La somiglianza (Dublin Murder Squad #2) by Tana French

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Sono passati sei mesi dalla conclusione dell’operazione Vestale, Rob ha lasciato la squadra omicidi e la polizia di Dublino, mentre Cassie Maddox ha scelto di spostarsi nella squadra che si occupa di violenza domestica.

Un giorno viene però ritrovato il corpo di una donna in un casolare diroccato, la donna, uccisa a pugnalate, risponde al nome di Alexandra Madison, ovvero l’alias che Cassie usava quando lavorava sotto copertura anni prima. Viene coinvolto per questo motivo anche Frank Mackey, direttore del reparto infiltrati, che nota una incredibile somiglianza tra la sconosciuta uccisa e Cassie, e le propone di lavorare nuovamente come infiltrata per aiutare la polizia a scoprire chi possa aver ucciso la donna.

Della donna la polizia sa solo che aveva assunto l’identità di Alexandra, che frequentava un dottorato in letteratura e che viveva con altri quattro studenti a Whitethorn House, una antica residenza nella campagna irlandese.

Il punto di vista che seguiamo in questo secondo romanzo della serie Dublin Murder Squad è quello di Cassie, che accetta di infiltrarsi nel gruppo di studenti come se Alexandra Madison non fosse stata uccisa ma solo ferita dalle pugnalate.

La premessa del romanzo è piuttosto improbabile (una ragazza molto somigliante a Cassie che prende l’identità fittizia creata anni prima dalla poliziotta), nonostante questo il romanzo è molto coinvolgente, soprattutto dal momento in cui Cassie inizia a spacciarsi per Alexandra e a interagire con i coinquilini. Per chi ha letto il primo romanzo della serie (Nel Bosco) è sicuramente evidente la ragione dello smarrimento di Cassie e la motivazione alla base di alcune scelte azzardate nel lavoro sotto copertura.

Tana French costruisce un altro ottimo giallo thriller in cui la psicologia dei personaggi (tutti molto ben caratterizzati) gioca un ruolo fondamentale nello svolgimento della storia.


* La somiglianza by Tana French ★★★★☆

*Ho letto questo libro in inglese

Nel bosco (Dublin Murder Squad #1) by Tana French

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Estate del 1984, Knocknaree, Irlanda. Tre bambini vanno a giocare nel bosco vicino a casa e non tornano per la cena. I soccorsi il giorno dopo trovano Adam Robert Ryan, uno dei tre, vicino a un albero con parte di vestiti sporchi di sangue. Adam non ricorda nulla di cosa sia successo nel bosco.

Presente, Knocknaree. In uno scavo archeologico ai limitari di quello che rimane del bosco viene trovato il corpo di una bambina del paese. Iniziano le indagini alla ricerca dell’assassino; ad occuparsene la sezione omicidi della polizia di dublino, e in particolare Cassie e Rob, proprio il bambino scampato alla morte nel 1984.

Il romanzo è narrato direttamente da Rob che si trova costretto a ripercorrere luoghi un tempo familiari per indagare la morte di Katy. Anche il caso del 1984 viene ripreso in considerazione per valutare possibili punti in comune (un serial killer che si è placato per anni?).

Il bello del romanzo sta proprio nella scelta di un narratore così soggettivo: come lettori abbiamo accesso a una specifica versione dei fatti, a una lettura particolare delle persone implicate nel caso e di quelle che gravitano intorno alla vita di Rob. E in fondo la vera domanda è questa: quanto il narratore è affidabile nella sua ricostruzione degli avvenimenti?

Il finale mi ha lasciato piuttosto combattuta, ma riflettendoci apprezzo la scelta dell’autrice, funzionale anche a rendere la storia più realistica. In conclusione thriller consigliatissimo.


* Nel bosco by Tana French ★★★★☆

*Ho letto questo libro in inglese

[ARC] The Wonder by Emma Donoghue

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Elizabeth Wright (Lib) è un’infermiera addestrata direttamente da Florence Nightingale durante la guerra in Crimea, e le è stato assegnato un incarico particolare: dovrà sorvegliare, alternandosi con un’altra persona, per due settimane Anna O’Donnell.

