La seconda generazione. Quello che non ho detto a mio padre by Michel Kichka

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L’autore racconta in questa graphic novel di suo padre, della sua famiglia e della costante presenza tra loro del ricordo di Buchenwald, a cui il padre è sopravvissuto.

Come in Maus emerge qui come anche la sopravvivenza influisca sull’educazione dei figli e su come si sceglie di vivere la vita: non è possibile slegarsi dal ricordo di quello che è accaduto e questo si riflette nell’interpetare, per il padre di Michel, ogni successo proprio o dei figli come uno sberleffo a Hitler ed ai nazisti.

Il passato incombe ed influisce anche sulla vita della seconda generazione – Michel ed i suoi fratelli e sorelle – sia per le domande inespresse che suscita, sia per il rapporto con i genitori (che in questo caso ad esempio desiderano molti figli come riscatto alla morte che li ha circondati ma che allontanano poi verso lontani collegi per non occuparsene).

Trovo interessante questa visione indiretta (che in alcuni capitoli è presente anche in Maus, dove però predomina il ricordo dei lager del padre) che mostra la vita di una famiglia senza però censurane i difetti e che rende il lettore partecipe dei dubbi che si pone l’autore su famiglia, passato ed il proprio modo di affrontare la vita.

Meno intenso di Maus, che gli preferisco, ma comunque una visione interessante e diversa.

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La seconda generazione. Quello che non ho detto a mio padre by Michel Kichka ★★☆☆½

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