A Conjuring of Light (Shades of Magic #3) by V.E. Schwab

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Terzo e ultimo romanzo della serie Shades of Magic (preceduto da A darker shade of magic e A Gathering of Shadows) http://wp.me/p3X6aw-VB http://wp.me/p3X6aw-VF, A Conjuring of Light entra diretto nell’azione, anche perchè il secondo romanzo si chiudeva bruscamente sul più bello: Kell rapito e portato in White London, Lila sulla scia per salvarlo e Holland annichilito dal potere oscuro.

In questo romanzo ad essere in pericolo è Red London, patria di Kell, infatti la creatura originata in Black London ambisce a impossessarsi della magia che ancora scorre in Red London.

Holland, liberato dal controllo del potere nero, Kell e Lila, i tre antari, sono gli unici che sembrano avere il potere necessario per contrastare il nemico, che intanto sta prendendo il controllo di parte della città.

Senza entrare ulteriormente nei dettagli, A conjuring of light è un romanzo bellissimo, scorrevole e coinvolgente: non ci sono momenti morti, anzi i protagonisti affrontano una serie di avventure in ambientazioni diverse, e la costruzione delle ambientazioni e dei personaggi è perfettamente riuscita. Nel corso del romanzo l’autrice approfondisce diversi lati del carattere dei protagonisti e comprimari, facendoli anche interagire tra loro in modo coerente alle premesse fatte fino ad ora. Ho particolarmente apprezzato il voler approfondire la figura di Holland, che fino a questo momento ci è sempre apparsa trascinata dagli eventi – e dalla volontà di altri personaggi (ma continuo ad adorare Lila, così spontanea e ironica).

Ho temuto per tutta la lettura – le pagine sono scivolate via senza che me ne accorgessi – di rimanere delusa dal finale, che invece è rimasto all’altezza del resto del romanzo. Non posso che consigliare agli amanti del genere la serie Shades of Magic (la serie USA ha delle copertine di cui vado pazza), così come altri romanzi di Victoria Shwab, originali e avvincenti.


*A Conjuring of Light by V.E. Schwab ★★★★★

*Ho letto questo libro in inglese

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[ARC] Hap and Leonard: Blood and Lemonade by Joe R. Lansdale

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Il romanzo appartiene alla fortunata serie basata sui Hap e Leonard, inconfondibili protagonisti di molti dei romanzi di Joe Lansdale.

La caratteristica di questo libro è di essere un romanzo mosaico: Hap e Leonard ricordano diversi episodi della loro gioventù – tra cui anche il momento in cui si sono conosciuti – e li raccontano ai famigliari.

Si tratta sostanzialmente di una raccolta di racconti collegati da un filo conduttore; come nella maggior parte di questi casi non tutte le storie sono allo stesso livello, con alcune decisamente più incisive.

Uno dei temi principali è quello del razzismo (l’ambientazione è principalmente Texana) e del tentativo di superare i pregiudizi (la madre di Hap è un esempio molto positivo).

Nel complesso è un libro gradevole, anche se onestamente preferisco i romanzi “standard” della serie che hanno un respiro più ampio.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


* Hap and Leonard: Blood and Lemonade by Joe R. Lansdale ★★★☆☆

*Ho letto questo libro in inglese

Magic (Shades of Magic #1) by V.E. Schwab

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Di V.E. Schwab avevo già letto Vicious che mi aveva colpito per originalità e per come si scostava dai canoni dei romanzi YA, proponendo personaggi complessi e difficilmente etichettabili nelle classiche categorie di “buono” e “cattivo”.

Magic è il primo capitolo dell’omonima trilogia, ambientata in parte nella Londra del nostro universo e in parte in universi paralleli. Quattro gli universi che si differenziano in funzione di quanta magia è rimasta utilizzabile e categorizzati dal protagonista in base ai colori predominanti nell’ambiente: il mondo più vicino alla magia è la Londra nera a cui non vi è più accesso proprio a causa della magia che dominava gli abitanti, la Londra bianca, in cui tutti cercano la magia residua per dominarla, e città dominata da due gemelli ambiziosi e violenti, la Londra rossa, patria del protagonista Kell e luogo in cui la magia è in equilibrio con chi la utilizza e per ultima la Londra grigia, ovvero il nostro mondo privo di magia.

