Charlotte Brontë – Jane Eyre

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Che delusione! Mi sono imposto di leggere gli ultimi cinque capitoli in un’unica volta, o avrei abbandonato tutto.
In realtà la storia è avvincente, piena di passione, colpi di scena e con un pizzico di mistero che non guasta mai. Anche i due protagonisti, Jane ed Edward, si fanno amare facilmente. Non si può rimanere indifferenti alla loro sorte. Jane, con la sua franca schiettezza, buca la carta, è davvero viva nella fantasia del lettore. La stessa cosa vale per Edward, forte e dannato, non manca di far battere il cuore. Peccato che tutto sia annacquato da un ritmo lento, uno stile pesante e numerose digressioni nei dialoghi, che personalmente ho trovato particolarmente indigeste. Per me si poteva raccontare tutto con duecento pagine in meno. Non mi stupisce il successo della storia, ma decisamente il tipo di scrittura non è nelle mie corde.

Nota: avevo iniziato a leggere il romanzo con l’ePub disponibile gratuitamente in rete. Sconsiglio vivamente questa soluzione. Si tratta di una traduzione vecchia e zeppa di forme lessicali obsolete. Procuratevi un’edizione più recente, sarà decisamente migliore.

Muoio dalla voglia di conoscerti

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Karl è un ragazzo insolito. Attento osservatore, ma incapace di esprimersi fluidamente a causa di una grave forma di dislessia. Quando deve rispondere per iscritto a una lista di domande della fidanzata, pertanto, il giovane si rivolge a un noto scrittore per farsi aiutare. È l’inizio di un rapporto speciale…
Una bella commedia, forse a tratti un po’ sentimentale, ma nel complesso un ottimo libro. La storia di un ragazzo e un vecchio che si scelgono come padre e figlio e si aiutano a vicenda. Karl è alla ricerca di sé, di una chiave per realizzarsi. L’anziano scrittore, complici gli anni e la morte della moglie, ha perso il contatto con la proprio talento.
Apprezzabile inoltre la riscoperta del rapporto paterno nella letteratura per ragazzi e giovani adulti, ultimamente piuttosto trascurato. Non mi stupirebbe una trasposizione cinematografica, mi sembra un soggetto ideale.

Aidan Chambers trad. Beatrice Masini, Muoio dalla voglia di conoscerti, Rizzoli

Pollyanna

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Pollyanna Whittier: ovvero, storia di una piccola santa della letteratura infantile, resa martire per mancanza d’immaginazione dell’autrice e salvata in extremis con prevedibile miracolo finale.
La cosa irritante di questo libro non è tanto la protagonista, che in fondo è solo una bambina scema. Il vero dramma sono gli adulti, tutti pronti ad abboccare a questo suo benedetto gioco della contentezza. Salva perfino una mezza prostituta! Cristo con la Maddalena in confronto è ’na schiappa.
Capisco il messaggio di fondo, concentrati sull’aspetto positivo delle cose eccetera, ma è tutto gestito nella maniera più melensa possibile. Specialmente nel finale, scontato e patetico.
Mi viene in mente la mia cara Anna dai capelli rossi, continuamente ripresa da Marilla per il suo caratteraccio e perennemente insoddisfatta di sé. Forse non così perfetta, ma in confronto è un capolavoro.

I bambini della ferrovia

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C’è qualche sdolcinatezza d’epoca di troppo e l’intento pedagogico è più trasparente che nei successivi libri della Nesbit, ma rimane una bella lettura. Va detto che I bambini della ferrovia è il primo romanzo per ragazzi dell’autrice, ma fa già intuire tutta la sua cifra di grande della letteratura per l’infanzia. In effetti in questo libro la scrittrice pare gettare le basi della propria formula: uno stile diretto e spontaneo, un gruppo di bambini di età e indoli diverse, piccoli episodi autoconclusivi fantastici o avventurosi. La scanzonata ironia di Cinque bambini e la cosa ancora non c’è, ma si legge con piacere.

 

 

Edith Nesbit trad. Anna Donato I bambini della ferrovia, Fabbri Editori

L’eBook in lingua inglese è scaricabile gratuitamente qui.