[ARC] The Cheshire Cheese Cat: A Dickens of a Tale by Carmen Agra Deedy

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Un gatto, un topo e la taverna col miglior formaggio di Londra e tra gli avventori alcuni scrittori ben noti, tra questi Charles Dickens.

L’autrice costruisce una storia su un’amicizia particolare tra alcuni animali molto diversi tra loro ma motivati da uno scopo comune: mettere le zampe sul formaggio e riportare alla torre uno dei corvi reali che se ne è allontanato.
Un’idea divertente è che Dickens possa aver tratto ispirazione per i suoi romanzi dagli animali protagonisti.

E’ un libro grazioso e presenta diverse illustrazioni dettagliate di personaggi ed avvenimenti.

In alcuni casi le frasi sono strutturate in ghirigori all’interno della pagina, fatto che rende la lettura su ebook particolarmente ardua.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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A cat, a mice and an inn where the best cheese in London is served and where spend their time various well-known writers, among them Charles Dickens.

The author builds a story about a particular friendship between different animals who have the same purpose: put their paws on the cheese and help a raven from the tower to go back there.
A nice idea is the hint that Dickens could have taken some inspiration from these animals to write his stories.

It’s a nice book that contains also some nice and detailed illustrations about characters and events.

Some times words and phrases are structured in particular ways into the page, this makes the reading of the ebook version quite hard.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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The Cheshire Cheese Cat: A Dickens of a Tale by Carmen Agra Deedy ★★★☆☆

[ARC] Mark Twain & Cozy Classic

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All modern American literature comes from one book by Mark Twain called ‘Huckleberry Finn.’ If you read it you must stop where the Nigger Jim is stolen from the boys. That is the real end. The rest is just cheating. But it’s the best book we’ve had. All American writing comes from that. There was nothing before. There has been nothing as good since. E. Hemingway

Ormai appena mi capitano tra le mani le arc (advanced reading copy) dei Cozy Classic mi precipito a richiederle, senza mai essere delusa dal risultato (qui un paio di Cozy letti in precedenza).

Come funzionano? Una decina di pagine, sul lato sinistro una parola a riassumere una scena chiave di un romanzo e a destra un’immagine dello stesso ricreata con diverse bamboline di stoffa.

Perchè funzionano? Perchè riescono a riassumere romanzi complessi in una decina di concetti chiave in cui il lettore riesce perfettamente a ritrovarsi.
Questa volta ho letto la versione Cozy di Tom Sawyer (di cui ho letto anche il romanzo completo e di cui riporto il commento) e Huckleberry Finn, sotto trovate le mie opinioni.

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When I can ask Cozy Classic arcs (advanced reading copy) I don’t wait to ask them, and I never am disappointed by them (here a couple of Cozy read some time ago).

How they work? About ten pages long, on the left a word to summarize a key scene of a novel and on the right an image about that scene made with some little dolls.

Why they work? Because the authors are able to reduce complex novels in about ten key ideas the reader is able to place in the original novel.
This time I read the Cozy version of Tom Sawyer (I read also the whole novel and keeping on reading there is my comment about it) and of Huckleberry Finn, below my opinions about them.

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[ARC] Things Withered by Susie Moloney

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Il libro raccoglie alcuni racconti di Susie Moloney, tutti accumunati da un filo conduttore tra il nero e l’horror che si esplicita più chiaramente sul finale di ogni storia.

I racconti sono ambientati in situazioni periferiche e di degrado, sia sociale ed economico che emotivo: i protagonisti sono persone insicure delle proprie capacità, scoraggiati dalla vita e senza grandi prospettive per il futuro.

L’atmosfera dei racconti è quindi cupa ed emotivamente pesante (e deprimente), presi nel complesso della raccolta i racconti sembrano inoltre studiati quasi a tavolino, come ci fosse un’ossatura standard da seguire (fatto che si esplicita anche nelle conclusioni, intuibili dopo aver letto i primi racconti).

