A Glove Shop in Vienna and Other Stories by Eva Ibbotson

Standard

Read this post in english


A glove shop in Vienna & other stories è una raccolta di 19 racconti di Eva Ibbotson.

Le storie di Eva Ibbotson sono romantiche e positive, un vero toccasana nei momenti di sconforto. Non tutti i racconti mi sono piaciuti allo stesso modo, ma è normale che in una raccolta ci siano alti e bassi.

I racconti migliori sono quelli che un’amica definisce “romanzi condensati” in cui i protagonisti si conoscono, vengono separati e si ritrovano nel più romantico dei finali, di questa categoria fanno ad esempio parte A rose in Amazonia, Sidi, Theatre Street. Altri racconti hanno anche un tono divertente, presentando situazioni al limite del paradossale, come A little disagreement in cui una anziana zia recita con frequenza il momento della sua morte, The great carp Ferdinand in cui la pietanza principale della vigilia di Natale si rifiuta di morire, o ancora The Magi of Markham Street e The Little Countess in cui abbiamo rispettivamente una recita natalizia con risultati inaspettati e una governante esaurita dalle usanze della famiglia russa con cui vive.

Altri racconti degni di nota: Vicky and the Christmas Angel, Osmandine, A Glove shop in Vienna.

I racconti sono belli per la trama, ma anche per come sono scritti: lo stile della Ibbotson è ammirevole, bastano poche parole ben collocate per dare vita a un’immagine, e così anche lo sfondo si colora di personaggi che riflettono la cultura e le opinioni del tempo.


* A Glove Shop in Vienna and Other Stories by Eva Ibbotson ★★★★☆

*Ho letto questo libro in inglese

[Series] Miss Detective by Robin Stevens

Standard

Read this post in english


La serie Miss Detective di Robin Stevens è ambientata negli anni ’30 in Inghilterra (1934-35 i primi due romanzi della serie).

Le due protagoniste sono Daisy Wells e Hazel Wong, due ragazze di circa tredici anni, grandi amiche e entrambe alunne in un collegio femminile. Daisy è inglese, bionda, coraggiosa e incontenibile: ha sempre nuovi progetti in mente, ed è lei ad aver inventato la Wells and Wong detective society. Hazel è cinese (di Hong Kong per la precisione) ed è stato suo padre a volere che studiasse in Inghilterra; al contrario di Daisy è timida, timorosa e più riflessiva.

Continue reading

Jonathan Strange & Mr Norrell by Susanna Clarke

Standard

[…] Two magicians shall appear in England.
The first shall fear me; the second shall long to behold me;
The first shall be governed by thieves and murderers; the second shall conspire at his
own destruction;
The first shall bury his heart in a dark wood beneath the snow, yet still feel its ache;
The second shall see his dearest possession in his enemy’s hand.
The first shall pass his life alone; he shall be his own gaoler;
The second shall tread lonely roads, the storm above his head, seeking a dark tower
upon a high hillside.
I sit upon a black throne in the shadows but they shall not see me.
The rain shall make a door for me and I shall pass through it;
The stones shall make a throne for me and I shall sit upon it.
The nameless slave shall wear a silver crown,
The nameless slave shall be a king in a strange country.

Continue reading

La sovrana lettrice by Alan Bennett

Standard

Stava anche scoprendo che un libro tira l’altro; ovunque si voltava si aprivano nuove porte e le giornate erano sempre troppo corte per leggere quanto avrebbe voluto.

In questa novella Alan Bennett ci parla di una lettrice sicuramente non comune: la regina d’Inghilterra scopre l’esistenza di una biblioteca ambulante che rifornisce un avido lettore del palazzo, Norman, impiegato nelle cucine di Buckingham Palace.

Un po’ per non far figura, un po’ per interesse, la regina prende in prestito un libro. Sarà l’inizio di un percorso che, grazie anche al contributo di Norman, trasformerà la sovrana in un’avida lettrice; non sarà un cambiamento innocuo, ne risentiranno infatti tutti gli abitanti del palazzo, ministri, consiglieri, oltre a tutte le persone destinate a incontrarsi con la sovrana.

L’attrattiva della letteratura, rifletté, consisteva nella sua indifferenza, nella sua totale mancanza di deferenza. I libri se ne infischiavano di chi li leggeva; se nessuno li apriva, loro stavano bene lo stesso. […] I libri non sono per nulla ossequiosi. Tutti i lettori sono uguali, e questo le risvegliò un ricordo di quand’era bambina.

Alan Bennett ci parla dell’amore per la lettura – e di come questo possa nascere in modo inaspettato – con il tipico humor inglese che contraddistingue lo scrittore e ci regala una protagonista lettrice con cui è difficile non immedesimarsi: noi lettori già sappiamo che i libri non sono un passatempo.

“Passare il tempo?” Esclamò la regina. “I libri non sono un passatempo. Parlano di altre vite. Di altri mondi. Altro che far passare il tempo Sir Kevin, non so cosa darei per averne di più. Per passare il tempo si può sempre andare in Nuova Zelanda”.

_______

What she was finding also was how one book led to another, doors kept opening wherever she turned and the days weren’t long enough for the reading she wanted to do.

In this novella Alan Bennett tells about a very uncommon reader: the Queen of England discover the existence of a mobile library that supplies an avid reader in the palace, Norman who works in the Buckingham Palace kitchens.

The queen, to match up for the situation and for real interest,borrows a book. This will be the first step of a path that, also thanks to Norman, will change the queen in a hungry reader; this will not be an innocuous change, in fact all the palace inhabitants, the ministers and conquerors, and in general all the people she comes in touch with will be affected by her new habit.

The appeal of reading, she thought, lay in its indifference: there was something undeferring about literature. Books did not care who was reading them or whether one read them or not. All readers were equal, herself included. Literature, she thought, is a commonwealth; letters a republic.

Alan Bennett talks about the love for reading – and how it may arise unexpectedly –  with the usual british humor that distinguish his books, and he creates a reader it’s hard not to empathize with: we reader already know that books are not only a way to pass time.

Books are not about passing time. They’re about other lives. Other worlds. Far from wanting time to pass, one just wishes one had more of it. If one wanted to pass the time one could go to New Zealand.

_______

La sovrana lettrice by Alan Bennett ★★★★☆