[ARC] Una vita come tante by Hanya Yanagihara

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Ho temporeggiato nello scrivere questo commento perchè il romanzo mi ha colpito molto e ho avuto bisogno di un po’ di tempo per rifletterci sopra.

Una vita come tante, candidato per il Man Booker Prize 2015, è ambientato negli Stati Uniti e compone – attraverso episodi – la vita di quattro ragazzi, compagni di college a amici per la vita.

Il romanzo si sviluppa temporalmente dall’adolescenza dei protagonisti fino all’età adulta, ma vengono messi a fuoco solo alcuni momenti delle quattro vite.

Partiamo dal punto forte del romanzo, che è anche quello che lo rende anche così incisivo, la caratterizzazione dei personaggi. Il dettaglio nel descrivere le emozioni le rende vere e intense, i personaggi restano coerenti con se stessi durante il romanzo, leggiamo quello che pensano e provano. In poche parole la caratterizzazione è fenomenale. A little life in questo senso risulta quasi più un’esperienza che una lettura, tanto è semplice entrare in sintonia con i personaggi.

Questo in un certo senso è anche il lato negativo, perché Una vita come tante è uno dei romanzi più tristi che ho mai letto, l’entrare in sintonia con i personaggi in molti momenti è una pugnalata ed è meglio non sperare di aver raggiunto il peggio, perchè non è così. Se ci può essere qualcosa di peggio, di più triste, di più drammatico, ci sarà.

In realtà all’inizio del commento ho detto una mezza bugia, che però dice anche la quarta di copertina. I protagonisti non sono in realtà quattro, ma uno: Jude, l’elemento chiave che tiene legati anche gli altri tre amici (Willelm, Marcus e JB). Jude è il diverso del gruppo: brillante negli studi ha scelto di studiare in ambito scientifico e diventerà avvocato (mentre gli amici vogliono essere attori, architetti, artisti), ma il vero elemento che lo rende lontano dagli altri è un’infanzia traumatica di cui nessuno conosce con precisione i dettagli (e neanche tu li conoscerai tanto presto, caro lettore, e ipotizzerai i peggiori traumi e verrai superato in orrore) ma che, perseguitandolo, lo rende insicuro e incline all’autolesionismo.

Da lettori abbiamo quindi accesso in parte alla vita dei tre artisti, ma principalmente veniamo indirizzati su Jude, e sui modi con cui interagisce con gli amici – affezionati e leali – e viceversa.

Una vita come tante è un libro che consiglio, perché è bello (l’unica pecca è una certa lungaggine nei due capitoli finali) e intenso. Mi sono commossa, ho pianto, ho sperato e sognato con i quattro protagonisti, ho conosciuto i loro amici e famiglie e ho assistito a attimi di struggente bellezza. Lo consiglio quindi, ma con l’avvertenza di non affrontarlo quando si è già tristi per conto proporio.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scivere questa recensione.


Una vita come tante by Hanya Yanagihara ★★★★☆½

*Ho letto questo libro in inglese

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