The Library at Mount Char by Scott Hawkins

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Carolyn è cresciuta con i suoi undici fratelli nella Biblioteca. A ognuno di loro è assegnato un catalogo: un insieme di libri da leggere e di cui apprendere tutti i segreti, per diventare maestri di una specialità, esseri quasi divini; Carolyn ad esempio parla tutte le lingue del mondo presente e passato.

Il Padre però ora sembra scomparso, forse qualcuno l’ha sconfitto, ma ancora più grave è il fatto che la Biblioteca è inaccessibile a causa di una magia che i dodici non riescono ad annullare. Carolyn e i fratelli sono costretti a vivere come Americani normali, anche se da tempo immemorabile non hanno più vissuto così, prima che arrivasse Padre e li portasse nella Biblioteca.

The Library at Mount Char è un libro assolutamente avvincente: la storia, all’inizio incomprensibile, diventa sempre più chiara più si avanza nel romanzo, anche grazie ad alcuni flashback. Ci si aprono scenari popolati da divinità folli in tutù, donne risorte dalla morte, cani assassini, leoni e alcuni esseri umani che inspiegabilmente sembrano essere immuni a questa follia.

Questo romanzo, che mi ha ricordato American Gods, è difficile da commentare, perchè appena ci si sbilancia un attimo si rischiano spoiler clamorosi, ma l’ho trovato di grande intrattenimento.


* The Library at Mount Char by Scott Hawkins ★★★★★

*Ho letto questo libro in inglese

[Series] A land fit for heroes by Richard K. Morgan

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Richard K. Morgan è autore di una serie di stampo fantascientifico che ho molto apprezzato incentrata su uno specifico personaggio, Takeshi Kovaks. Morgan è però autore anche di una trilogia fantasy nominata A land fit for heroes.

Per questa trilogia, più che per altre, penso che parlare dei singoli romanzi – prescindendo dalla serie – potrebbe fare più male che bene, quindi segue un commento della serie nel suo complesso.

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Richard K. Morgan is the author of the sf series about  Takeshi Kovaks that I liked. Morgan is also author of a fantasy trilogy named A land fit for heroes.

For this series I think commenting each single novel is not the better choice, so here follows a review for the whole series.

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The Deep End of the Sea by Heather Lyons

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Suddenly Frodo noticed that a strange-looking weather-beaten man, sitting in the shadows near the wall, was also listening intently to the hobbit-talk. He had a tall tankard in front of him, and was smoking a long-stemmed pipe curiously carved. His legs were stretched out before him, showing high boots of supple leather that fitted him well, but had seen much wear and were now caked with mud. A travel-stained cloak of heavy dark-green cloth was drawn close about him, and in spite of the heat of the room he wore a hood that overshadowed his face; but the gleam of his eyes could be seen as he watched the hobbits.

Questo è il primo incontro degli hobbit con Aragorn: ad una prima occhiata non sappiamo cosa aspettarci da lui, magari anche una fonte di pericolo.
Dopo poco capiremo la sua funzione positiva nella compagnia, confermandoci che “All that is gold does not glitter”.

Però può capitare anche il contrario, un esempio è questo romanzo, “The Deep End of the Sea”, che si propone come un’innocuo young adult, fino a svelare la sua subdola vera natura: l’harmony.

Ora, dell’harmony ho già trasversalmente parlato commentando il romanzo di Stefania Bertola che insegnava come scriverne uno ed era, decisamente, l’unico romanzo del genere spontaneamente scelto per la lettura.

Questo commento seguirà quindi i momenti salienti in cui “The Deep End of the Sea” mi ha mostrato la sua vera natura.

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Signore e signorine: corale greca by Beatrice Masini

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le voci segrete
che nessuno sente
le voci delle donne
le parole che non si leggono nei poemi
le parole che i poeti non vogliono
che loro non sanno

In questo libro – che romanzo non è, più una raccolta di racconti accumunati da scopo e premesse – l’autrice dà voce alle protagoniste di miti e drammi della tradizione greca.

Tutte le donne protagoniste di miti, ma che li hanno in qualche modo subiti, visto che l’azione – e la decisione – toccava agli uomini, hanno la possibilità di raccontare il proprio punto di vista mentre al lettore è data quella di osservare il poema da un altro angolo, non quello della guerra, dell’uomo protagonista ed eroe, ma da quello di coloro che aspettavano e che vedevano la propria sorte mutare per il volere altrui.

Una raccolta scorrevole e molto interessante: ogni voce è preceduta da un riassunto che contestualizza la vicenda raccontata; è sicuramente più godibile se si conoscono i poemi e miti che sono la base su cui sono costriute le parole delle donne protagoniste, non è sicuramente necessario conoscerli a menadito, però averne almeno un vago ricordo aiuta.

L’ispirazione per la lettura me l’ha fornita il suggerimento de La città dei libri sognanti.

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Signore e signorine: corale greca by Beatrice Masini – ★★★★☆