Heidi

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Tra le tante preziose orfanelle che popolano la letteratura per l’infanzia d’epoca, Heidi, pur non essendo la migliore, non è priva di buone qualità, purtroppo affossate dall’esplicito predicozzo a sfondo religioso.
Ma andiamo con ordine. Uno dei punti a favore del romanzo è certamente il rapporto della protagonista con la natura. Qui, si avverte essere qualcosa di più profondo dell’effetto igienico della vita all’aria aperta, che tanto piaceva ribadire agli autori per ragazzi di un tempo, e che pure è presente nella storia.
Altro aspetto positivo è il modo di relazionarsi degli adulti con i bambini. I “grandi”, salvo la Rottermaier, chiaramente la cattiva di turno, non sono descritti come nemici dei piccoli, ma loro ragionevoli complici. Quando Heidi non riesce a imparare a leggere, il primo pensiero della nonna di Clara è che probabilmente l’insegnate non sta adottando il metodo adatto.
Nondimeno, i piccoli pro, non bastano a salvare il libro dai tipici cliché di queste storie. È inutile, quando leggo di bambine di otto anni che se ne vanno in giro a recitare a memoria e a sproposito inni sacri mi prudono le mani. Per non parlare della spiegazione sul perché sia necessario credere a Dio, semplicemente agghiacciante. E ovviamente, non può mancare il miracolo finale, con la piccola invalida che a furia di latte, formaggio di capra e fiorellini profumati ritrova l’uso delle gambe.
Per concludere, non siamo ai livelli di stupidità di Pollyanna – quella quanto a scempiaggine non la batte nessuno –, ma il libro non mi ha convinto. Consoliamoci con l’adorabile serie animata di Miyazaki, una delle mie preferite. Quella sì è splendida, a dimostrazione che la stessa storia si può raccontare in molti modi, e alcuni sono decisamente migliori di altri.

Johanna Spyri, Heidi

Questo commento si riferisce all’edizione inglese del romanzo disponibile sul sito Gutenberg.org e scaricabile qui.

3 thoughts on “Heidi

  1. C’è poco da fare, Pollyanna ti ha segnato.😄
    Se ti può consolare, oggi ho visto un telefilm in cui uno dei membri di una famiglia malavitosa, la spietata zia, si chiamava proprio Pollyanna.😄

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