[ARC] The Toymakers by Robert Dinsdale

Standard

Read this post in english


Commentare questo romanzo è un’impresa ardua. Tutto inizia nel 1907 con Cathy Wray, adolescente e incinta, che, per evitare di dover affidare ad altri il nascituro, scappa di casa e raggiunge Londra, dove trova rifugio come commessa nell’emporio di Papà Jack.

Papà Jack è uno scorbutico giocattolaio, capace di creare giochi meravigliosi, quasi magici, capaci di appassionare i bambini di ogni generazione e che vedono nell’emporio un luogo fantastico in cui trascorrere le giornate invernali.

E fin qui The Toy Makers ha tutta l’aria di un romanzo innocuo: Cathy viene accolta, assistiamo alla creazione di giochi stupendi da parte di Papà Jack, ma anche dei suoi figli, Kaspar e Emil, entrambi desiderosi di contribuire all’attività di famiglia.

La realtà si insinua però in questa atmosfera idilliaca: un po’ i ricordi della guerra in Russia e l’emigrazione verso l’Inghilterra, poi l’inizio della prima guerra mondiale e i traumi dei soldati, fino alle dissidie familiari dovute a gelosia e risentimento; e quanta realtà è necessaria per disgregare la magia dell’emporio?

Ho impiegato diversi giorni per decidere che The Toy Makers mi è piaciuto moltissimo: il libro prende pieghe e risvolti drammatici inaspettati; l’apparente leggerezza del contesto (i giochi magici, tra cui gli obbedienti soldatini di Emil) ha implicazioni più profonde, in parte determinate anche dall’evoluzione del mondo “esterno” all’emporio.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


* The Toymakers by Robert Dinsdale ★★★★★

*Ho letto questo libro in inglese

Advertisements

[ARC] The Immortalists by Chloe Benjamin

Standard

Read this post in english


New York, fine anni ’60. I quattro fratelli Gold, un po’ per gioco, un po’ per dimostrare di essere coraggiosi, decidono di incontrare una sensitiva in grado di predire la data della loro morte.

Da questo momento del romanzo in avanti seguiamo la vita di Simon, Klara, Daniel e Varya singolarmente, in un continuo passaggio di testimone.

I quattro fanno scelte completamente opposte, e questo elemento della storia dà modo all’autrice di parlare di diversi stili di vita ed eventi storici: l’AIDS, la vita di artisti da strada, l’America post 11 settembre, l’utilizzo di animali nella ricerca, i disturbi ossessivo compulsivi.

Il tema che collega tutte queste vicende, e che fa poi da scheletro a tutto il romanzo, è l’opposizione tra destino e libero arbitrio: se i Gold non avessero visitato la sensitiva, sarebbe cambiato qualcosa nelle loro vite? Rispetto a questo tema la vita più interessante è quella di Klara, decisa a essere più potente di un ipotetico destino, sempre in bilico tra la realtà e l’illusione.

In sostanza The immortalist è un romanzo gradevole, in cui alcuni episodi spiccano anche perchè più focalizzati sul tema portante e meno “distratti” da altre tematiche.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


* The Immortalists by Chloe Benjamin ★★★☆☆

*Ho letto questo libro in inglese