[ARC] The Toymakers by Robert Dinsdale

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Commentare questo romanzo è un’impresa ardua. Tutto inizia nel 1907 con Cathy Wray, adolescente e incinta, che, per evitare di dover affidare ad altri il nascituro, scappa di casa e raggiunge Londra, dove trova rifugio come commessa nell’emporio di Papà Jack.

Papà Jack è uno scorbutico giocattolaio, capace di creare giochi meravigliosi, quasi magici, capaci di appassionare i bambini di ogni generazione e che vedono nell’emporio un luogo fantastico in cui trascorrere le giornate invernali.

E fin qui The Toy Makers ha tutta l’aria di un romanzo innocuo: Cathy viene accolta, assistiamo alla creazione di giochi stupendi da parte di Papà Jack, ma anche dei suoi figli, Kaspar e Emil, entrambi desiderosi di contribuire all’attività di famiglia.

La realtà si insinua però in questa atmosfera idilliaca: un po’ i ricordi della guerra in Russia e l’emigrazione verso l’Inghilterra, poi l’inizio della prima guerra mondiale e i traumi dei soldati, fino alle dissidie familiari dovute a gelosia e risentimento; e quanta realtà è necessaria per disgregare la magia dell’emporio?

Ho impiegato diversi giorni per decidere che The Toy Makers mi è piaciuto moltissimo: il libro prende pieghe e risvolti drammatici inaspettati; l’apparente leggerezza del contesto (i giochi magici, tra cui gli obbedienti soldatini di Emil) ha implicazioni più profonde, in parte determinate anche dall’evoluzione del mondo “esterno” all’emporio.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


* The Toymakers by Robert Dinsdale ★★★★★

*Ho letto questo libro in inglese

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La città dei ladri by David Benioff

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Quanto è difficile procurarsi dodici uova? Se oggi è semplicissimo, nella Leningrado durante l’assedio tedesco è tutta un’altra storia.

Ed è questo il compito che viene assegnato a Lev, diciassettenne arrestato dalla polizia e accusato di furto, e a Kolja, cosacco accusato di diserzione. Quelle dodici uova per i due rappresentano la salvezza, altrimenti li attende la legge marziale e l’esecuzione.

I due ragazzi si conoscono in carcere, e da quel momento inizia la ricerca delle uova, che li porterà prima ad esplorare Leningrado e poi al di fuori della città, dove partigiani e truppe tedesche si combattono.

La storia di Lev e Kolja ci porta tra le strade di una città sotto assedio, in cui all’ordine del giorno sono il freddo, la fame e i bombardamenti, e in cui i superstiti fanno di tutto per continuare a sopravvivere, anche l’inimmaginabile.

E fuori dalla città è lo stesso, con la minaccia tedesca che incombe anche più concreta, e anche i due protagonisti fanno di tutto per continuare a sopravvivere.

La città dei ladri è un romanzo coinvolgente, ricco di azione e umanità. E’ difficile abbandonare Lev e Kolja durante la lettura, ed è ancora più difficile dimenticarli una volta finito di leggere il romanzo.


* La città dei ladri by David Benioff ★★★★★

*Ho letto questo libro in italiano

[ARC] Io sono buio by Kiersten White

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Io sono buio è un romanzo di finzione che riprende i fatti storici della conquista di Costantinopoli da parte dell’impero Ottomano, e delle guerre in Est Europa del 1400.

Lada Dragwyla è la primogenita di Vlad Dracul, uomo viscido e crudele, governatore della Transilvania ma con l’ambizione di governare tutta la Valacchia.
Il padre spera sia bella, così potrà liberarsene mandandola in sposa per consolidare rapporti di forza con i territori vicini, ma – forse grazie anche alle preghiere della nutrice – Lada cresce brutta e spietata.
Il fratello Radu, nato qualche anno dopo, è invece bello e gentile, e subisce le angherie della sorella maggiore e dei ragazzi coetanei. Lada e Radu crescono sotto le attenzioni della nutrice in Valacchia, ma i paesi sono in guerra, minacciati dall’impero ottomano.