Anna è una bambina di undici anni che da quattro mesi pare non tocchi più cibo, nonostante questo – la storia si svolge in Agosto – sembra ancora in salute: si tratta di un miracolo o di un volgare imbroglio?

Lib inizia la sorveglianza ben decisa a svelare il trucco, ma si troverà ben presto a cercare di comprendere le diverse usanze del paesino Irlandese in cui tutti i gesti sono imbevuti di religione e superstizione.

Lib si affezionerà sempre di più ad Anna, e resterà sempre più sconcertata dai comportamenti degli adulti che circondano la bambina: la madre orgogliosa dell’aura di santità che attribuiscono alla figlia, il medico che la vede come un interessante esperimento, le persone che la vanno a visitare perchè la ritengono un miracolo.

Lib si troverà sempre più ostacolata da questa atmosfera soffocante, in cui tutti si interessano alla bambina ma non della sua salute, perchè anche in caso morisse sarebbero tutti pronti a rifugiarsi nella religione, interpretata nel modo più radicale e rigido possibile.

Lib rappresenta l’elemento esterno che contribuirà a modificare la situazione, diversa per religione, senso pratico e desiderio di aiutare effettivamente Anna: Lib non si limita a osservare e riportare – come fa l’altra guardiana della bambina, Sister Micheal – ma agisce nel contesto che era ormai statico.

L’autrice ha scritto anche Room, accolto con pareri contrastanti e per questo avevo qualche perplessità nell’iniziare The Wonder, che invece si è rivelato una lettura interessante per il contesto storico delineato, l’Irlanda di metà Ottocento, qualche anno dopo la carestia delle patate e il piccolo paese iper religioso, e anche avvincente nella parte conclusiva (quella iniziale è invece piuttosto lenta).

L’autrice sceglie di raccontare la storia dal punto di vista più esterno, ovvero Lib, scelta che per me funziona anche nella caratterizzazione dei personaggi (quindi non oggettiva ma mediata dall’opinione dell’infermiera).

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


* The Wonder by Emma Donoghue ★★★★☆

*Ho letto questo libro in inglese

Asking For It by Louise O’Neill

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Emma O’Donovan è la ragazza che nessuno vorrebbe come amica: bella, gelosa della ricchezza delle amiche, manipolatrice e sempre desiderosa di essere al centro dell’attenzione.

E’ l’estate dei diciotto anni per Emma e le sue amiche, e quindi feste, alcol, il pensiero dell’ultimo anno e l’aspettativa per quello che riserverà dopo il futuro.

Una mattina Emma si risveglia sulla soglia di casa dopo un party, non ricorda cosa è successo la notte prima, ma le amiche iniziano a escluderla, e Emma capirà ben presto che le reazioni sono dovute alle foto della serata che la ritraggono incosciente mentre fa sesso con alcuni ragazzi.

E’ un caso di stupro? Emma in un primo momento dichiara di essere stata consenziente, per poi ritrattare – Emma non ricorda, e il peso psicologico di quello che è avvenuto inizia a farsi sentire. Emma non è mai stata morigerata: tutti sanno che è di costumi liberi, che ama vestirsi in modo provocante e che vuole sempre l’attenzione su di sè. Insomma, se l’è cercata: avrebbe dovuto vestirsi in altro modo, comportarsi in altro modo e non le sarebbe successo nulla.

Louise O’Neill in Asking For It (#notaskingforit) affronta nel romanzo quello che è fonte di polemiche ricorrenti: in uno stupro dove sta la colpa? E c’è forse meno colpa se la vittima aveva una minigonna o un vestito scollato? (Perchè insomma, gli istinti si conoscono, era praticamente un invito). La bravura della scrittrice per me in questo caso sta nell’aver costruito una protagonista “negativa” come Emma e di averla circondata di amicizie apparentemente positive (ma i veri amici si vedono nel momento del bisogno, e nessuno vorrebbe mai per amici quelli di Emma) fino poi al ribaltamento delle parti.

Trovo la scrittura dell’autrice incisiva, e apprezzo la sua scelta di affrontare storie difficili, come in Only Ever Yours.

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* Asking For It by Louise O’Neill ★★★★☆

*Ho letto questo libro in Inglese