Kell appartiene a una razza praticamente estinta capace di utilizzare la magia del sangue, che gli dà anche la possibilità di viaggiare attraverso i diversi piani spaziali, attività impossibile per le persone comuni. Kell ha anche il vizio di contrabbandare oggetti da un piano all’altro in cambio di ninnoli e piccoli oggetti graziosi di cui fa collezione, andando contro alle regole che impongono questa attività. E sarà proprio per questo che Kell verrà in possesso di una pietra nera, magica e potentissima, proveniente dall’unico mondo irraggiungibile e bramata da diverse persone.

L’unica soluzione sembra quella di rimandare la pietra nella Londra nera da cui proviene, ma non sarà un’impresa così semplice, nonostante Kell trovi aiuto anche in Lila, ladra, assassina senza paura e proveniente dall’unico mondo senza magia.

V.E. Schwab si conferma autrice di romanzi originali e avvincenti; gli eventi qui narrati coprono uno span temporale piuttosto breve e risultano ben orchestrati. Entrambi i personaggi principali sono interessanti e non faticano a piacere, anche grazie a diversi scambi brillanti di battute, sono in attesa del secondo volume. Riuscitissima anche la grafica della copertina USA e UK, il titolo dell’edizione italiana è una versione tronca di quello originale e quindi più insignificante.


* Magic by V.E. Schwab ★★★★☆

*Ho letto questo libro in inglese

[ARC] Henni by Miss Lasko-Gross

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La storia di Henni è ambientata in un mondo fantastico popolato da uomini gatto; durante l’infanzia della ragazza il padre è stato arrestato a causa delle sue idee, Henni è cresciuta così con la madre – molto integralista dal punto di vista sociale e religioso – e con la sorella minore.

Raggiunta la maturità per Henni viene il momento di essere data in moglie a un uomo scelto tramite riti religiosi; la società infatti è molto legata a miti e imposizioni, e il potere è accentrato in mani maschili.

Scoprendo che in realtà il rito è manovrato dai sacerdoti Henni sfida le regole imposte e fugge, venendo in contatto così con civiltà differenti, ma accumunate da una rigidità dei costumi.

Henni è una graphic novel interessante che tratta il tema della crescita, della religione e delle imposizioni sociali in modo arguto. La pecca per me sta nel disegno, i personaggi sono molto simili tra loro e lo stile non mi ha fatto impazzire.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Henni’s story is set in a fantastic world where people are cat-men; during her childhood her father was arrested for his ideals, Henni then grew up with her mother – a religious and social foundamentalist – and with her smaller sister.

Once grown up Henni has to marry one of the man of the village, the husband is chosen by a religious rythe; the society Henni lives in believes in myths and religious impositions, and the power is in the hand of males and priests.

Henni discovers how the rythe is manipulated by the priests and decides to walk a forbidden path and then to run away; she then discovers other societies, different from her one but similar for impositions and rules.

Henni is an interesting graphic novel that deals about the coming of age, religion and society with a clever plot. The thing I did not like much is the drawing: the characters are quite alike and I did not particularly like the image style.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Henni by Miss Lasko-Gross ★★★☆

[ARC] The Bus Ride by Marianne Dubuc

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Viaggiare in bus da soli per la prima volta è un’avventura: quante personaggi strani si incontrano, e si possono anche creare delle amicizie.

La piccola protagonista prende il bus per andare dalla nonna, e questo attraversa la foresta durante il tragitto; i compagni di viaggio sono tutti animali dal comportamento umano: le illustrazioni sono divertenti e il passaggio in un tunnel buio aumenta il divertimento.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Riding alone in a bus for the first time is an adventure: how many persons to meet, and there is also the chance to make friends.

