La giusta mezura by Flavia Biondi

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La Giusta Mezura per me conferma il talento di Flavia Biondi che avevo già apprezzato nei suoi lavori precedentemente pubblicati, in parte da Bao (Generazioni), in parte da Renbooks (Barba di perle, L’orgoglio di Leone).

In questo libro protagonisti sono Manuel e Mia, che stanno insieme e convivono, con innumerevoli inquilini, in un appartamento a Bologna. Hanno trent’anni e vivono tra il precariato e stipendi e lavori non appaganti; Mia in particolare detesta il suo lavoro, mentre Manuel è concentrato nello scrivere i capitoli di un romanzo di ispirazione medievale, che poi pubblica a puntate sul web.

La consapevolezza di questa incertezza in cui vivono li ha portati lentamente ad allontanarsi, in particolare Mia sembra alla ricerca di un cambiamento, nonostante di Manuel sia ancora innamorata.

La giusta mezura è l’equilibrio che i protagonisti dovranno trovare per affrontare le sfide di questo presente così ostile, e per tornare in pace con sè stessi e con l’affetto reciproco.

Il libro ci parla delle storie d’amore, perchè – relativamente in poche pagine – ci viene offerta una panoramica di cosa succede alla passione su tempi più lunghi, quelli della convivenza, della famiglia, ma ci parla anche di una generazione (quella dei trentenni di oggi, in cui mi ritrovo anche io) che, anche per via del contesto storico e lavorativo, fatica a ritenersi ormai adulta.


La giusta mezura by Flavia Biondi ★★★★★

 

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Kobane calling by Zerocalcare

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Kobane calling è un libro di Zerocalcare uscito da pochissimo; è il reportage di due viaggi tra Turchia, Iraq e Siria fatti dall’autore tra il 2014 e il 2015. Il reportage del primo viaggio era già apparso su Internazionale a gennaio 2015.

Il primo viaggio ha come destinazione Mehser, località nei pressi di Kobane (Siria) ma in area Turca, mentre il secondo porta il gruppo a Erbil (Iraq) e poi nel Rojava fino a Kobane, strappata all’ISIS poco tempo prima del viaggio.

Per questa occasione Zerocalcare abbandona la finzione per parlare di una storia vera, e si può dire che il libro ricorda i titoli di giornalismo grafico tipici ad esempio di Joe Sacco. Zerocalcare, oltre a raccontare i due viaggi, fa il punto sulla situazione Curda e sul conflitto che coinvolge Turchia, Curdi e ISIS (e di cui ammetto che conoscevo veramente ben poco), fornendo gli elementi necessari a capire le forze in gioco.

Zerocalcare riesce a parlare di argomenti difficili (come la guerra in corso) con l’umorismo che lo contraddistingue (e in questa occasione accompagnato dal mammuth di Rebibbia) ma senza risultare “leggero”.

Kobane calling è un lavoro importante per il tema trattato, ma anche perchè è testimonianza di persone e vite dedicate a un obiettivo di vera democrazia e parità (obiettivi che si prefigge la regione del Rojava), come dimostrano anche le singole pagine che raccontano alcune delle persone incontrate.

Graphic novel di questo tipo per me devono essere lette, prestate, condivise, conosciute perchè sono una possibilità di conoscere altri aspetti di una realtà lontana, di informarci e diventare più consapevoli di quello che accade altrove. Ho scritto il commento di getto dopo aver finito la lettura, ma prevedo di riprenderlo in mano per capire meglio la situazione curda.


Kobane calling by Zerocalcare ★★★★★

Gli equinozi by Cyril Pedrosa

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Gli equinozi di Cyril Pedrosa è un’opera notevole (peraltro resa in una bellissima edizione cartonata) in cui l’autore associa linguaggi e stili diversi per raccontare alcuni stralci di esistenze.

Le quattro stagioni di un anno si susseguono, e compongono i macro-capitoli del libro. I capitoli mantengono una struttura predefinita: si aprono con immagini di una esistenza agli albori dell’umanità, un personaggio silenzioso che si confronta con la natura, e proseguono con episodi di alcuni personaggi per poi concludersi con un testo scritto.

I personaggi che popolano le pagine non si conoscono, sono esistenze che si sfiorano in una Francia moderna, e hanno come punto di contatto l’essere i modelli involontari per le foto di una ragazza (che il lettore vede sempre di spalle) che li coglie in momenti della vita quotidiana. Le foto poi sfumano nel bianco e nero e in forme indistinte, e abbiamo modo di approfondirli leggendo quello che provano, cosa pensano.

