[ARC] New Boy by Tracy Chevalier

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The novels in the Hogarth Shakespeare series are retelling of Shakespeare’s most famous dramas and comedies.

New Boy by Tracy Chevalier takes inspiration by the Tragedy of Othello, here setted in the playground of an USA suburban primary school in the 1970

Osei (called also O) is the son of a diplomat from Ghana, and for this reason his family moves frequently. Osei is used in being the new boy in every school, the only children who does not now anybody and that has to settle himself.

In this new school all the children are white, so Osei is new and different. The only girl who behaves friendly with him is Dee, and the two become friends. Othello’s story has not an happy ending, and here it will be Ian to destroy the relation between O and Dee.

New Boy is a faithful retelling of the original drama, but with the addition of another thematic:the friendship – and love – between O and Dee is not accepted for the racist mentality that is common in that area (both in adults and children).

I was not convinced by the choice to have a single day timespan (an extremely long school day with lessons alternating with playground time) and the choice of characters being children (age about 10 – 11 years). In some moments the difference between the events (dialogues and emotions) and the character’s age makes the story unreal and not very much engaging.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.


* New Boy by Tracy Chevalier ★★☆☆☆½

*I read this book in english

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Memorie di una sopravvissuta by Doris Lessing

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Il romanzo è ambientato in un imprecisato futuro in cui la società è al collasso e i governi mantengono il controllo solo tramite fugaci azioni di forza. Le città si svuotano, e i cittadini si spostano alla ricerca di qualcosa di meglio; il punto di vista del romanzo è quello di una donna, non più giovane, che abita in una palazzina di una delle città che si stanno svuotando.

La vita della donna si divide tra il cercare provviste, reperire informazioni e osservare quello che la circonda, almeno finchè non le viene affidata una ragazzina, Emily e il suo gatto Hugo. La donna descrive così anche il rapporto con la ragazza, sempre educata ma scostante, e le interazioni di Emily con il mondo esterno e con le bande di ragazzi e bambini che si stanno formando.

Abbiamo sotto gli occhi la civiltà che si sta disgregando, oltre a scorci del passato che appaiono come sogni alla protagonista.

Memorie di una sopravvissuta è un libro strano, lento ma capace di coinvolgere, nonostante le minuziose descrizioni di particolari ininfluenti. Può essere letto a più livelli, dato che molti elementi rimandano a temi classici dell’immaginario della scrittrice.

La postfazione è stata interessante: il romanzo si può collocare nel periodo in cui diversi scrittori riflettevano sul collasso della società (Ballard con Il Condominio, Burgess con Arancia Meccanica,..).

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The novel is set in an undefined future where the society is collapsing and the governments try to maintain their power by means of sporadic acts of force. People are escaping towns, in search of something better; the point of view of the novel is a woman, who lives in an apartment building in an undefined town.

The woman spends her time by looking for provisions, getting information and observing what’s happening around her, at least till a young girl is entrusted in her care. The girl is Emily, and she is carrying with her Hugo, her cat. The woman begins describing her relation with the girl, so well-mannered but distant, and Emily’s interactions with the changing external world, and with the new-born gangs of children.

We have under our eyes the implosion of society, and hints of the past that come to the narrator as dreams.

The memoirs of a survivor is a strange book, able to engage despite the pointless detailed descriptions; there are different reading levels, since most elements points to recurring themes in the writer imagery.

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Memorie di una sopravvissuta by Doris Lessing ★★★☆☆½

[ARC] The Queen’s Shadow: A Story about How Animals See by Cybèle Young

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L’ombra della regina è sparita durante un momento di buio in un temporale, chi sarà il colpevole degli animali presenti alla cena?

Spetta al detective regale, una stopamonda (e su quanto siano sorprendenti questi animali rimando a questo pezzo su The Oatmeal), l’onere di indagare sul mistero: ogni animale aiuterà dicendo cosa ha visto durante il calo di tensione.

Ogni testimonianza è corredata da una spiegazione (testuale e con immagini) del modo (ampiezza, colori, luci e ombre) in cui un animale percepisce lo spazio intorno a sè che mostra come il senso della vista sia funzione dell’ambiente in cui viviamo e sia perfettamente modulato sulle necessità del singolo animale.

E’ un libro molto interessante e ricco di informazioni, non adatto a bambini piccoli che troverebbero alcune spiegazioni piuttosto complesse.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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A colorful mantis shrimp

The Queen’s shadow is disappeared during a blackout in a thunderstorm, who is the thief among the animals attending the party?

The mantis shrimp (concerning the awesomeness of this animal I suggest to read this comic from The Oatmeal), the royal detective, has to make light on this mystery: each animal will help by describing what did he see during the blackout.

Each description is paired with an explanation (with text and images) of the way (sight amplitude, lights and shadows, colours) each animal perceive the space around it, and show how the eyesight is functional to the environment and to the need of each species.

It’s a very interesting book, rich in details, maybe not suited for little children who may find the explanation too much complex.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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The Queen’s Shadow: A Story about How Animals See by Cybèle Young ★★★☆

[ARC] The Bus Ride by Marianne Dubuc

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Viaggiare in bus da soli per la prima volta è un’avventura: quante personaggi strani si incontrano, e si possono anche creare delle amicizie.

La piccola protagonista prende il bus per andare dalla nonna, e questo attraversa la foresta durante il tragitto; i compagni di viaggio sono tutti animali dal comportamento umano: le illustrazioni sono divertenti e il passaggio in un tunnel buio aumenta il divertimento.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Riding alone in a bus for the first time is an adventure: how many persons to meet, and there is also the chance to make friends.

