Residenza Arcadia di Daniel Cuello

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Residenza Arcadia è un condominio in periferia, e come in ogni condominio tra i suoi abitanti ci sono incomprensioni, alcune maturate nel corso degli anni, altre motivate solo dal desiderio di essere protagonisti.

Pagina dopo pagina ci si chiarisce però il contesto sociale esterno alla residenza: una dittatura militare basata sulla violenza e repressione, in cui spie e delatori se la prendono anche con persone a loro vicine. E man mano scopriamo i segreti inconfessabili degli abitanti del palazzo, dolorosi e pericolosi.

Daniel Cuello costruisce con abilità la narrazione, alternando momenti comici e leggeri – quasi dei siparietti che hanno protagonisti uno o più degli abitanti della residenza – a momenti drammatici e di riflessione.

La bellezza di questo libro non sta solo nei disegni (personalmente lo stile dell’autore mi piace molto), ma nella capacità di creare una storia estremamente realistica che potrebbe essere vera in un altro tempo o luogo, ma molto bilanciata tra spensieratezza e serietà.


Residenza Arcadia di Daniel Cuello ★★★★★

The Private Eye by Brian K. Vaughan

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Un bel giorno il cloud si è bucato e i segreti di tutti sono diventati di dominio pubblico.

La generazione successiva non conosce Internet, le identità segrete sono garantite anche da maschere e travestimenti; le forze di polizia sono in realtà giornalisti che combattono i paparazzi.

Un investigatore privato viene ingaggiato da una ragazza che però viene trovata morta il giorno dopo, e si troverà invischiato in un intrigo dalle implicazioni catastrofiche per la società.

Le tematiche da cui l’autore prende spunto sono attuali (l’uso della rete, l’anonimato, la privacy,..),  e la storia fa indirettamente riflettere sulla poca consapevolezza che abbiamo oggi rispetto al tanto che concediamo al web e a quanto è effettivamente riservato (Remember when, on the Internet, nobody knew who you were?).

La storia ha un bel ritmo, personaggi interessanti e una ambientazione ben costruita, da tempo un fumetto non mi coinvolgeva così. Il volume raccoglie la serie nel suo complesso (10 episodi)


* The Private Eye by Brian K. Vaughan ★★★★☆

*Ho letto questo libro in italiano

La memoria dell’acqua by Emmi Itäranta

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Quando si parla di romanzi distopici per ragazzi si rischia di finire su quei romanzi prodotti sulla scia degli Hunger Games, e che purtroppo finiscono nel risultare uno la brutta copia dell’altro.

Da qui il mio interesse per Memory of Water (in italia pubblicato come Memoria dell’acqua), scritto da Emmi Itäranta, di origine finlandese.

La protagonista del romanzo, Noria Kaitio, sta imparando l’arte dei maestri del te sotto gli insegnamenti del padre. Il villaggio in cui vivono è parte dello stato di New Qian.

Nel futuro in cui vive la ragazza l’acqua è diventato un bene di lusso, e la distribuzione è controllata dai militari. Il padre di Noria però nasconde un segreto, custodisce una sorgente di acqua pura che nasconde ai soldati. Il cambio degli ufficiali responsabili dell’area muterà però in peggio la vita nel villaggio, e anche il maestro del te sarà soggetto a maggiori controlli.

Sono rimasta un po’ delusa dal romanzo, in particolare dalla scelta di raccontare una società estranea all’esperienza dell’autrice e che viene approssimata nelle sue strutture sociali; l’arte del te è l’unica evidenza di un impero orientale e, sebbene affascinante, trovo che semplifichi eccessivamente l’ambientazione.

E’ un romanzo che cerca di essere evocativo per concetti ed esposizione, ma il risultato è una protagonista impassibile a quanto le accade – in parte in linea con l’immedesimazione con l’acqua, ma il risultato è una narrazione non molto avvicente.

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La memoria dell’acqua by Emmi Itäranta ★★★☆

*Ho letto questo libro in Inglese

[ARC] Solo per sempre tua by Louise O’Neill

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Imprecisate e ininfluenti catastrofi naturali e sociali hanno plasmato il mondo di cui racconta Louise O’Neill; gli Stati sono collassati nelle Zone (Europea, America e Indo-Cinese), macroaree che raggruppano la popolazione rimasta: la storia si svolge in quella Europea, ma l’impostazione delle Zone è standard.

