The Private Eye by Brian K. Vaughan

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Un bel giorno il cloud si è bucato e i segreti di tutti sono diventati di dominio pubblico.

La generazione successiva non conosce Internet, le identità segrete sono garantite anche da maschere e travestimenti; le forze di polizia sono in realtà giornalisti che combattono i paparazzi.

Un investigatore privato viene ingaggiato da una ragazza che però viene trovata morta il giorno dopo, e si troverà invischiato in un intrigo dalle implicazioni catastrofiche per la società.

Le tematiche da cui l’autore prende spunto sono attuali (l’uso della rete, l’anonimato, la privacy,..),  e la storia fa indirettamente riflettere sulla poca consapevolezza che abbiamo oggi rispetto al tanto che concediamo al web e a quanto è effettivamente riservato (Remember when, on the Internet, nobody knew who you were?).

La storia ha un bel ritmo, personaggi interessanti e una ambientazione ben costruita, da tempo un fumetto non mi coinvolgeva così. Il volume raccoglie la serie nel suo complesso (10 episodi)


* The Private Eye by Brian K. Vaughan ★★★★☆

*Ho letto questo libro in italiano

The Private Eye by Brian K. Vaughan

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One day the cloud ripped and everybody’s secrets were secrets no more.

The generation following this event uses Internet no more, secret identities are legal and helped by masks and disguises. The police force is now the press.

A private investigator is hired by a girl who is found dead one day later. The P.I. life changes as he is involved in an intrigue with potential catastrophic consequences.

The themes behind the story are current news (the use of the web, anonymity, privacy issues,..), the story is useful to think about how few awareness we have about the much we concede to the web and what is actually private (Remember when, on the Internet, nobody knew who you were?).

The book has a nice rhythm, interesting characters and a well-built setting, honestly it was some time since a comic engaged me as much. The book collects the whole series of 10 episodes.


* The Private Eye by Brian K. Vaughan ★★★★☆

*I read this book in italian

[ARC] da Kids Can Press – 5

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Alcuni dei titoli della Kids Can Press in uscita a Maggio 2017. Seguono i commenti, questa volta in ordine alfabetico.

  • Different? Same! by Heather Tekavec
  • The Thing Lou Couldn’t Do by Ashley Spires
  • Wade’s Wiggly Antlers by Louise Bradford

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[ARC] from Kids Can Press – 5

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Some of the books of Kids Can Press being published on May 2017. Here follows my comments, in alphabetical order.

  • Different? Same! by Heather Tekavec
  • The Thing Lou Couldn’t Do by Ashley Spires
  • Wade’s Wiggly Antlers by Louise Bradford

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[ARC] from Kids Can Press – 4

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Here follow my comments about various children books Kids Can Press will publish in April 2017.

The books – listed in random order – are:

  • Spork by Kyo Maclear
  • The way home in the night by Akiko Miyakoshi
  • Lines, Bars and Circles: How William Playfair Invented Graphs by Helaine Becker
  • Stop Feedin’ da Boids! by James Sage
  • The Last Tree by Ingrid Chabbert
  • A Horse Named Steve by Kelly Collier

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[ARC] da Kids Can Press – 4

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Seguono i commenti relativi a diversi libretti della Kids Can Press in uscita in Aprile 2017.

Seguono, come sempre in puro ordine casuale, i commenti a:

  • Spork by Kyo Maclear
  • The way home in the night by Akiko Miyakoshi
  • Lines, Bars and Circles: How William Playfair Invented Graphs by Helaine Becker
  • Stop Feedin’ da Boids! by James Sage
  • The Last Tree by Ingrid Chabbert
  • A Horse Named Steve by Kelly Collier

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Appunti di vita 1 e 2 by Boulet

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In occasione della pubblicazione del secondo volume di Appunti di Vita di Boulet ho deciso di acquistarli entrambi e fare la conoscenza di questo autore francese.

Boulet è l’autore che ha più ispirato Zerocalcare, e anche per questo mi interessavano queste uscite: le storie di Zerocalcare mi piacciono sempre molto, quindi perchè non dare una chance al suo ispiratore?

Entrambi i volumi riprendono i disegni pubblicati da Boulet sul suo blog, Born to be a larva copre un periodo che va da Luglio 2004 a Luglio 2006, mentre Il piccolo teatro di strada va dal Luglio 2005 al Luglio 2006.

Anche se non ci sono armadilli, nelle storie si riconoscono alcuni degli elementi ripresi poi da Zerocalcare:  la personificazione in animali per mascherare l’identità di alcune persone, il taglio di racconto del racconto spesso incentrato su avvenimenti quotidiani, le emozioni che a volte accompagnano l’autore sotto varie forme.

L’avvertenza è ovviamente di non aspettarsi qualcosa di uguale a Zerocalcare: personalmente il primo volume mi ha preso dalla metà in avanti, da quando insomma le vignette perdono la struttura rigida del fumetto e lo stile cambia abbracciando diversi modi di raccontare e disegnare.

Entrambi i libri hanno una storia “extra” che viene ripresa periodicamente (come succedeva in Ogni Lunedì su due e in L’elenco telefonico degli accolli), utile a tenere le fila dei diversi racconti del blog.


Born to be a larva by Boulet ★★★★☆
Il piccolo teatro di strada
by Boulet ★★★★☆