The children protagonist takes the bus to go to her grandmother, and the bus pass through a forest, the passengers are animals with human behaviour: the images are nice and the bus going throug a dark tunnel increases the fun.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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The Bus Ride by Marianne Dubuc ★★★☆

Roderick Duddle by Michele Mari

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Roderick è il figlio di una delle prostitute impiegate all’Oca Rossa, locale di dubbia fama gestito dal signor Jones, uomo dal dubbio passato. Qualche tempo dopo la morte della madre, Jenny la Magra, il destino si metterà in moto per rendere Roderick l’orfano più bramato d’Inghilterra scoprendolo unico erede della fortuna della casa Pemberton.

Il denaro – o meglio, il desiderarlo – saràragione sufficiente per destare l’interesse di vari individui senza scrupoli: Jones per primo, la badessa del convento (in cui Jenny era stata in origine abbandonata), amministratori e notai, ma anche suore, dottori, damerini, in una mutevole danza di amicizie, accordi, prevaricazioni e molti omicidi. Roderick si ritrova, per la maggior parte del tempo inconsapevolmente, circondato da individui diversamente malvagi e corrotti (chi dal denaro, chi dal potere, chi dal desiderio) e riceverà l’aiuto di quei pochi personaggi positivi e disposti ad aiutare senza interessi propri.

Il romanzo è un’avventura il cui il lettore segue le vicende di uno e dell’altro personaggio, senza mai però perdere di vista Roderick, a seconda delle decisioni del narratore – e scrittore – la cui voce fuori campo sceglie cosa celare e cosa mostrare man mano.

Il romanzo è anche un chiaro omaggio ai romanzi di avventura dei tempi passati, e non mancano riferimenti più o meno velati a Stevenson (L’isola del tesoro prima di tutto), Dickens e così via, diventando così anche un gioco di citazioni (niente di nuovo se si conosce l’autore), che ho trovato più godibile di quello estremo di “Tutto il ferro della Torre Eiffel”.

Nel complesso un romanzo molto godibile, anche se a tratti mi è parso troppo forzato: ad esempio la parte ambientata sulla nave da una parte mi ha ricordato Stevenson per la ricchezza di termini specifici, ma dall’altra mi è sembrata uno strafare, un voler far vedere che si conoscono i termini e che si può scrivere qualcosa analogo all’Isola del tesoro.
Continuando il paragone con L’isola del tesoro, ed il fantastico personaggio che è il cuoco della nave, non ho trovato nessun personaggio in “Roderick Duddle” che fosse all’altezza, come antagonista, di quello scritto da Stevenson.

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Roderick Duddle by Michele Mari ★★★☆☆½

Peter Nimble e i suoi fantastici occhi by Jonathan Auxier

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Peter Nimble è orfano e cieco, un corvo gli ha beccato via entrambi gli occhi prima che un marinaio salvasse il neonato.

Sfruttando gli altri tre sensi Peter cresce fino a diventare il più abile ladro del mondo ma vedrà il suo talento sfruttato da un uomo senza scrupoli, fino all’incontro con un venditore ambulante da cui Peter ruberà una scatola contenente un tesoro fantastico.

Iniziano così le avventure di Peter che con la sua abilità ed il suo coraggio contribuirà a salvare il reame scomparso.

Il romanzo è un vulcano di avventure e incontri con personaggi assolutamente particolari: Auxier costruisce un magico mondo da salvare ed un protagonista che non può non risultare simpatico al lettore. Se da una parte abbiamo invenzioni innovative dall’altra alcuni elementi risultano piuttosto scontati e facilmente prevedibili.

Nel complesso comunque è un romanzo molto gradevole, fantasioso e ben scritto.

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* Peter Nimble e i suoi fantastici occhi by Jonathan Auxier ★★★

*Ho letto questo libro in Inglese