★★★