Le quattro casalinghe di Tokio by Natsuo Kirino

Standard

Read this post in english


Masako, Yoshie, Yayoi e Kinuko lavorano durante il turno notturno in una fabbrica che produce cibi confezionati. Le quattro sono molto diverse tra loro per carattere e atteggiamenti: Masako è una signora brillante e fredda, Yoshie, sempre disponibile, lavora per supportare la figlia adolescente e la suocera invalida, Yayoi è una giovane madre mentre Kuniko, avventata e spendacciona, è afflitta dai debiti.

I rapporti tra le quattro donne sono però destinati ad infittirsi dopo che Yayoi uccide il marito dopo che questi ha tentato di picchiarla. La ragazza chiede aiuto a Masako per sbarazzarsi del cadavere, e per varie ragioni anche le altre due donne verranno coinvolte.

La vicenda non è però destinata a chiudersi: parti del corpo vengono ritrovate, una società di prestiti si interessa ai flussi finanziari sospetti di Kuniko, e il gestore di night club, accusato ingiustamente dell’omicidio, si attrezzerà per scoprire la verità e vendicarsi.

L’atmosfera del romanzo sembra sempre rarefatta, sia per la continua ansia del venire scoperte e di fare passi falsi, sia per la vita privata delle protagoniste che non dà loro alcuna soddisfazione. Masako non ha più un rapporto con il marito e il figlio (chiuso in un mutismo volontario e ostile), Yoshie è vessata da figlie esigenti e dalla suocera malata che richiede sempre il suo aiuto e Kuniko con i suoi atteggiamenti egoisti è destinata alla solitudine.

Le quattro casalinghe di Tokio è un noir scorrevole ma angosciante, ci mostra un lato del Giappone molto diverso da quello a cui siamo abituati a pensare da Occidentali, una lettura comunque consigliata (adatta comunque a stomaci che tollerano bene sezionamenti di cadaveri).


* Le quattro casalinghe di Tokio by Natsuo Kirino ★★★★☆

*Ho letto questo libro in italiano

Olive Kitteridge by Elizabeth Strout

Standard

Read this post in english


Olive Kitteridge è un romanzo costituito da tredici racconti, ma è anche il nome del personaggio che è anche il filo conduttore della storia. Olive è spesso protagonista, a volte in sottofondo, ma non manca di dare un tocco personale a ogni storia, imponendosi col suo carattere deciso.

Olive è una donna, vive nella città di Crosby nel Maine ed è moglie, madre e insegnante di matematica; il marito le si contrappone per il carattere più arrendevole e con il figlio la relazione è difficile, come notiamo nei racconti che lo dipingono da adulto, lontano sia in termini di distanza ed emotivi.

Olive ha un carattere deciso e non necessariamente gradevole, è testarda e mutevole di umore, ma è anche capace di gesti disinteressati di affetto, e in questi momenti emerge l’umanità completa del personaggio, che ha gli stessi difetti e pregi di ogni essere umano.

Dei racconti ricordo l’atmosfera rarefatta, l’immobilità della piccola cittadina in cui tutti si conoscono, ma anche la capacità di alcuni personaggi a evolvere – e prima fra tutti Olive che racconto dopo racconto evolve acquistando consapevolezza sulla propria esistenza e i rapporti che ha creato con le persone.

Non credo di poter definire Olive Kitteridge un romanzo per passare il tempo, ma è uno di quei romanzi capaci di lasciare un’impressione dopo il loro passaggio.


* Olive Kitteridge by Elizabeth Strout ★★★★☆

*Ho letto questo libro in italiano