Nelle Zone l’evoluzione della popolazione è controllata, la società, ora nettamente misogina, consente la nascita solo dei figli maschi, destinati ad ereditare le professioni paterne e a gestire tutte le attività (dal commercio alla giustizia al governo), mentre le donne vengono create geneticamente tendendo alla perfezione estetica, così da soddisfare al meglio il gusto maschile.

Le eve, così definita la categoria femminile, crescono in scuole dove imparano a truccarsi, a vestirsi, a competere per essere le più belle (e c’è sempre margine di miglioramento), dove continuano a prendere medicinali per dormire, per avere la pelle perfetta, per non ingrassare,… e la loro educazione (che non comprende certo l’alfabeto, sia mai che dimostrino ambizioni non programmate) culmina a 16 anni, età in cui vengono presentate ai ragazzi loro coetanei che potranno scegliere le loro compagne.

Il destino delle eve si conta sulle dita di una mano: possono essere compagne, quindi mogli, quindi per forza madri – pena la rottamazione anticipata, comunque oltre i 40 anni vengono eliminate visto che la vecchiaia rende brutte – oppure concubine per soddisfare qualunque desiderio oppure caste e quindi destinate a insegnare nella scuola. Oppure, ultima e molto improbabile eventualità, possono essere mandate sottoterra per essere studiate in caso di malfunzionamento, in modo da correggere per tempo le generazioni di eve future.

Solo per sempre tua è la storia di frieda, una eva ormai al suo ultimo anno (eh sì, valgono talmente poco che non si meritano neanche la maiuscola) in cui è costretta ad affrontare diversi cambiamenti: oltre alla tensione per la fine del percorso – e l’incontro con gli eredi – frieda si barcamena nel mantenere il rapporto di amicizia con isabel, bellissima e sempre prima nella graduatoria dell’anno, che però ha comportamenti sempre più strani, tendenti quasi all’auto-distruzione.

frieda si trova in bilico tra l’affetto per l’amica e il desiderio di appartenere al gruppo di eve più popolari, da sempre invidiose di isabel e pronte a prenderla di mira al minimo segno di debolezza. E mentre il mondo di frieda sembra andare in pezzi l’ultimo anno di scuola prosegue e gli eredi arrivano a incontrare le ragazze.

Only ever yours è un romanzo avvincente e che non lascia spazio all’allegria, non perché racconta cose finte e tremende, ma perché estremizza cose vere e reali. Da una parte l’identificazione della donna nelle due categorie estreme, moglie fedele e madre o prostituta, senza tenere in conto aspirazioni, desideri e sentimenti; nel romanzo le eve sono cose da possedere e che si possono gettare quando ci si stanca, nulla di più.

Dall’altra le gelosie e le continue critiche alle spalle delle altre ragazze, perché quella è troppo grassa, è troppo magra, ma come le dona poco quel colore, ma come si è vestita, io in quello sono meglio, sarò bella abbastanza, sarò magra abbastanza, mangio di meno, guarda le cosce, guarda i capelli, … perché alla fine a tutte è capitato di criticare, di giudicarsi, di confrontarsi con i modelli spesso sbagliati che ci vengono offerti.

Only ever yours è un romanzo drammatico ma che aiuta a riflettere su quello che siamo e su quello che vogliamo essere.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.


* Solo per sempre tua by Louise O’Neill ★★★★

*Ho letto questo libro in inglese

The Melancholy of Mechagirl by Catherynne M. Valente

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TOC – Table of contents

  • The melancholy of mechagirl
  • Ink, water, milk
  • Fifteen panels depicting the sadness of the baku and the jotai
  • Ghosts of Gunkanjima
  • Thirteen ways of looking at space/time
  • One breath, one stroke
  • Story no. 6
  • Fade to white
  • The emperor of Tsukayama park
  • Killswitch
  • Memoirs of a girl who failed to be born from a peach
  • The girl with two skins
  • Silently and very fast

Il secondo esperimento di lettura collettiva di racconti – dopo “At the mouth of the river of bees” – ha visto protagonista la raccolta di poemi e racconti in stile giapponese di Catherynne M. Valente, “The Melancholy of Mechagirl”.

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