Quando uno non basta

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Lo spunto di questo post nasce un paio di anni fa, quando il mio futuro marito – appassionato di podcast radio – mi ha fatto ascoltare un episodio di Dee Giallo di Carlo Lucarelli dedicato a Billy Milligan.

Lucarelli racconta la storia di Billy e delle sue numerose personalità, una storia vera, raccontata anche in un libro di Daniel Keyes che ha incontrato realmente il protagonista.

Il tema della personalità multipla in letteratura piace, e ve ne sono notevoli esempi (Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson, Il visconte dimezzato di Italo Calvino per citarne un paio): le personalità in gioco sono due e la storia ha un fine più o meno morale.

E se le personalità fossero più numerose?

Riporto qui sotto quindi due recensioni: quella del libro di Daniel Keyes (autore del racconto e poi romanzo “Fiori per Algernon”), Una stanza piena di gente che parla di Billy e di come è stata scoperta la sua personalità multipla, e quella di una novella di Brandon Sanderson, Legion, questa tutta di fantasia e che prende spunto dall’idea delle personalità multiple per creare un personaggio complesso ed estremamente abile.

Entrambe sono letture consigliate: la prima, più lenta, per capire quanto poco sappiamo della mente umana e degli scherzi che può riservare, la seconda, decisamente più di intrattenimento, per godere di un racconto avvincente di uno scrittore che apprezzo molto.

E per quanto riguarda Lucarelli: gli episodi di Dee Giallo sono ben raccontati, un ottimo passatempo e fonte di interessanti informazioni.

Una stanza piena di gente by Daniel Keyes

Questo libro è una dimostrazione di come a volte la realtà riesca a superare la fantasia.
Tutto inizia quando Billy Milligan viene accusato di tre atti di violenza sessuale in un campus in Ohio; una volta arrestato non ricorda nè furti nè stupri e risulta confuso, da quel momento i carcerieri assistono a situazioni incomprensibili: Billy sembra dotato di una forza spaventosa ma anche fragile come un bambino, di una parlantina con gli avvocati e della capacità di liberarsi dalle camicie di forza.
Tutto questo perchè Billy ha in realtà una personalità multipla; il suo corpo è così condiviso da ventiquattro coscienze differenti che si alternano a seconda della necessità.

La biografia di Billy è divisa in tre sezioni: nella prima viene descritta la scoperta della condizione del ragazzo da parte dei suoi avvocati, la diagnosi di psichiatri e l’inizio della cura; nella seconda viene ripercorsa la vita di Billy fino al momento dell’arresto, questo è stato possibile poichè grazie alle terapie era emersa una personalità “complessiva” che aveva memoria di tutto quanto avvenuto alle altre; nella terza l’esperienza di Billy in altri centri di trattamento in Ohio.

I temi trattati sono sconvolgenti; ad esempio Billy ha 24 personalità diverse sia maschili che femminili e di diverse età; ha una personalità inglese guidata dalla logica (Arthur) e una slava guidata dall’istinto (Ragen) capace di usare armi di varia natura, Tommy è in grado di liberarsi da quasi ogni prigionia e è un genio in elettronica, Allen è loquace e scaltro e così via.
I QI delle persone di Billy sono differenti; se la personalità che ha coscienza è un bambino ha capacità limitate all’età (non può portare pesi eccessivi etc…).
Oltre a questo è interessante come le personalità comunicassero tra loro e si organizzassero per decidere quale fosse la più indicata a prendere coscienza del mondo esterno.
Insomma, Billy, geniale nelle sue personalità ma meno in quella “fusa” (perchè qui il tutto è minore delle parti), è dimostrazione di quanto poco conosciamo dell’essere umano.

Nella parte conclusiva, grazie alla storia di Billy, viene dato un breve spaccato della situazione dei manicomi criminali; ho letto tempo fa Ausmerzen che mostrava il disprezzo dell’uomo “normale” verso altri con problemi psicologici e le drastiche soluzioni prima della seconda guerra mondiale, in questa biografia si vede come le condizioni dei malati non siano sempre prese in considerazione, fino ad arrivare al disprezzo e alla vessazione del malato.
Il trattamento riservato a Milligan in alcuni centri ne è la prova: a partire dal rifiuto della diagnosi di personalità multipla da parte dei medici fino alle molestie fisiche del personale incaricato.

Lo scrittore (con cui Milligan ha collaborato per la stesura del libro) era forse il più indicato per scrivere la storia di Billy; se non lo conoscete leggete “Fiori per Algernon” (va bene anche il racconto da cui ha tratto il romanzo) e capirete come fosse già predisposto a parlare di personalità fragili e in continua evoluzione.

Legion by Brandon Sanderson

Mentre “Una stanza piena di gente” è una storia vera e il povero Billy trae ben poco giovamento dalle sue persone – tanti vuoti di memoria e confusione, in questo racconto (di fantasia) le personalità avvantaggiano il protagonista che ha sempre qualcuno su cui contare per risolvere qualsiasi situazione.

Mentre Billy le persone le ha dentro e solo una alla volta hanno la possibilità di uscire e prendere possesso della coscienza, qui le personalità alternative sono allucinazioni e l’allucinato protagonista può scegliere quali portare con sè e quali creare.

Il racconto è scritto bene ed è divertente il rapporto protagonista-allucinazioni e quello allucinazione-allucinazione, ci sono buone idee e non mi spiacerebbe affatto leggere altri racconti con protagonista il signor Legion; certamente avendo letto “Una stanza piena di gente” le personalità inventate non mi impressionano più, la realtà è riuscita a produrre qualcosa di molto più sorprendente.

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* Una stanza piena di gente by Daniel Keyes ★★★★☆
** Legion by Brandon Sanderson ★★★

*Ho letto questo libro in Italiano
**Ho letto questo libro in Inglese

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