Dopo una sconfitta Vlad Dracul è costretto a lasciare i figli nelle mani dell’impero Ottomano dove prosegue la loro educazione.
Un pomeriggio i due fratelli incontrano Mehmed, figlio del sultano, e da quel momento il loro destino cambierà: diventati amici, i due fatelli si spostano con il ragazzo – inviato in una città periferica – e negli anni gli sono vicini e sono testimoni e complici della sua scalata fino al ruolo di imperatore. Mehmed sarà anche quello che li riunisce e allontana: il giovane sultano è attratto da Lada che ricambia le attenzioni, mentre Radu lo ama con un amore profondo e proibito.

La narrazione di Io sono buio segue il punto di vista di entrambi i fratelli Dracul e dà luce alle loro aspirazioni: Lada è una donna in un mondo in cui solo gli uomini sono premiati, e più di tutto aspira a tornare in Valacchia per governarla, mentre Radu si adatta perfettamente a usi e religione musulmana, ma è costretto a nascondere il suo amore. Il rapporto tra i due fratelli è difficile, sono legati dal destino comune e da un affetto profondo, ma sono estremamente differenti per carattere e comportamento.

Io sono buio è stata una lettura interessante e avvincente, anche per la presenza di Lada, figura femmmile forte e determinata, quindi seguirò il proseguo della storia nei prossimi romanzi della serie.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


* Io sono buio by Kiersten White ★★★★☆

*Ho letto questo libro in inglese

Il cavaliere svedese by Leo Perutz

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Io Leo Perutz non l’avevo mai sentito nominare. Poi per caso ho visto questo romanzo e la trama mi ha intrigato, ed è stato un colpo di fulmine.

Il cavaliere svedese è la storia di un cavaliere e un ladro che passano una notte in un mulino abbandonato, e dell’accordo che fanno tra loro e con un mercante del Vescovo (che al ladro pare però proprio essere il mugnaio morto).

E’ un racconto di scambi di persona, di ambizioni eroiche – eccellere in guerra, combattere al fianco del re – di ambizioni oneste – sposare una ragazza di cui si è innamorati, sistemare la tenuta, coltivare i campi – e di come fare a soddisfarle. Il racconto segue il punto di vista del ladro, e lo stile e la storia ci fanno affezionare a quello che dovrebbe essere il personaggio “negativo”.

L’atmosfera in cui siamo immersi leggendolo è realistica, ma si percepisce l’irreale, il magico (o divino o diabolico, a seconda di come si vuole intenderlo) che influisce sulla vita del protagonista. Ho trovato la storia bellissima: compiuta, circolare e arguta nei meccanismi di ribaltamento dei personaggi – che sono caratterizzati con pochi tratti ma lasciano un ricordo.


* Il cavaliere svedese by Leo Perutz ★★★★★

*Ho letto questo libro in italiano

Il divino by Boaz Lavie, Asaf Hanuka & Tomer Hanuka

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Il divino è una graphic novel illustrata da Asaf e Tomer Hanuka e tratta dalla storia scritta da Boaz Lavie.

Mark è un giovane militare americano che sceglie di essere coinvolto in una pericolosa missione in Quanlom dall’amico Jason, militare esaltato e amante dell’azione. Mark è un mite tecnico esperto di esplosivi, ma l’incertezza del futuro (un figlio in arrivo, opportunità di carriera che sfumano) lo induce ad accettare la missione, pericolosa ma ben remunerata.

La missione in Quanlom però assume tinte tragiche: bambini soldato che difendono le terre martoriate dalla guerra aiutati da una misteriosa presenza soprannaturale, il cui scopo è difendere natura e abitanti dall’avida intromissione Occidentale.

Il divino è una graphic novel cruda e drammatica che parla degli effetti di una guerra (e quante guerre di cui ignoriamo l’esistenza) perpetrata con l’aiuto di stati occidentali.

Ho scoperto che la storia è stata ispirata anche dalla foto (Associated Press Apichart Weerawong il 27 giugno del 2000) che ritrae i gemelli Johnny e Luther Htoo, bambini e soldati che venivano considerati detentori di poteri magici.
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Il divino by Asaf & Tomer Hanuka, Boaz Lavie. ★★★★☆

*Ho letto questo libro in Italiano

Io sono l’ultimo: Lettere di partigiani italiani edited by Stefano Faure, Andrea Liparoto, Giacomo Papi

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Il 25 Aprile alcuni libri sul tema della resistenza erano in sconto negli store più popolari (strategica e partiotica mossa commerciale che ringrazio, altrimenti non l’avrei mai intercettato), e tra questi Io sono l’ultimo, una raccolta di brevi memorie, frammenti di ricordi, di coloro che hanno combattuto durante la Resistenza Italiana.

