[ARC] The Sport of Kings by C.E. Morgan

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The Forge family is one of the oldest of Kentucky; the novel opens on the child Henry Forge, and on his conflict with his father, strict and bound to traditions: the Forge terrains will forever be used for agriculture.

Henry’s childhood is also marked by the discovery of her mother betrayal with an afro american man working for their family, and by the consequences of telling what he knows to his father.

Henry has the dream to breed horses, perfect beings that he sees as the apex of an evolutionary ladder; this way a new phase of his life begins; Henry is father of Henrietta and an entrepreneur obsessed by perfection.

On the other side of the borders, in Ohio, Allmon Shaughnessy grows up. Afro-american, his family is poor and since his childhood Allmon deals with criminal activities, since he is incarcerated. In jail he has a second chance to get his life better: to learn to deal with horses and then to work for the important farms that breed them in Kentucky.

While the destiny of Henry, Henrietta and Allmon get closer, the sons keep in perpetuating the errors of their fathers, in a circle that will be broken only by dramatic events.

Henry hates his father and his traditional ideas, but in the end he does the same: Henrietta’s education and her not going to college, his ill-concealed racist ideas, and the strict conviction of being possible to obtain the perfect horse, an idea linked to old evolutionary theories already proved wrong.

Allmon, willing to redeem himself from poverty and from his past as prisoner, will end up committing the same errors of his father who left him.

In the middle of these family sagas, that takes origin from the time when Kentucky’s terrains were conquered and when slaves tried to be free by crossing the river to the north, there is Hellsmouth: the perfect filly bred by Henry, named by Henrietta and tended by Allmon, maybe the horse itself a symbol of a modern slavery?

The novel is quite engaging in unraveling the story of the Forge family, and the interludes – not linked to the main plot – provide information about the past, useful in understanding the origin of the main characters. The second part of the novel, mainly focused on Hellsmouth training in view of the Derby, is slower and less engaging to the non enthusiastic about racing horses.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.


* The Sport of Kings by C.E. Morgan ★★★☆☆½

*I read this book in english

[ARC] The Sport of Kings by C.E. Morgan

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La famiglia Forge è una delle più antiche del Kentucky; il romanzo si apre su Henry Forge, bambino, e sul conflitto che ha con il padre, severo e legato alle tradizioni: i terreni della famiglia Forge saranno sempre dedicati all’agricoltura.

L’infanzia di Henry è anche segnata dalla scoperta del tradimento della madre con un uomo di colore che lavora per loro, e dalle conseguenze dell’averlo raccontato al padre.

Henry matura però il sogno di allevare cavalli da corsa, esseri perfetti che vede come apice dell’evoluzione della specie; inizia così una nuova fase della sua vita che lo vede padre di Henrietta e imprenditore smanioso di creare il cavallo perfetto.

Dall’altro lato del confine, in Ohio, cresce invece Allmon Shaughnessy, afro-americano; la sua famiglia ha scarse risorse e fin da piccolo Allmon si dedica ad attività illecite, fin quando viene arrestato. In prigione si apre però una seconda possibilità: imparare a gestire i cavalli per cercare lavoro presso le grandi fattorie che li allevano.

Mentre le sorti dei tre convergono e si incrociano, i figli continuano a perpetuare pensieri ed errori dei propri genitori, in un circolo che verrà spezzato solo da eventi drammatici.

Henry disprezza il padre e le sue visioni tradizionaliste, ma alla fine ricalca le sue azioni: l’educazione di Henrietta, a cui viene di fatto impedito di andare al college, il razzismo malcelato, e la rigida convinzione di poter ottenere il cavallo perfetto, idea legata a teorie evoluzionistiche ormai smentite.

Allmon, desideroso di riscattarsi dalla povertà e dal suo passato di carcerato, si ritroverà a commettere gli stessi errori del padre che lo aveva a suo tempo abbandonato.

Al centro di queste saghe famigliari, che risalgono ai tempi della conquista dei terreni del Kentucky e alla fuga degli schiavi verso i territori a nord del fiume, Hellsmouth: la puledra perfetta selezionata da Henry, nominata da Henrietta e gestita da Allmon, forse anche lei un simbolo di una schiavitù moderna?

Il romanzo è molto avvincente nello sviluppare la storia della famiglia Forge, e gli intermezzi – non legati alla trama principale – forniscono informazioni sulla storia passata, utili a comprendere le origini dei personaggi che vediamo in azione. La seconda parte del romanzo, principalmente dedicata all’allevamento di Hellsmouth in vista del Derby, è più lenta e meno coinvolgente, a meno di non essere grandi appassionati di cavalli da corsa.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


* The Sport of Kings by C.E. Morgan ★★★☆☆½

*Ho letto questo libro in inglese

Ho lasciato entrare la tempesta by Hannah Kent

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23202647 Ho lasciato entrare la tempesta, romanzo d’esordio di Hannah Kent, prende spunto dalla storia vera di Agnes Magnúsdóttir, accusata di omicidio e ultima ad essere giustiziata in Islanda.

L’autrice prende spunto dalla realtà per descrivere il ruolo della donna nella società islandese di inizio 1800. Agnes è nata illegittima e povera, e le è riservato il ruolo di serva nelle fattorie per cui lavora. L’ultimo suo impiego è per Natan Ketilsson, erborista, guaritore, amante di donne anche sposate e in combutta con il demonio, secondo alcuni.

