I viaggi nel tempo di Connie Willis

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Connie Willis è autrice di diversi romanzi e racconti basati sul concetto di viaggio nel tempo; in particolare il viaggio è sfruttato dalle facoltà universitarie per conoscere epoche storiche in prima persona. Il meccanismo del viaggio non consente di modificare eventi chiave della storia, quindi il punto di arrivo (spazio-tempo) potrebbe risultare diverso da quello ipotizzato.

I romanzi suscitano opinioni ambivalenti: chi sente parlare di viaggi nel tempo pensa alla fantascienza – che però qui è solo l’espediente di contorno – ma si trova di fatto a leggere un romanzo di ambientazione storica.

Le ambientazioni sono secondo me l’aspetto meglio riuscito: ambienti e modi di vivere sono ricostruiti con fedeltà e accuratezza; l’intreccio l’ho sempre trovato avvincente (anche se spezzo una lancia a favore di chi si lamenta di una certa tendenza al feuilleton) e sono letture che consiglio.

Di seguito i commenti a quattro romanzi della scrittrice:

  • To say nothing of the dog
  • L’anno del contagio
  • Blackout
  • All Clear

To say nothing of the dog

E’ un romanzo di fantascienza ma anche un divertente omaggio a “Tre uomini in barca”.
Fantascientifica l’ambientazione di fondo con i viaggi nel tempo e tutti i possibili intoppi anacronistici che ne possono derivare, però la maggior parte della vicenda è ambientata in epoca vittoriana.

Ci sono barche che risalgono il Tamigi, cani (e molti gatti), madri esasperanti, padri disinteressati, figlie viziate e maggiordomi praticamente perfetti, il tutto visto e raccontato -con ironia- dal viaggiatore temporale protagonista.

Il libro è anche un giallo in cui diversi misteri si incastrano, prima fra tutti la ricerca dell’orrendo “bishop’s bird stump”; io ad alcune soluzioni sono riuscita ad arrivare prima della spiegazione finale, la lettura non ha però perso fascino.

L’anno del contagio

Kivrin desidera visitare il medioevo e viene accontentata, dal momento della partenza verso il 1320 la narrazione si sdoppia su due livelli: da una parte Kivrin, che, influenzata, viene soccorsa e accudita in un villaggio e dall’altra la Oxford nel futuro, piagata da un micidiale virus influenzale e messa in quarantena.

La prima parte del romanzo è “leggera”, Kivrin è sì disorientata (non ricorda il punto del suo arrivo), ma è fiduciosa nel poterlo ritrovare; Oxford è all’inizio dell’epidemia ma tutto sembra sotto controllo, solo Mr. Dunworthy è preoccupato per le sorti della ragazza nel passato. I personaggi sono molto particolari, ognuno con le sue fissazioni: Finch preoccupato della carenza di scorte, Montoya ossessionata dal suo scavo archeologico, William e le sue innumerevoli fidanzate e la sua insopportabile madre.

La seconda parte è invece più disperata, con Mr. Dunworthy impegnato in una corsa contro il tempo per recuperare la storica.
Gli episodi ambientati nel passato sono notevoli, sia dal punto di vista della contestualizzazione che del coinvolgimento del lettore (in particolare nella parte finale).

Quelli ambientati nel futuro contengono delle ingenuità (non esistono i cellulari), che però non compromettono la narrazione, in fondo in una città in quarantena, cellulare o no, le linee sarebbero comunque intasate, inoltre, per definizione,è improbabile che il direttore della facoltà di storia possa essere contattabile se va a pescare.

Blackout / All Clear

Blackout

Blackout, ovvero i misteri dell’editoria: Blackout e All Clear non sono propriamente una serie, ma un unico libro letteralmente affettato poco prima della metà; di conseguenza in Blackout si delineano le trame e in All Clear si avrà, probabilmente, la soluzione e l’epilogo.
Alla base del romanzo il tema tipico dell’autrice: i viaggi nel tempo. Questa volta tre storici vengono inviati nel 1940 per assistere al Blitz su Londra, alle reazioni degli evacuati e dei superstiti della battaglia di Durkirk, ovviamente il tutto si complicherà all’inverosimile.

Tra i pregi di questa prima parte (e sicuramente anche della seconda) la ricostruzione storica accurata; con i romanzi della Willis si ha sempre uno spaccato della vita delle persone comuni nelle epoche trattate.
Bella l’idea di iniziare ogni capitolo con una citazione da manifesti/cartelli/discorsi del periodo.

Non è perfetto però: a una prima parte che può essere tranquillamente definita frenetica (programmi di salti scombinati continuamente, confusione nell’assegnazione degli abiti, un trambusto generale) segue una lunghissima (e anche accorciabilissima) parte sulla vita dei tre storici durante la seconda guerra mondiale.
Da questa prima parte emergono alcuni punti certi:
– i bambini possono risultare estremamente irritanti
– i contrattempi esistono

Il romanzo contiene, più degli altri della scrittrice, riferimenti a opere passate (in particolare Doomsday Book) per la gioia del lettore affezionato, e allora mi chiedo: perchè tagliare Mr. Finch e sostituirlo con un segretario puntiglioso?

All Clear

Seconda parte del blocco Blackout/All Clear.
Mentre il primo volume serviva per introdurre personaggi e linee temporali (in modo un pochino prolisso) ma non conteneva rivelazioni o particolari evoluzioni della trama, questa seconda parte riunisce tutto quello che sembrava senza senso e porta finalmente chiarezza.

Una volta finito si è arrivati a capire la complessità della trama alla base, con tutti i salti, i riferimenti e i cicli in cui i personaggi sono inconsapevoli protagonisti.
Gli enigmi si sciolgono infine come i romanzi di Agatha Christie, tutti gli indizi sono sotto gli occhi ma solo alla fine l’arcano viene svelato.

E’ anche un romanzo storico, la ricostruzione del periodo è accurata e copre una vastità di luoghi e eventi (Londra durante il blitz, il progetto Ultra, l’operazione Fortitude, gli attacchi con V1 e V2 etc..); è però un romanzo sulle persone, non parla tanto dei grandi generali e dei capi di stato (che comunque sono ricordati anche attraverso citazioni celebri), ma è centrato sulla reazione del popolo: i rifugiati a Londra, i vigili del fuoco addetti alla cattedrale, le autiste di ambulanza etc…, ovvero tutti coloro che hanno contribuito a scrivere la storia dell’Inghilterra durante il conflitto.

E’ un romanzo molto bello, purtroppo è rallentato nella sua prima parte in cui il lettore rischia di perdere le fila delle diverse linee temporali.
Per apprezzarne al meglio alcuni riferimenti è bene aver letto tutte le altre opere dell’autrice nell’ambito dei viaggi temporali.

_______

* To say nothing of the dog by Connie Willis ★★★★★
* L’anno del contagio by Connie Willis ★★★★☆
* Blackout by Connie Willis ★★★☆☆
* All Clear by Connie Willis ★★★★☆

*Ho letto questo libro in Inglese

2 thoughts on “I viaggi nel tempo di Connie Willis

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