La rete di protezione by Andrea Camilleri

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L’estate non è estate senza un Montalbano da leggere, e anche quest’anno siamo stati accontentati; La rete di protezione è il primo romanzo scritto sotto dettatura.

Vigata sembra piombata negli anni ’50 per via di una serie tv in corso di riprese ambientata in quel periodo. Rispolverando i filmini d’epoca registrati dal padre, l’ingegnere Ernesto Sabatello trova alcune riprese piuttosto strane: tutte inquadrano un pezzo di muro e sono girate ogni anno sempre nello stesso giorno.

Montalbano viene interpellato in merito e si incuriosisce, non essendoci casi che richiedono la sua attenzione.

La rete di protezione è un giallo anomalo per il commissario, nessun omicidio da risolvere ma solo due indagini che impegnano il commissariato. Era da un po’ che non mi piaceva così un Montalbano, e questo romanzo me lo sono proprio goduto. 


* La rete di protezione by Andrea Camilleri ★★★★☆

 

La ragazza dell’addio by Giorgio Scerbanenco

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Scerbanenco è autore di bellissimi noir (la serie con protagonista Duca Lamberti è un ottimo esempio), ma in questo romanzo si dimostra anche un ottimo autore del genere romantico.

Martino è orfano, lavora come impiegato nell’azienda di Filippo, un amico, ma potrebbe concludere l’università e avere il successo che si merita con l’aiuto economico di Filippo, disponibile a patto che sposi Milla.

Milla è una ragazza ricca, elegante, raffinata, disperatamente innamorata di Martino, ma non è bella.

L’amicizia tra Martino e Milla potrebbe continuare per sempre, ma un giorno Martino si accorge di essere stanco di essere povero, e si convince a sposare Milla. Purtroppo per lei una conoscenza del passato del ragazzo ritorna e scombina tutto.

La trama ha i caratteri tipici del romanzo romantico, ma La ragazza dell’addio spicca per la caratterizzazione emotiva dei personaggi, sia protagonisti che comprimari. Bella anche l’ambientazione, in particolare quella nebbiosa tra Pavia e Milano. E’ un romanzo in cui ci si commuove, e che coinvolge (Martino si meriterebbe ceffoni dall’inizio alla fine).

E Il titolo, come tutti quelli di Scerbanenco, è perfetto.

Troppi addii per una donna sola, e tutti crudeli, e alla fine non si soffre più. Il cuore alla fine si era guastato, non segnava più né l’ora della gioia, né quella del dolore.


La ragazza dell’addio by Giorgio Scerbanenco ★★★★☆½

Boy, Snow, Bird by Helen Oyeyemi

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In alcune recensioni ho visto definire Boy, Snow, Bird di Helen Oyeyemi come un retelling di Biancaneve, ambientato negli Stati Uniti durante gli anni ’50. Questa definizione è indubbiamente riduttiva e, per quanto la storia contenga specchi, una bambina chiamata Snow e persone che di fronte agli specchi hanno comportamenti strani, il romanzo in realtà affronta temi complessi.

Tutto inizia con Boy Novak, bambina e poi ragazza che vive a New York, allevata dal padre che per professione è un derattizzatore. Boy subisce per anni le angherie paterne, finchè un giorno decide di fuggire di casa: il bus la porterà a Flax Hill, nel Massachusset. Boy fatica ad ambientarsi in quella che definisce “città di specializzati”, in cui sono prodotte eccellenze in ogni campo che poi vengono esporate.

In città Boy conosce Arthur Whitman, vedovo e padre di una bambina bellissima, al limite del fatato, Snow. I due finiscono per sposarsi e hanno una figlia, Bird. La bambina è di colore, e Boy comprende il segreto della famiglia Whitman. La suocera invita Boy a mandare a vivere Bird da una sua figlia – anche lei evidentemente non abbastanza chiara da passare per bianca – e mantenere il segreto. Boy, cercando di proteggere la figlia, allontana invece Snow.

Il romanzo è raccontato in tre parti: la prima e l’ultima sono a capo a Boy, mentre quella centrale è dedicata a Bird. Il personaggio meglio riuscito è sicuramente Boy, anche perchè l’autrice le ha dedicato uno spazio molto più importante delle altre. Nella sezione dedicata a Bird quello che ho trovato più interessante è lo scambio di lettere con la sorella, e avrei preferito gli fosse dedicato uno spazio maggiore.

Come dicevo, parlare solo di retelling è riduttivo: Boy sarà la matrigna di Snow, ma in effetti i punti di contatto con la fiaba originale sono ridotti; il romanzo prende spunto dalle fiabe ma in modo indiretto: Bird che si veste da Alice ma viene scambiata per una cameriera (da tutti ma non dalla madre), Boy che mostra il bracciale a forma di serpente commentando quanto simboleggi la matrigna cattiva e così via.

I temi principali sono per me due: la discriminazione razziale e il voler trovare una collocazione delle tre donne principali. La discriminazione razziale è il motivo per cui la famiglia Whitman sceglie di rinunciare alla propria identità e farsi passare come famiglia di bianchi, e il romanzo fa in fretta a passare dalla storia alla Storia, con il rimando alla triste fine di Emmett Till, linciato solo per aver fischiato a una donna bianca (episodio riportato anche in Americanah di Chimamanda Ngozi Adichie).

La ricerca di se stesse è invece un percorso che copre tutto il romanzo, in particolare vediamo Boy – e le scelte che la portano a diventare moglie, madre e matrigna cattiva – ma possiamo scorgere caratteristiche anche delle altre due ragazze; Bird si mimetizza con la sua capacità di imitare le voci altrui e spicca con il suo desiderio di verità (lo stesso ruolo che ne ha caratterizzato la nascita). Snow è bellissima, ma ha un carattere distaccato: le persone la ammirano da lontano.

E’ un romanzo ben scritto, godevole (più lineare di Mr. Fox ad esempio) e conferma il mio interesse per i lavori di Helen Oyeyemi; l’unica pecca è che avrei preferito conoscere meglio Snow.


* Boy, Snow, Bird by Helen Oyeyemi ★★★★☆

*Ho letto questo libro in inglese