Nel complesso sono sicuramente ben scritti ma decisamente troppo ripetitivi – non nella trama in sè, ma appunto nella struttura generale – ed è spesso difficile riuscire a provare empatia verso i protagonisti.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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The book collects some stories by Susie Moloney, all of them having in common something horror – noir that emerges in the conclusion of each story.

The stories are set in suburbs and in situation of decay, both social – economical and emotional: the main characters are persons unsure of their abilities, of themselves, dishearten and without any perspective for the future.

The stories atmosphere is always dark and emotionally heavy (and depressing), taking the whole collection it seems like all the stories come from the same standard structure (for example the conclusions are quite easy to deduce after reading a couple of stories).

Overall the stories are well written, but, as I said, quite repetitive – not in the plot in se, but in the general structure – and it’s difficult to feel empathy for the characters.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Things Withered by Susie Moloney  ★★★

Oz series – Volumi 1-4

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Il meraviglioso mago di OzIl meraviglioso mago di Oz

Quanto è bello Il meraviglioso mago di Oz! Ogni volta che lo rileggo non manca mai di incantarmi. È il romanzo fantastico per eccellenza: scritto benissimo e con una storia che non annoia una singola pagina.
Questa edizione in particolare è davvero ottima. La traduzione di Beatrice Masini non è solo fedele al contenuto del testo, ma anche alla costruzione delle frasi originali in lingua inglese (e chiunque ha provato a tradurre sa che non è facile).
Se proprio si vuole trovare il pelo nell’uovo, le illustrazioni di Simona Cordero mi hanno lasciato un po’ freddo. Preferisco i disegni più ricchi e Dorothy con le codine bionde non mi ha proprio convinto.
Rimane un prodotto di alta qualità. E per una volta un volume realizzato come si deve: grande formato, copertina rigida, illustrazioni a colori e un prezzo davvero contenuto. Per un regalo è davvero un’ottima idea.

L. Frank Baum trad. Beatrice Masini, Il meraviglioso Mago di Oz, Fanucci

 

The Marvelous Land of Oz (Oz, #2)The Marvelous Land of Oz

Tip, il piccolo garzone della vecchia strega Mombi, odia la sua padrona. Un giorno, per farle uno scherzo, il bambino costruisce un fantoccio dalla testa di zucca. Mombi, tutt’altro che spaventata, promette di punire il ragazzo e anima Testadizucca con la Polvere della Vita. In seguito, Tip e Testadizzucca rubano la polvere magica e fuggono da Mombi. È l’inizio di un viaggio pieno di avventure e dagli esiti imprevedibili.

Tutti conosciamo la storia de Il meraviglioso mago di Oz, il celebre romanzo di L. Frank Baum. Rimangono, invece, quasi sconosciuti i numerosi seguiti, perlopiù firmati dallo stesso autore. Personalmente, lessi questo libro ancora bambino, perché il volume che comprai in un supermercato, sotto il generico titolo Il mago di Oz, conteneva in realtà i primi due titoli della serie. A ogni modo, non ricordavo quasi nulla della storia, quindi è stato come leggerla per la prima volta.
Il romanzo si apre con una lettera nella quale Baum racconta di come avesse promesso a una lettrice di scrivere il seguito del primo romanzo: “Quando riceverò mille lettere da parte di bambine come te”. Lo spirito di Baum può stare tranquillo: di certo i lettori di Oz sono stati più di mille, e di tutti i sessi e le età.
Passiamo ora al libro. The marvelous land of Oz, pur rimanendo nell’ambito del fantastico, si discosta parecchio dal suo precedente. Se il viaggio della piccola Dorothy era un percorso iniziatico profondamente legato agli archetipi della fiaba, il peregrinare del piccolo Tip strizza l’occhio al romanzo d’avventura. Venendo a mancare l’impianto fiabesco, però, i vari personaggi curiosi risultano più forzati. Insomma, l’effetto circo o galleria degli orrori è sempre dietro l’angolo. Baum, tuttavia, sembra essere cosciente di avere una struttura narrativa meno solida della precedente, e sfrutta la peculiarità dei vari personaggi volgendola a suo vantaggio. Immaginate i discorsi di uno Spaventapasseri e di un fantoccio dalla testa di zucca: il loro primo incontro è semplicemente esilarante. È in questi attimi che il romanzo brilla e trova una sua identità. Per il resto non siamo certo al livello del primo libro, questo è certo, ma tutto sommato rimane una lettura piacevole.