The children protagonist takes the bus to go to her grandmother, and the bus pass through a forest, the passengers are animals with human behaviour: the images are nice and the bus going throug a dark tunnel increases the fun.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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The Bus Ride by Marianne Dubuc ★★★☆

[ARC] Eat, Leo! Eat! by Caroline Adderson

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Leo è un bambino che non vuole mangiare: la nonna inizia così a raccontargli storie legate al cibo che invoglieranno il bambino.

E’ una storia carina e ben disegnata, però sono rimasta perplessa dalla scelta di utilizzare alcuni termini italiani: alcuni termini per denotare alimenti o preparazioni sono piuttosto localizzati geograficamente, quindi il libro non dà elementi particolarmente utili per affrontare un ristorante italiano, inoltre trovo che la scelta di inserire alcune parole in italiano risponda solo a una esigenza di folklore che educativa.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Leo is a child who does not want to eat: his grandmother then begins telling him stories about the food she cooks in order to interest him and ultimately to persuade him to eat.

It’s a nice story with nice images, but I am perplexed by the choice to insert some Italian terms: some words used to characterize foods or preparations are geographically localized, so the book does not actually help in facing an Italian restaurant. Moreover I think that this choice complies more the need for folklore than an educative one.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Eat, Leo! Eat! by Caroline Adderson ★★☆☆☆½

[ARC] The Wraith by Joe Hill & Charles Paul Wilson III

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Joe Hill (di cui conosco già la serie Locke & Key e il romanzo Horns) è anche autore di questo prequel a fumetti del romanzo NOS4A2.

Il fumetto è incentrato sulla figura di Charlie Manx,autista e accompagnatore dei bambini verso Christmasland, in cui vedranno esauditi i loro sogni.

Hill ci racconta la storia di Manx e cosa l’ha fatto diventare il mostro che ha costruito un sogno inquietante per i bambini e l’arrivo a Christmasland di alcuni evasi (e di come dovranno trovare al più presto il modo di tornare nel mondo reale).

Il fumetto è decisamente inquientante, anche se non necessariamente pauroso, le scelte grafiche – associate alla storia – sono di deciso impatto, in particolare nella caratterizzazione del mondo di sogno di Manx e nella rappresentazione dei bambini rapiti (mostri violenti dalle zanne insanguinate).

La storia è indipendente dal romanzo e leggendola non sono necessarie informazioni non presenti nel testo; The Wraith è un lavoro avvincente e in grado di turbare i lettori.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Joe Hill (author of Locke & Key and Horns) is also the creator of this comic prequel to the novel NOS4A2.

The comic is about Charlie Manx, driver and carrier of children to Christmasland, where their dream will come true.

Hill tells about Manx story and what made him the monster who build a creepy dream for children and himself and about the arrival of some escaped prisoners in Christmasland (and about their need to go back fast and leave that place).

The Wraith is definitely creepy, but not necessarily scary, the graphical choices – and their combination with the story – are strong, particularly concerning Manx dream world appearance and the representation of the kidnapped children (evil monsters with bloody fangs).

The story is not related to the novel and to read it there is no need of further information; in the end The Wraith is an engaging story able to upset any reader.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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The Wraith by Joe Hill & Charles Paul Wilson III ★★★★☆

Bugiardi nati by Ian Leslie

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Bugiardi nati” è un interessante saggio che ci racconta il nostro rapporto con la menzogna: le bugie – che hanno sempre quell’aura negativa – forse sono quel qualcosa in più che ha portato gli esseri umani a distinguersi dagli altri animali (capaci anch’essi di mentire in determinati frangenti).

La bugia è un mezzo necessario per interagire in società sempre più complesse, e in effetti, come fa notare l’autore, anche con la migliore delle predisposizioni non riusciremo mai a essere completamente sinceri nelle nostre interazioni (“Come stai?” “Bene”).

Ogni capitolo è dedicato ad un aspetto diverso della menzogna: si parla della bugia nei bambini (quando si “struttura”) e di come l’educazione possa influire sulla quantità e la convinzione delle bugie pronunciate, di casi particolari, patologie che costringono a dire sempre la verità o a mentire in modo compulsivo e in generale del grande potere di autoconvincimento e adattamento del nostro cervello.

E’ un testo scorrevole corredato da vari esempi e con riferimenti a casi reali che ho trovato molto interessante (a meno di un paio di capitoli meno coinvolgenti dal mio punto di vista); è un approfondimento utile per capire anche come funzioniamo e ragioniamo (anche se non ce ne rendiamo necessariamente conto).

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Born Liars” is an interesting essay about our relation with the need to lie: lies – that always have a negative connotation – maybe are the thing that distinguish humanity from the other animals (that, however, sometimes lie, too).

Lies are the tool to interact in complex societies, and, as the author points out, we are unable to always tell the truth, despite our best disposition in doing so (How are you? Fine thanks!).

Each chapter has a focus on a different aspect of the lie: the book talks about the lies in children (when they actually learn to lie) and how education may have influence in the quantity and quality of the lies told, and talks also about particular situations, like people – with particular issues – who tell always the truth or other who lie in a compulsory way; in a more general view the book is about the great power of our brain to adapt and to self-belief.

It’s an easy to read text in which are provided examples and references to real cases that I found quite interesting (a part from a couple of less engaging chapters); it’s an interesting in-depth analysis useful also to understand better how we function and how we reason (even when we are not quite aware how to).

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Bugiardi nati by Ian Leslie ★★★★☆