Il marchese di Bolibar by Leo Perutz

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Dopo essere stata colta dall’amore per Il cavaliere svedese, ho iniziato a recuperare anche altri romanzi dello stesso autore.

Il marchese di Bolibar è ambientato durante le guerre Napoleoniche, nella campagna spagnola, e la narrazione segue il ricordo del soldato Jochberg, stazionato a La Bisbal con altri commilitoni. Jochberg ricorda gli eventi del tempo e nelle sue memorie ricostruisce il motivo della sconfitta dei soldati Napoleonici.

Il marchese di Bolibar è un nobile spagnolo che viene udito complottare con i guerriglieri che stanno cercando di riconquistare la città: per aiutarli darà tre segnali, da quel momento i guerriglieri potranno iniziare la battaglia. Il marchese si traveste da mulattiere, ma ha la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, ovvero nella taverna mentre i soldati ricordano le esperienze amorose avute con la defunta moglie del colonnello. Per evitare che la voce si diffonda il mulattiere viene giustiziato.

Forse però qualcosa di più grande guidava le gesta del marchese, perchè iniziano a compiersi eventi che portano a lanciare i segnali ai guerriglieri.

Anche in questo romanzo l’irreale si fonde con il reale, perchè gli eventi sono compiuti dagli uomini e potrebbero essere dovuti al caso, ma paiono guidati da una mano superiore, anche perchè pare incredibile che i soldati vogliano percorrere un percorso autodistruttivo. A questo si aggiunge anche il Capitano Salignac, che sembra capace di sopravvivere a ogni battaglia, e in cui alcuni riconoscono la figura dell’ebreo errante.

Il romanzo è avvincente, anche in questo caso i personaggi sono caratterizzati con pochi tratti ma emergono nel corso della storia con le loro caratteristiche e difetti. Il bello del romanzo, come pure de Il cavaliere svedese, è però questa ombra di sovrannaturale che incombe sugli eventi.


* Il marchese di Bolibar by Leo Perutz ★★★★☆½

*Ho letto questo libro in italiano

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