Oz series – Volumi 1-4

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Il meraviglioso mago di Oz

Il meraviglioso mago di OzQuanto è bello Il meraviglioso mago di Oz! Ogni volta che lo rileggo non manca mai di incantarmi. È il romanzo fantastico per eccellenza: scritto benissimo e con una storia che non annoia una singola pagina.
Questa edizione in particolare è davvero ottima. La traduzione di Beatrice Masini non è solo fedele al contenuto del testo, ma anche alla costruzione delle frasi originali in lingua inglese (e chiunque ha provato a tradurre sa che non è facile).
Se proprio si vuole trovare il pelo nell’uovo, le illustrazioni di Simona Cordero mi hanno lasciato un po’ freddo. Preferisco i disegni più ricchi e Dorothy con le codine bionde non mi ha proprio convinto.
Rimane un prodotto di alta qualità. E per una volta un volume realizzato come si deve: grande formato, copertina rigida, illustrazioni a colori e un prezzo davvero contenuto. Per un regalo è davvero un’ottima idea.

L. Frank Baum trad. Beatrice Masini, Il meraviglioso Mago di Oz, Fanucci

The Marvelous Land of Oz

The Marvelous Land of Oz (Oz, #2)Tip, il piccolo garzone della vecchia strega Mombi, odia la sua padrona. Un giorno, per farle uno scherzo, il bambino costruisce un fantoccio dalla testa di zucca. Mombi, tutt’altro che spaventata, promette di punire il ragazzo e anima Testadizucca con la Polvere della Vita. In seguito, Tip e Testadizzucca rubano la polvere magica e fuggono da Mombi. È l’inizio di un viaggio pieno di avventure e dagli esiti imprevedibili.

Tutti conosciamo la storia de Il meraviglioso mago di Oz, il celebre romanzo di L. Frank Baum. Rimangono, invece, quasi sconosciuti i numerosi seguiti, perlopiù firmati dallo stesso autore. Personalmente, lessi questo libro ancora bambino, perché il volume che comprai in un supermercato, sotto il generico titolo Il mago di Oz, conteneva in realtà i primi due titoli della serie. A ogni modo, non ricordavo quasi nulla della storia, quindi è stato come leggerla per la prima volta.
Il romanzo si apre con una lettera nella quale Baum racconta di come avesse promesso a una lettrice di scrivere il seguito del primo romanzo: “Quando riceverò mille lettere da parte di bambine come te”. Lo spirito di Baum può stare tranquillo: di certo i lettori di Oz sono stati più di mille, e di tutti i sessi e le età.
Passiamo ora al libro. The marvelous land of Oz, pur rimanendo nell’ambito del fantastico, si discosta parecchio dal suo precedente. Se il viaggio della piccola Dorothy era un percorso iniziatico profondamente legato agli archetipi della fiaba, il peregrinare del piccolo Tip strizza l’occhio al romanzo d’avventura. Venendo a mancare l’impianto fiabesco, però, i vari personaggi curiosi risultano più forzati. Insomma, l’effetto circo o galleria degli orrori è sempre dietro l’angolo. Baum, tuttavia, sembra essere cosciente di avere una struttura narrativa meno solida della precedente, e sfrutta la peculiarità dei vari personaggi volgendola a suo vantaggio. Immaginate i discorsi di uno Spaventapasseri e di un fantoccio dalla testa di zucca: il loro primo incontro è semplicemente esilarante. È in questi attimi che il romanzo brilla e trova una sua identità. Per il resto non siamo certo al livello del primo libro, questo è certo, ma tutto sommato rimane una lettura piacevole.

Ozma of Oz

Ozma of Oz (Oz, #3) La piccola Dorothy è in viaggio per mare con zio Henry, quando durante una tempesta cade tra le onde e approda nella magica terra di Ev. Qui viene presto raggiunta da Ozma e dai suoi vecchi amici della terra di Oz, e insieme a loro parte alla volta della montagna del Re degli Gnomi, per ritrovare i dieci principi scomparsi di questo nuovo regno incantato.

Ed ecco il terzo volume della serie di Oz! Pur non avendo mai letto il romanzo, la storia non mi era completamente sconosciuta, perché molti personaggi ed episodi del libro furono rielaborati da Disney nel film Return to Oz (da piccolo lo adoravo! I ragazzi degli anni Ottanta certamente ricordano la perfida Mombi e le sue teste scambiabili.)
Tornando a Ozma of Oz, in questo terzo capitolo Baum continua a cercare la giusta formula per dare un seguito convincente alle avventure dei suoi personaggi. Ci riesce? Direi di sì. Il primo libro della serie era chiaramente un caso a sé, così l’autore prosegue sulla strada intrapresa con il secondo, quella del romanzo d’avventura, aggiustando dove possibile il tiro. Innanzi tutto, recupera Dorothy, la sua prima protagonista, ma soprattutto concentra le azioni principali su protagonisti umani. Non mancano i vari fantocci, animali e macchinari parlanti, ma rimangono figure di contorno. E poi la trama: effettivamente è migliore e più avvincente del secondo volume.
Ora non vedo l’ora di proseguire con il quarto libro. Non ho proprio idea di come proseguirà la storia, sarà riuscito Baum ad avere idee brillanti come quelle contenute nei primi tre volumi della serie? Lo scopriremo solo leggendo.

Dorothy and the Wizard in Oz

Dorothy and the Wizard in Oz (Oz, #4)La piccola Dorothy e il suo cugino di secondo grado Zeb sono a bordo di un calesse, quando un terremoto apre un crepaccio e precipitano nel cuore della terra. Tra mondi incantati e l’incontro con vecchi e nuovi amici, proseguono le avventure della magica saga di Oz.

Nel commento a Ozma of Oz, il volume precedente della serie di Oz, mi chiedevo se Baum sarebbe riuscito a trovare nuove idee per i romanzi successivi. Beh, di personaggi e luoghi curiosi ce ne sono in abbondanza, quello che manca in questo caso è una trama che dia un senso al tutto. In effetti il libro non è altro che un mero susseguirsi di episodi stravaganti slegati tra loro. Il romanzo si può dividere in due parti: nella prima l’autore fa il verso a Verne e Dorothy (è di nuovo lei la protagonista) esplora le cavità della terra con la solita trafila di mondi incantati da scoprire. Nella seconda metà, la bambina viene riportata senza troppe scuse nel mondo di Oz e… semplicemente se ne sta lì. In quest’ultima parte non c’è nemmeno il tentativo di costruire una storia, ma quel che è peggio Baum si affanna inutilmente a far combaciare dettagli contraddittori dei volumi precedenti – rimanere sull’evasivo sarebbe stato più dignitoso. Insomma, al di là del gusto del bizzarro certamente tipico dell’epoca, è chiaro che la valanga di orpelli di cui questo libro è zeppo nasconde una profonda stanchezza. C’è da chiedersi come Baum sia riuscito a proseguire, perché i libri di Oz (almeno quelli scritti da lui) sono ben quattordici.

I miei commenti, salvo quello del primo volume, si riferiscono agli eBooks in lingua inglese scaricabili gratuitamente qui.

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