 

Ozma of Oz (Oz, #3)Ozma of Oz

 La piccola Dorothy è in viaggio per mare con zio Henry, quando durante una tempesta cade tra le onde e approda nella magica terra di Ev. Qui viene presto raggiunta da Ozma e dai suoi vecchi amici della terra di Oz, e insieme a loro parte alla volta della montagna del Re degli Gnomi, per ritrovare i dieci principi scomparsi di questo nuovo regno incantato.

Ed ecco il terzo volume della serie di Oz! Pur non avendo mai letto il romanzo, la storia non mi era completamente sconosciuta, perché molti personaggi ed episodi del libro furono rielaborati da Disney nel film Return to Oz (da piccolo lo adoravo! I ragazzi degli anni Ottanta certamente ricordano la perfida Mombi e le sue teste scambiabili.)
Tornando a Ozma of Oz, in questo terzo capitolo Baum continua a cercare la giusta formula per dare un seguito convincente alle avventure dei suoi personaggi. Ci riesce? Direi di sì. Il primo libro della serie era chiaramente un caso a sé, così l’autore prosegue sulla strada intrapresa con il secondo, quella del romanzo d’avventura, aggiustando dove possibile il tiro. Innanzi tutto, recupera Dorothy, la sua prima protagonista, ma soprattutto concentra le azioni principali su protagonisti umani. Non mancano i vari fantocci, animali e macchinari parlanti, ma rimangono figure di contorno. E poi la trama: effettivamente è migliore e più avvincente del secondo volume.
Ora non vedo l’ora di proseguire con il quarto libro. Non ho proprio idea di come proseguirà la storia, sarà riuscito Baum ad avere idee brillanti come quelle contenute nei primi tre volumi della serie? Lo scopriremo solo leggendo.

 

Dorothy and the Wizard in Oz (Oz, #4)Dorothy and the Wizard in Oz

La piccola Dorothy e il suo cugino di secondo grado Zeb sono a bordo di un calesse, quando un terremoto apre un crepaccio e precipitano nel cuore della terra. Tra mondi incantati e l’incontro con vecchi e nuovi amici, proseguono le avventure della magica saga di Oz.

Nel commento a Ozma of Oz, il volume precedente della serie di Oz, mi chiedevo se Baum sarebbe riuscito a trovare nuove idee per i romanzi successivi. Beh, di personaggi e luoghi curiosi ce ne sono in abbondanza, quello che manca in questo caso è una trama che dia un senso al tutto. In effetti il libro non è altro che un mero susseguirsi di episodi stravaganti slegati tra loro. Il romanzo si può dividere in due parti: nella prima l’autore fa il verso a Verne e Dorothy (è di nuovo lei la protagonista) esplora le cavità della terra con la solita trafila di mondi incantati da scoprire. Nella seconda metà, la bambina viene riportata senza troppe scuse nel mondo di Oz e… semplicemente se ne sta lì. In quest’ultima parte non c’è nemmeno il tentativo di costruire una storia, ma quel che è peggio Baum si affanna inutilmente a far combaciare dettagli contraddittori dei volumi precedenti – rimanere sull’evasivo sarebbe stato più dignitoso. Insomma, al di là del gusto del bizzarro certamente tipico dell’epoca, è chiaro che la valanga di orpelli di cui questo libro è zeppo nasconde una profonda stanchezza. C’è da chiedersi come Baum sia riuscito a proseguire, perché i libri di Oz (almeno quelli scritti da lui) sono ben quattordici.

I miei commenti, salvo quello del primo volume, si riferiscono agli eBooks in lingua inglese scaricabili gratuitamente qui.

