Americanah by Chimamanda Ngozi Adichie

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Una volta conclusa la lettura di Americanah ci si rende conto che il riassunto non dà giustizia al romanzo.

La protagonista è Ifemelu che incontiamo negli Stati Uniti mentre sta per prendere la decisione di chiudere il blog, troncare la relazione con il fidanzato e tornare a vivere in Nigeria.

Il romanzo alterna presente e passato, e durante la lettura ricostruiamo la storia di Ifemelu – dall’infanzia fino alla vita in America – e di Obinze, il ragazzo con cui Ifemelu stava insieme durante l’università in Nigeria. Il libro spazia anche geograficamente: Nigeria, Inghilterra e America.

La storia di Ifemelu e Obinze è un pretesto per raccontare anche della dittatura in Nigeria e della situazione sociale che ne deriva e delle condizioni degli immigrati in Inghilterra e USA.

Americanah parla anche del tema della razza e della discriminazione; Ifemelu negli Stati Uniti apre un blog dedicato al tema del razzismo / percezione della razza, e i brevi estratti che vengono proposti sono dei mini saggi che sono dei veri e propri spunti di riflessione su argomenti molto disparati.

Americanah è una immersione in una cultura diversa, scorrevole e godibile (avevo già apprezzato lo stile dell’autrice in Dovremmo essere tutti femministi e questo romanzo mi ha confermato la sua bravura); l’unico elemento che ho trovato stonare nel racconto è la tensione di Ifemelu nel tornare verso Obinze, personaggio che non spicca in modo particolare.


Americanah by Chimamanda Ngozi Adichie ★★★★☆½

*Ho letto questo libro in inglese

Collettivo Zampalù by Federico Bagni

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Lorenzo Dentico, professore di italiano, in una quinta incontra un ragazzo diverso dai coetanei: Marco Carboni, una personalità difficile, chiusa, ma un grandissimo talento nella scrittura.

I due si perderanno di vista per anni, per poi ritrovarsi quando Lorenzo, ormai in pensione, è impegnato in un centro diurno di accoglienza; immigrati in regola e non, tutti dal passato e presente difficili, in cerca di un riscatto quasi impossibile da ottenere.

Nace allora un progetto, una storia collettiva ideata a turno da vari partecipanti del centro e scritta da Zampalù con l’aiuto di Marco Carboni.

Un ottimo esordio, una storia avvicente pur parlando di avvenimenti quotidiani – con gli occhi dell’ex professore seguiamo prima i giorni di scuola e poi quelli passati nel centro diurno – e una serie di personaggi credibili e non banali, ognuno con il suo carico di difficoltà e di insicurezze (e di queste non sono esenti i protagonisti più benestanti, Lorenzo e Marco) che riescono ad accumunare persone completamente diverse per estrazione, cultura, religione e condizione sociale.

Il progetto collettivo ci mostra come unendo le forze con altri e mettendoci veramente in gioco si possano ottenere grandi risultati, non bisogna però farsi l’idea di un messaggio irrealisticamente buonista: le difficoltà della vita permangono ma rimane posto per la speranza.

L’unico elemento che mi ha convinto poco è il continuo uso di metafore per spigare eventi ed emozioni, è vero che nel romanzo emerge la difficoltà di comunicare sè stessi – e quindi è lecito utilizzare altre immagini per spiegarsi – però è uno stratagemma usato molto (troppo) frequentemente, con il rischio che queste stesse metafore, forti all’inizio, perdano di efficacia con il passare delle pagine.

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Collettivo Zamapalù by Federico Bagni ★★★★☆