Scrivere è un mestiere pericoloso (Vani Sarca #2) by Alice Basso

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Scrivere è un mestiere pericoloso è il seguito di L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, e questa volta mentre il titolo ha più senso, la copertina conferma il totale distacco dal contenuto del libro. Una generica tizia (che di somigliante alla protagonista ha al massimo il libro in mano) in una generica biblioteca. Vabbè.

Ancora una volta un peccato, perchè il romanzo è bello e divertente, e Vani Sarca ci colpisce ancora una volta con il suo sarcasmo cinico, fonte di risate e sghinazzi durante la lettura.

Il romanzo riprende da dove ci ha lasciati il precedente: Vani ha ottenuto un aumento come ghostwriter e una collaborazione in Polizia grazie al Commissario Berganza. Questa volta si troverà a scrivere di cucina – una delle cose che Vani detesta maggiormente – e a rimettere in discussione un omicidio risolto da tempo.

Alice Basso si conferma un’abile narratrice, capace di ricordarci tramite Vani che della buona cucina se ne parla anche nella buona letteratura, e non è solo il trend del momento trainato da cuochi boriosi (chef, pardon).

Come nel precedente, anche qui ci sono numerosi riferimenti ad altri romanzi e autori, e il lavoro di Sarca nella casa Editrice L’Erica ci dà un riflesso delle attuali tendenze dell’editoria, nazionale e internazionale.


Scrivere è un mestiere pericoloso by Alice Basso ★★★★☆

 

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