L’idea di questo libro ha inizio con l’intervista (pubblicata su D – La Repubblica 24 aprile 2010) di Annita Malvasi, partigiana con il nome di Laia, che ha raccontato – testimonianza riproposta anche nel libro – degli ideali, della guerra, di come in una società maschilista proprio tra i partigiani una donna poteva trovare un ruolo paritario e dell’amore che le è stato portato via.

Era un mondo maschilista. Soltanto tra i partigiani la donna aveva diritti, era un compagno di lotta. La Resistenza ci ha fatto capire che nella società potevamo occupare un posto diverso. I diritti paritari garantiti dalla Costituzione non sono stati un regalo, ma una conquista e un riconoscimento per ciò che le donne hanno fatto nella guerra di Liberazione. Difendere la Costituzione significa difendere la possibilità di garantire un futuro di libertà e democrazia ai figli delle donne.

Lo sforzo editoriale è stato quindi quello di prendere contatto – tramite associazioni come ANPI – con partigiani, collaboratori, civili che hanno supportato la Resistenza, incontrarli e mettere su carta i loro ricordi.

Le testimonianze raccolte raccontano un pezzo della storia del nostro paese, non come ce la possono raccontare i libri di scuola, ma come potrebbero farlo i nostri nonni. Senza nascondere i lati più drammatici della lotta – le morti, le torture, il freddo, … – uomini e donne si confidano non senza una preoccupazione rispetto al futuro e alle nuove generazioni.

E’ un libro importante, anche emotivamente impegnativo, che aiuta a guardare una generazione e un periodo storico con altri occhi, a dare un peso agli ideali e alle scelte e a non dimenticare, impossibile non consigliarlo.

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Io sono l’ultimo: Lettere di partigiani italiani edited by Stefano Faure, Andrea Liparoto, Giacomo Papi ★★★★★

Poco raccomandabile by Chloé Cruchaudet

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Paul Grappe è un uomo come tanti: si innamora, si sposa e poi capita la guerra durante il suo servizio militare. Paul un po’ sopporta, poi però decide che non sarà l’esercito a determinare la sua vita, e fugge, disertore, con l’aiuto della moglie Louise.

A Parigi però è impossibile vivere tra la gente, Paul è ricercato ed è costretto a trascorrere il tempo chiuso nell’appartamento, in attesa della fine della guerra e dell’amnistia.

Una notte però il desiderio di uscire è così forte da scatenare nell’uomo la folle idea di vestirsi come una donna per passare inosservato. Da quel giorno in avanti inizia il suo travestimento, grazie anche all’aiuto di Louise che gli insegna a vestirsi e a atteggiarsi da vera donna, e gli trova persino un’impiego come sarta.

Inizia così a vivere Suzanne, che però si trova limitata nel lavoro di sartina che infine abbandonerà per diventare la regina del Bois de Boulogne, tra prostitute, omosessuali, feticisti e persone in cerca di avventure illecite.

Ottenuta l’amnistia, tornare a essere Paul però non sarà così semplice.

Quella di Paul e Suzanne è una storia in cui l’identità di una persona non è scolpita nella roccia, ma è mutevole per eventi e desideri: dopo aver vissuto come Suzanne, una regina, per Paul è impossibile tornare nella mediocrità è quasi impossibile, anche perchè è Paul a dover sostenere, da uomo, il ricordo tremendo della guerra.

Paul e Suzanne sono due facce della stessa persona, e la loro storia è mirabilmente descritta in questa graphic novel, in un gioco di bianchi, neri e sfumature in cui spicca solo il rosso, a simboleggiare la femminilità di Louise che poi erediterà Suzanne, man mano che il matrimonio tra Paul e la donna collassa.

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Poco raccomandabile by Chloé Cruchaudet ★★★★☆½