Love and Leftovers by Sarah Tregay

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Katie says, “You can’t choose the time and place
the when and where
and with whom
you fall in love.”

[…]
I guess,
I worry that I won’t do it right.
That it’ll be the wrong time,
the wrong place,
the wrong person.

Il romanzo inizia con la separazione dei genitori di Marcie: la madre decide di andarsene in New Hampshire per allontanasi dalla situazione portandosi la figlia con sè.
Marciè si troverà quindi lontana da amici e dal suo ragazzo mentre cerca di adattarsi alla nuova vita.
I temi trattati nel romanzo non sono particolarmente innovativi, da una parte la separazione dei genitori – che nella seconda parte tende a passare in secondo piano – dall’altra il rapporto con amici vecchi e nuovi e le instabilità derivate da una relazione a distanza.

Tenendo conto di questi aspetti il romanzo non desterebbe un interesse significativo, la sua particolarità sta però nelle modalità di scrittura scelte. Tutto ci viene raccontato attraverso poesie scritte da Marcie nel suo quaderno. Non abbiamo quindi dialoghi o lunghe descrizioni, anzi, tutto viene trasmesso con estrema sintesi; non tutte le poesie saranno azzeccate, però è stato sicuramente “diverso” leggere questo romanzo.

_______

Love & Leftovers by Sarah Tregay ★★★☆☆

2 thoughts on “Love and Leftovers by Sarah Tregay

  1. Non è pertinente con il libro di cui parli, ma la tua recensione mi ha fatto pensare.
    Delle volte mi pare che il problema degli autori contemporanei sia proprio il fatto che cercano troppo di essere ‘diversi’. Sono così concentrati nel trovare nuovi modi per arrivare al lettore, che finiscono per scordare che quello che conta è la storia. In molti casi, finiscono solo per essere stravaganti.

    • E’ esattamente quello che ho riscontrato nel romanzo: la trama in sè è banalotta, la scrittrice ha cercato di rinnovarla modificando il veicolo con cui la fornisce al lettore; a essere interessante è l’avere a che fare con qualcosa di diverso (che so, a una installazione a cui sono andata c’era un armadillo vivo – povera bestia chiuso in quattro pareti – l’installazione era snì, ma di armadillo non ne avevo mai visto uno e mi è rimasto impresso).

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