Mr. Penumbra’s 24-Hour Bookstore by Robin Sloan

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Quella di Mr. Penumbra è una libreria particolare: gli scaffali nella parte retrostante del locale sono altissimi e contengono libri dai titoli strani e mai pubblicati. Strani sono anche gli anziani visitatori, come si accorgerà il nuovo commesso, Clay Jannon.

Il lavoro in questa libreria sarà per il protagonista l’esperienza di una vita; oltre a fargli incontrare persone stimolanti (tra cui Kat, programmatrice e designer in Google), Clay si interesserà al mistero celato dalla libreria, dai suoi libri misteriosi e dagli anziani frequentatori.

Mr. Penumbra’s 24-Hour Bookstore, oltre a essere un romanzo ricco di misteri che arrivano direttamente dal passato, fa riflettere sul rapporto tra il presente e il passato nella lettura e nell’analisi di dati. E affronta il problema a diversi livelli, dalla tipografia e lo studio dei caratteri fino al veicolo della lettura vero e proprio (libro o ebook? O entrambi?). Il romanzo mette a confronto due generazioni, quella dei primi calcolatori e quella digitale, con Google che ha un peso importante nel romanzo.

Mi è piaciuto il modo di affrontare questo tema e la conclusione del ragionamento: le potenzialità del digitale sono vaste ma non infinite, è giusto sfruttare i mezzi disponibili senza però affidarsi completamente a loro (lo scotto è di finire come l’uomo che ha inventato le moltiplicazioni  come nel racconto di Asimov – The Feeling of Power).

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Mr. Penumbra’s library is a particular one: the shelves in the back of the store are very high and contain books with strange titles and never published. Also it’s visitors are strange, old people, as the new clerk, Clay Jannon, will soon discover.

Working in this library for the main character will be a great experience; he will meet interesting people (like Kat, a Google programmer and designer), and he will begin to dig around the mystery behind the library, the books and the old readers.

Mr. Penumbra’s 24-Hour Bookstore, is a novel full of ancient mysteries, but also a thought about the relation between past and present concerning reading and data analysis. And it deals with the problem at various levels, from typography and the sturdy of characters to the reading device (book or e-book? Or both?). Two the generation in contrast: the one of the first calculators and the digital one, with Google that has quite an important part in the novel.

I liked the way the theme was dealt with and the conclusion: the potentiality of digital era are vast but not infinite, and it’s right to face a problem by using all the available means, but it’s also important not to put all the faith in them (otherwise we will end like the man who discovered multiplication in the Asimov tale The Feeling of Power).

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Mr. Penumbra’s 24-Hour Bookstore by Robin Sloan ★★★★☆

 

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S. by J.J. Abrams & Doug Dorst

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S., uscito nel 2013, è una sorta di caso letterario: ideato da J.J. Abrams, è una sorta di scatola di storie che può essere affrontata su più livelli.

Il romanzo si presenta come un libro della biblioteca su cui due personaggi, Eric e Jen, hanno iniziato a scambiarsi messaggi sulla storia, sul mistero legato a Straka, autore del libro (La nave di Teseo), e sulle loro vite.

C’è quindi il livello della storia vera e propria, il livello delle note a piè di pagina compilate dal traduttore del romanzo (anche qui un altro mistero), quello dei commenti a margine (databili in funzione del colore della penna usata) e quello dei segnalibri / fogli / e molto altro inserito tra le pagine.

Il web pullula di siti che parlano del romanzo, degli enigmi e che forniscono contenuti aggiuntivi (anche perchè il romanzo può proseguire nella vita reale dando un occhio ai profili twitter dei due personaggi e così via), quindi non mi addentro su questi aspetti ma vengo alla questione cruciale, mi è piaciuto?

S. in fin dei conti si è rivelato ai miei occhi come una mezza boiata, ad essere sincera. La storia di S., il romanzo, il primo livello di lettura, è di una pesantezza sconcertante: si declina come romanzo misterioso e dal sapore filosofeggiante, insomma, per essere un testo steso sostanzialmente a tavolino per l’operazione complessiva, se la tira un po’ troppo.

I commenti di Eric e Jen (e i fogli da loro inseriti nel libro) sviluppano una storia diversa, più movimentata anche se a tratti poco credibile per l’eccessivo complottismo.

In questo caso però non è possibile prescindere dall’oggetto libro e dall’idea nel dare un giudizio: l’idea di costruire un volume come questo è sicuramente brillante e i vari elementi che la compongono rendono evidente come quella intorno a S. sia una struttura complessa che unisce il cartaceo al digitale.

L’oggetto libro è incredibile, la resa delle finte scritte, i fogli inseriti nel testo (c’è anche un tovagliolo di carta con una mappa disegnata!!), … non possono che far strillare di gioia anche il lettore più miscredente, tra l’altro tutta questa sciccheria ha un prezzo decisamente affrontabile (tanto da farmi nascere alcune domande sullo sfigato paperback tradizionale).

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S., published in 2013, it’s a kind of literary case: from an idea by J.J. Abrams, it’s like a box of stories that can be approached at more levels.

The novel appearance is like the one of a book for loan on which pages two people, Eric e Jen, begun writing messages about the story, about the mystery around Straka, the author of the book (Ship of Teseus), and about them.

There is then the level of the story told in the novel, the level of the footnotes made by the translator (again another mystery), the one of the side notes by Eric and Jen (that could be dated in function of the color of the pen), and the last of the ex libris / papers and such inserted between the pages.

Image from Wikipedia

 

The web is full of sites talking about the novel, the riddles and that provides additional contens (because the novel can go on in real life, for example looking at the twitter profiles of the two characters and such), so I choose not to deal about this themes and I go directly to the great question: did I like it?

In the end the story told in the book is somewhat a nonsense, if I have to be honest. The story of S., the first level of narration, is tragically boring: it’s like a mysteryos and partly philosophical novel, but, since it was constructed for a specific purpose (and it was not a stream of consciosness by the writer) maybe it could have been more dynamic.

Eric and Jen commens (and their papers put in the book) develop a different story, more action like but sometimes quite unbelievable for the excessive plot fears.

Concerning this book, it’s impossible not to judge the object itself: the idea to craft a book like this is brilliant and the whole set of elements around it make evident that what revolves around S. is a complex structure that reunites the paper and the digital.

The object book is amazing, the print out of the fake comments, the documents inside (there is also a napkin with a map drawn on it!!), etc… can make every reader scream in excitment, and all this awesomess comes with an affordable price (and now I wonder about the cost of the standard paperback edition).

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S. by J.J. Abrams & Doug Dorst ★★★☆☆