Boy, Snow, Bird by Helen Oyeyemi

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In alcune recensioni ho visto definire Boy, Snow, Bird di Helen Oyeyemi come un retelling di Biancaneve, ambientato negli Stati Uniti durante gli anni ’50. Questa definizione è indubbiamente riduttiva e, per quanto la storia contenga specchi, una bambina chiamata Snow e persone che di fronte agli specchi hanno comportamenti strani, il romanzo in realtà affronta temi complessi.

Tutto inizia con Boy Novak, bambina e poi ragazza che vive a New York, allevata dal padre che per professione è un derattizzatore. Boy subisce per anni le angherie paterne, finchè un giorno decide di fuggire di casa: il bus la porterà a Flax Hill, nel Massachusset. Boy fatica ad ambientarsi in quella che definisce “città di specializzati”, in cui sono prodotte eccellenze in ogni campo che poi vengono esporate.

In città Boy conosce Arthur Whitman, vedovo e padre di una bambina bellissima, al limite del fatato, Snow. I due finiscono per sposarsi e hanno una figlia, Bird. La bambina è di colore, e Boy comprende il segreto della famiglia Whitman. La suocera invita Boy a mandare a vivere Bird da una sua figlia – anche lei evidentemente non abbastanza chiara da passare per bianca – e mantenere il segreto. Boy, cercando di proteggere la figlia, allontana invece Snow.

Il romanzo è raccontato in tre parti: la prima e l’ultima sono a capo a Boy, mentre quella centrale è dedicata a Bird. Il personaggio meglio riuscito è sicuramente Boy, anche perchè l’autrice le ha dedicato uno spazio molto più importante delle altre. Nella sezione dedicata a Bird quello che ho trovato più interessante è lo scambio di lettere con la sorella, e avrei preferito gli fosse dedicato uno spazio maggiore.

Come dicevo, parlare solo di retelling è riduttivo: Boy sarà la matrigna di Snow, ma in effetti i punti di contatto con la fiaba originale sono ridotti; il romanzo prende spunto dalle fiabe ma in modo indiretto: Bird che si veste da Alice ma viene scambiata per una cameriera (da tutti ma non dalla madre), Boy che mostra il bracciale a forma di serpente commentando quanto simboleggi la matrigna cattiva e così via.

I temi principali sono per me due: la discriminazione razziale e il voler trovare una collocazione delle tre donne principali. La discriminazione razziale è il motivo per cui la famiglia Whitman sceglie di rinunciare alla propria identità e farsi passare come famiglia di bianchi, e il romanzo fa in fretta a passare dalla storia alla Storia, con il rimando alla triste fine di Emmett Till, linciato solo per aver fischiato a una donna bianca (episodio riportato anche in Americanah di Chimamanda Ngozi Adichie).

La ricerca di se stesse è invece un percorso che copre tutto il romanzo, in particolare vediamo Boy – e le scelte che la portano a diventare moglie, madre e matrigna cattiva – ma possiamo scorgere caratteristiche anche delle altre due ragazze; Bird si mimetizza con la sua capacità di imitare le voci altrui e spicca con il suo desiderio di verità (lo stesso ruolo che ne ha caratterizzato la nascita). Snow è bellissima, ma ha un carattere distaccato: le persone la ammirano da lontano.

E’ un romanzo ben scritto, godevole (più lineare di Mr. Fox ad esempio) e conferma il mio interesse per i lavori di Helen Oyeyemi; l’unica pecca è che avrei preferito conoscere meglio Snow.


* Boy, Snow, Bird by Helen Oyeyemi ★★★★☆

*Ho letto questo libro in inglese

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