L’autore non racconta una storia sola, e la copertina riassume quello che dà il romanzo: tante persone, tante storie, quello che potrebbe venirci in mente camminando in una strada affollata, in una grande città.

Graficamente il libro è molto interessante, ogni stagione è caratterizzata da una tecnica precisa che trasmette al lettore le emozioni legate al periodo.

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Gli equinozi by Cyril Pedrosa ★★★★☆

Va Tutto Bene by Alberto Madrigal

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Va Tutto Bene di Alberto Madrigal è una graphic novel che affronta il tema del lavoro, un tema oggi più che mai problematico.

Un gruppo di amici a Berlino: c’è chi cerca un equilibrio tra il lavoro che sta perdendo e il desiderio di fare una famiglia e chi, come Sara, si butta ogni volta in una nuova idea e in nuovi progetti, almeno finchè la noia non prende il sopravvento.

Da un certo punto di vista Va Tutto Bene è una bella storia che ci dice di non demoralizzarci e perseguire i sogni perchè potrebbe andare tutto bene.

Dal punto di vista della struttura narrativa è un’ottima storia, accompagnata da disegni che supportano il detto e il non detto, una graphic novel molto scorrevole che invita a essere riaperta per scoprire nuovi dettagli.

Dal punto di vista dell’approccio al lavoro in proprio comunica un messaggio ingenuo, perchè investire tutto senza un minimo di preparazione è una follia – poi oh, lo so che è un racconto, ma quando i temi si sovrappongono con il (mio) lavoro divento più critica.

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Va Tutto Bene by Alberto Madrigal ★★★☆

Al sole come i gatti by Marta Baroni

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Io Roma la conosco pochissimo, un po’ grazie ai libri di scuola e un po’ grazie a una visita fortunosa in tempo di università (tra l’altro una drammatica visita in solitudine sotto il diluvio), e ho apprezzato questo libro di Marta Baroni (che a Roma ci è nata e vissuta) in cui accompagna il lettore nello spazio tempo della città eterna.

Nelle pagine colorate di Al sole come i gatti vediamo la Roma di Marta – i quartieri in cui vive, la scuola, i luoghi di ritrovo – evolvere e mutare mentre la bambina cresce, fino al momento in cui un trasloco la porta altrove.

La graphic novel mi pare in fin dei conti una dichiarazione d’amore alle proprie radici, alla cultura, alle abitudini legate a una città.

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Al sole come i gatti by Marta Baroni ★★★☆☆½

Gli amatori by Brecht Evens

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In questa coloratissima graphic novel Brecht Evens ci presenta Pieterjan, artista invitato a curare una biennale d’arte in un piccolo paese.

Pieterjan si troverà a che fare con un gruppo di artisti improbabili, ma motivati dalla buona riuscita della biennale. Gli Amatori è la storia di questa strampalata collaborazione, e un buon esempio di come si deve (e come non si deve) lavorare in gruppo.

Gli Amatori parla di arte, ma è anche un esempio di creatività: la scelta dei colori, il senso del dialogo e di come viene sviluppato, la rappresentazione degli ambienti.

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Gli amatori by Brecht Evens ★★★☆

Si dà il caso che by Fumio Obata

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Yumiko vive a Londa, città in cui lavora e dove ha conosciuto il fidanzato Mark, è soddisfatta della sua carriera e di vivere in un contesto multiculturale e in movimento.

Una chiamata dal fratello la riporterà in Giappone, suo paese d’origine; il padre è morto durante una passeggiata in montagna e la famiglia si riunirà per le cerimonie funebri.

Yumiko inizia così un viaggio che la porterà indietro nei ricordi e alla riscoperta di quella parte di sè che appartiene alla sua cultura d’origine, momentaneamente accantonata con il trasferimento in Inghilterra.

E’ una storia sulla scoperta di se stessi – e per noi occidentali uno sguardo su una cultura profondamente diversa – ben realizzato anche dal punto di vista grafico.

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Yumiko lives in London, where she works and where she met her future husband Mark, and she is satisfied of her career and of living in a multicultural, always active environment.

A call by her brother will bring her back to Japan, her country of origin, because her father died during a hike in mountain and her family have to manage the death rituals.

Yumiko starts a travel that will bring her back her memories will make her discover the part of her that belongs to the Japanese culture, the one that Yumiko put aside during her life in England.

It’s a story about discovering oneself – and for us in the west a way to look at a different culture – well done also from the graphical point of view.

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Si dà il caso che by Fumio Obata ★★★★☆