 

Short fiction – ep. 3

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Terzo post (il primo è qui, qui invece il secondo) in cui si parla di narrativa breve ma incisiva.

I titoli:

  • Lettera di una sconosciuta by Stefan Zweig
  • Destinatario sconosciuto by Kathrine Kressmann Taylor
  • The Tale of Peter Rabbit by Beatrix Potter

Second post (the first one is here, the second here) where I speak about some short but beautiful books.

  • Letter from an unknown woman by Stefan Zweig
  • Address Unknown by Kathrine Kressmann Taylor
  • The Tale of Peter Rabbit by Beatrix Potter

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Chiamami col tuo nome by André Aciman

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Gli uomini possono provare molte passioni e conoscere molti amori, nella vita però forse uno solo di questi è qualcosa di veramente unico e speciale, un sentimento ricco di gioia e dolore da rimanere impresso anche con lo scorrere degli anni; questo romanzo tratta proprio di un Amore e di una Passione indimenticabili.

Elio, figlio di un professore, passa l’estate con i genitori nella villa in Liguria che come ogni anno ospita un futuro brillante scrittore / ricercatore occupato nella stesura di tesi o articoli.
Il visitatore di quell’estate è Oliver, americano, e tra lui e Elio scatta subito qualcosa di indefinito che si concretizza prima in un flirt e poi in una storia d’amore vera e propria.

Il punto di vista è sempre quello di Elio che dà voce alle sue tormentate insicurezze e ai desideri che pensa essere non ricambiati; Oliver è sempre descritto dagli occhi di Elio e non si ha la possibilità di seguirne le emozioni.
E’ la storia di un amore profondo, il chiamarsi con il nome dell’altro è sintomo della fusione dei sogni, delle emozioni e delle persone stesse.

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Humans may experience different passions and meet different lovers, maybe only one of these is the most unique and special, an emotion full of joy and sorrow to be preserved in memory as the years go by. This novel is about this kind of Love and Passion.

Elio, son of a professor, spends the summer with his parents in their Liguria house and, as every summer, they host a young and brilliant researcher / writer editing his thesys.
The host is Oliver and between him and Elio something undefined starts sooner as a flirt and later as a love story.

The point of view is Elio’s who express his tormented uncertainties about love and being reciprocated; Oliver is always presented by Elio’s eyes and it’s impossible to know hos thinking.
It’s the story of a deep love and calling one by the other’s name it’s a manifestation of the fusion of dreams, emotions and souls.

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Chiamami col tuo nome by André Aciman ★★★★☆

The Diviners by Libba Bray

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Veramente un bel romanzo; l’ambientazione nell’America degli anni ’20 è decisamente ben resa, le descrizioni sono vivide e ben dettagliate.
Buona anche la caratterizzazione dei personaggi, tutti con vari segreti più o meno manifesti nel romanzo; la protagonista, Evie, è un’eroina spesso capricciosa ma allo stesso tempo spigliata e ironica che non ha bisogno di alcun principe che la porti in salvo.

La trama è basata sul tema dell’occulto e del paranormale e i capitoli dedicati a queste tematiche sono angoscianti al punto giusto.
Complessivamente un buon romanzo, peccato solo che molti personaggi siano utili ai fini della serie e non del singolo romanzo, in quest’ottica “The diviners” (titolo decisamente poco azzeccato) funge più da introduzione a maggiori mali che verranno.

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I enjoied this novel, the setting in the New York of the ’20 is really good, the descriptions are vivid and rich in details.
The characterisation is also well done; each character has his load of secret (more or less disclosed within the novel); the main character, Evie, a fickle seventeen year old girl, is easy going and ironic, an heroine who does not need any prince to save her.

The plot is based on the themes of the occult and paranormal and the chapters dedicated to these themes give quite the creeps.
Overall it is a good novel, the only issue is that some characters are only useful in view of the series and not of this single novel, so “The diviners” (a poorly chosen title) is more an introduction to greater evil yet to come.

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The Diviners by Libba Bray ★★★★☆½