The Ghost Bride by Yangsze Choo

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Trovo sempre ricchi di fascino i romanzi che prendono spunto da miti e leggende o da particolari tradizioni sia per le ambientazioni magiche che per quello che di nuovo riescono a farci scoprire.

Un recente esempio è The Ghost Bride di Yangsze Choo che prende il via dalla pratica – comunque non frequente – diffusa nelle colonie inglesi della Cina (Malaysia, Singapore etc..) di celebrare matrimoni con i fantasmi. Il matrimonio poteva servire per riunire nell’aldilà due fidanzati entrambi defunti o per legare una donna o una concubina al futuro marito o amante defunto. Yangsze Choo costruisce poi il romanzo su basi leggermente differenti ma pur sempre prendendo spunto da qualcosa di esistente.

The Ghost Bride by Yangsze Choo

Li Lan è una giovane donna che appartiene ad una famiglia che ormai ha perso i suoi lustri: il padre, sopravvissuto alla varicella, è completamente sfregiato e consuma i suoi giorni tra i fumi dell’oppio che lo aiutano anche a dimenticare la morte della moglie.

Li Lan viene un giorno a sapere dal padre che è stata richiesta dalla ricca famiglia Lim come sposa del primogenito, Lim Tian Ching, defunto da ormai un anno. La ragazza rifiuta la proposta ma per cortesia accetta di conoscerne la madre; durante la sua visita conoscerà anche Tian Bai, cugino del defunto, dal quale si sente subito attratta.

Purtroppo la situazione precipita: Lim Tian Ching inizia a perseguitarla nei sogni, tanto che Li Lan chiede aiuto ad un medium per liberarsi del fantasma, finirà così a dover viaggiare nel regno dei morti dove incontrerà Er Lang, misterioso personaggio che si occupa di mantenere l’equilibrio tra i due mondi e limitare la corruzione in sede di giudizio finale.

La protagonista nel suo viaggio si troverà di fronte a problemi sia passati che presenti e dovrà affrontare con determinazione il ritorno al suo corpo, impresa che si rivelerà ben più complessa del previsto.

Ho trovato il romanzo molto particolare, soprattutto per la descrizione dell’immaginario dell’aldilà, ben costruito; la scrittrice riesce a collegare le tradizioni verso i defunti (bruciare soldi per i defunti e così via) con effetti determinati nella pianura dei morti, luogo in cui i defunti vedono ricreate case e relazioni ed in cui possono passare diverso tempo prima di passare oltre e reincarnarsi.

La scrittrice costruisce anche la struttura burocratica dell’aldilà: i singoli casi vengono analizzati da diversi giudici che decidono la sorte di un defunto e la possibilità di un fantasma di rifarsi sui vivi (ad esempio in caso di omicidio); il sistema non è perfetto, per questo esistono ufficiali e controllori che hanno lo scopo di tenere sotto controllo eventuali tentativi di corruzione da parte dei defunti più abbienti.

Durante il romanzo viene seguita sempre la prospettiva della protagonista che ci viene mostrata come una ragazza intraprendente ed autonoma, capace di badare a sè stessa nonostante le consuetudini sociali che vedono le donne più ritirate (siamo pur sempre nel 1893).

Unica pecca: la narrazione tende a rallentare, soprattutto nelle parti centrali che potevano essere sintetizzate per mantenere maggiormente viva l’attenzione; il romanzo è però ricco di colpi di scena e ben realizzato, quindi per me assolutamente consigliato come lettura.

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* The Ghost Bride by Yangsze Choo ★★★★☆

*Ho letto questo libro in Inglese

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