Ed è proprio per l’omicidio di Natan e di un altro uomo che Agnes viene accusata assieme all’altra serva di Natan, Sigga, e Fridrik Sigurdsson, ragazzo di una fattoria vicina.

Nei mesi antecedenti all’esecuzione Agens viene assegnata a una famiglia della sua valle di origine. La famiglia la accoglie all’inizio con ostilità, ma con il passare del tempo Agnes viene accolta nel nucleo famigliare, e inizia a confidarsi con loro e con un giovane prete che la seguirà fino al momento della morte.

Vediamo così comporsi il ritratto di questa giovane donna, conscia dell’incombenza della morte, e della società dell’epoca intorno a lei, pronta a giudicare, accusare ma anche a capire e consolare.


* Ho lasciato entrare la tempesta by Hannah Kent ★★★★☆

*Ho letto questo libro in inglese

Rondini d’inverno: Sipario per il commissario Ricciardi by Maurizio De Giovanni

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Rondini d’inverno chiude il tema musicale e sembrerebbe anche essere l’ultimo volume della serie con protagonista il Commissario Ricciardi.

Come nel primissimo romanzo della serie, torniamo in un teatro in cui assistiamo alla morte dell’attrice Fedora Marra.

Anche in questo romanzo l’indagine non è il punto centrale, e risulta affogata da tutte le storie a contorno che, romanzo dopo romanzo, sono andate a popolare questa serie. Riconfermiamo Falco e Livia, ma aggiungiamo anche l’indeciso tedesco innamorato di Enrica. Ricciardi si conferma calamita per il gentil sesso: Livia, Enrica e Bianca non demordono, e tutti quanti ci coinvolgono nelle proprie riflessioni melodrammatiche.

E’ una serie che leggo più per inerzia che altro (beh anche per le chat sarcastiche di commento con le amiche, vuoi mica che rimango esclusa?), e, riflettendoci, non ho nostalgia dei personaggi sapendo che è finita (? così si dice, ma il finale è tagliato con l’accetta per essere un romanzo conclusivo).

Per chi volesse invece entrare in una fantastica Napoli d’epoca (questo all’autore non glielo posso togliere, l’ambientazione è resa benissimo), teatro di melodrammoni romantici macchiati di giallo: qui le avventure delle stagioni, qui e qui quelle delle festività, qui e qui gli altri romanzi “musicali”.

* Rondini d’inverno by Maurizio De Giovanni★★★☆☆

Now I Rise (The Conqueror’s Saga #2) by Kiersten White

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Now I rise è il seguito di Io sono buio, primo capitolo della saga del conquistatore.

Alla fine del primo volume avevamo lasciato Mehmed al potere, Radu al suo fianco pronto ad aiutarlo e Lada pronta alla conquista del trono della Valacchia.

Questo romanzo segue le sorti dei due fratelli, alternando le avventure di Lada con quelle di Radu; la prima è alla spasmodica ricerca di un modo per riconquistare il trono (tramite alleanze, inganni o tramite la semplice dimostrazione di forza), mentre il fratello viene inviato a Costantinopoli come spia per facilitare la conquista della città da parte del sultano Mehmed.

Il romanzo è più ricco di azione rispetto al precedente, infatti assistiamo a battaglie su entrambi i fronti, ma nel complesso l’ho trovato più lento del primo volume (che avevo molto apprezzato); Now I rise è in effetti un romanzo di transizione, e risulta più debole del volume precedente.

Il romanzo si riscatta nella conclusione che getta le basi per il prossimo (e conclusivo?) volume della serie.


* Now I Rise by Kiersten White ★★★☆☆

*Ho letto questo libro in inglese

Now I Rise (The Conqueror’s Saga #2) by Kiersten White

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Now I rise follows And I darken, first installment of The Conqueror’s Saga.

At the end of the first book we left Mehmed sultan, Radu on his side and ready to help him and Lada aiming to the Wallachia throne.

This novel follows the adventure of both Lada an Radu; the former desperately in search of a way to gain the throne back (by means of alliances, deceptions or the mere display of force), while her brother is sent by Mehmed to Constantinople as spy to easy the conquest of the city by the sultan.

In this novel there is more action than in the previous one, we are shown battles on both the sides, but I found it overall slower than  the first book (that I really liked). Now I rise is a novel of transition, this is quite evident and it’s a shortcoming of the book.

The ending instead is quite strong and it provides the foundation for the third (and last?) book of the series.


* Now I Rise by Kiersten White ★★★☆☆

*I read this book in english

Steve Jobs by Walter Isaacson

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I do not usually read biographies, but for a reading challenge I had to choose one.

Since on my workplace I was given a Mac to work with (laptop brand I don’t like because of the policy of closure and control), I decided to read the biography of its creator, Steve Jobs.

The one wrote by Isaacson is the only allowed by Jobs himself, who tried different times to contact the writer to have him write this book.

From the book comes out a focused man, extremely interested in the product design and in how to present it. Jobs was a great marketing expert and he was great in presenting the company innovations.

On the other hand he had some fixations (like regarding the food) and he was extremely impulsive and strict in relating with his collaborators.

He bring beautiful technological objects to life, objects of refined design and materials, that however are closed system both on hardware and software sides, and this is the reason why I think them beautiful, but not usable.

The biography is detailed and I found particularly interesting the parts about the born of Apple and the evolution of Steve Jobs as enterpreneur; some details are sometimes repeated (an help for unfocused readers?) but it’s overall a good book.


* Steve Jobs by Walter Isaacson ★★★☆☆

*I read this book in italian