Dead moon by Luis Royo

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Più che una graphic novel questa è una storia illustrata (stile fiaba): le immagini sono belle.

La storia ricorda i racconti – leggenda orientali con però una buona dose di harmony (tanto da farmi pensare a Leonora Forneris), nel complesso la trama è banalotta: due famiglie opposte che combattono da secoli e i due principi (lei, Luna, lui, Marte) che sono attratti da una sconvolgente passione (poi nelle quarte possono parlare quanto vogliono di Romeo e Giulietta, ma sminuiscono Shakespeare).

Vale sicuramente più la pena per le immagini.

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This is not a graphic novel, but an illustrated story (like children fairy tales): the images are beautiful.

The story is similar to the oriental tales – legends with a consistent dose of harmony, and overall is quite banal: two enemy families and the two ruling (she, Moon, he, Mars) who are attracted for a great passion (and in the summary they talk about Romeo and Juliet, but they are diminishing Shakespeare work).

It’s good only for the images.

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Dead moon by Luis Royo ★★☆☆☆½

The Martian by Andy Weir

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Since 2013 The Martian was quiet in my kindle: it had time to become famous, to be chosen to become a movie (director Ridley Scott) before I noticed it.

The Martian by Andy Weir

The Martian was to me a great discovery – which denotes my foresight in book purchase; the story of Mark Watney, astronaut believed death but instead left alive by mistake on Mars, is very thrilling.

The story is well-built; the reader follows Watney’s progress by the log he writes or records in the available computer, but also he is able to follow what happens at the NASA and on Hermes, the spaceship where Mark’s crew mates are coming back to Earth.

This is one of the most obvious examples of hard science fiction: Mark does not omit technical details in his logs, and we follow him while he makes modification to the available instruments. The reader will come acquainted with the oxygenator and air regulator, with agricultural techniques on Mars and so on. Andy Weir’s skill is making so engaging such a technical novel.

Mark is a character that works, able to face a desperate situation with optimism and humor, and he is surrounded by minor characters (the novel in some parts is like a long main character monologue) that are well-built (a part from some of the Ares 3 mission crew mates, mostly for the few space they have).

It’s not a perfect novel, sometimes it goes too deep in technicalities to be fully appreciated, but it is a page turner, able to move the reader, that talks also about the good about humanity: the drive to the scientific discoveries and the one to help another human being in a desperate situation.


* The Martian by Andy Weir ★★★★☆

*I read this book in english

L’uomo di Marte by Andy Weir

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Dal 2013 L’uomo di Marte stava quieto nel mio kindle: questo romanzo indie ha fatto in tempo a diventare famoso e ad essere opzionato per un film (regista Ridley Scott) prima che mi saltasse agli occhi.

 

L’uomo di Marte by Andy Weir

The martian è stato una grande scoperta – che denota anche la mia lungimiranza negli acquisti libreschi; la storia di Mark Watney, astronauta creduto morto ma invece abbandonato per errore vivo su Marte, non può non risultare appassionante.

La storia è ben costruita: il lettore ha modo di seguire i progressi di Watney tramite i log che registra sul computer a disposizione, ma anche quanto avviene alla NASA e su Hermes, su cui stanno tornando i compagni di missione di Mark.

E’ uno degli esempi più palesi di hard science fiction: Mark non tralascia dettagli tecnici nei suoi log, e lo seguiamo mentre modifica la strumentazione a sua disposizione per sopravvivere. Il lettore avrà modo di conoscere nel dettaglio ossigenatori, regolatori d’aria, tecniche di coltivazione su Marte e così via. La bravura dell’autore sta proprio nel rendere il romanzo, così dannatamente tecnico, incredibilmente avvincente.

Mark è un personaggio ben riuscito, capace di affrontare una situazione disperata con il giusto ottimismo e spirito, ed è affiancato da personaggi relativamente minori (il romanzo in molte parti è praticamente un lungo monologo del protagonista) ma comunque ben caratterizzati (forse alcuni dei meno riusciti sono alcuni membri della missione Ares 3, anche a causa del poco spazio concesso).

Non è un romanzo perfetto, alcune parti entrano troppo nei dettagli tecnici per essere apprezzate appieno, ma è comunque una storia che tiene attaccati fino all’ultima pagina, che commuove e che ci parla anche del bello dell’umanità: la spinta verso la scoperta scientifica e quella per aiutare un altro essere umano in una situazione disperata.

 


* The Martian by Andy Weir ★★★★☆

*Ho letto questo libro in Italiano

I simulacri by Philip K. Dick

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In questo romanzo c’è di tutto: intanto una marea di personaggi le cui storie, all’inizio completamente scorrelate, si intersecano durante lo svolgimento della trama, ma anche temi vari e eventuali; macchine del tempo, viaggi su marte, poteri cinetici a molto altro.

L’ambientazione è una Terra del futuro in cui però la seconda guerra mondiale è finita in modo diverso da come sappiamo (questo stesso tema è già presente in La svastica sul Sole) e lo stato democratico-repubblicano che governa America e grossa parte dell’Europa è retto dal presidente (der Alte) e dalla first lady (Nicole). Ci sono però diversi segreti alla base del potere e il conoscerli o meno divide la popolazione nei Ge (i pochi che sanno) e nei Bes (il resto del popolo).
Su questo sfondo si alternano le vicende di una coppia di fratelli impiegati nelle due fabbriche concorrenti produttrici dei simulacri, quelle di due fratelli suonatori d’anfora che vogliono partecipare al talent show della Casa Bianca (questa storia in realtà nasce come racconto a se: “Novelty Act”, da qui Dick ha dato vita a tutto il romanzo), a quella di un pinista telecinetico ma instabile e dell’ultimo psichiatra rimasto e così via (perchè c’è molto altro).
La narrazione alterna le varie storie che acquistano sempre più punti in comune raggiungendo la conclusione; i temi sono vari, però uno dei principali è quello annunciato dal titolo stesso, quello che crediamo essere vero non lo è, quello che vediamo spesso è un simulacro, qualcosa messo lì per confonderci e tenerci buoni mentre il potere, assieme alla nostra sorte, è in altre mani.

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* I simulacri by Philip K. Dick – ★★★★☆

*Ho letto questo libro in Inglese

The Simulacra by Philip K. Dick

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This novel is full of different characters, whose stories starts uncorrelated and then start intersecting in the plot, of various topic, such time travel machines, trip to Mars, kinetic powers and so on.

The novel is set in a future Earth where the WWII ended differently  (this same theme is present also in  The Man in the High Castle) and where the democratic republican that governs the America  and part of Europe is represented by the president (der Alte) and by the first lady (Nicole). The political situation is full of secrets and the fact of knowing them divides the population among the Ge (the few who know) and the Bes (the rest of the people).

IOn this background the novel follows what happens to a couple of brothers employed in the competitor factories that produce the simulacra, the story of another couple of brother who want to win the talent show of the White House (this story is a born as a stand alone story: “Novelty Act”, from here Dick built the whole novel), and the story of a telekinetic but psychotic piano player and the one of the last alive psychiatrist and so on (because there is a lot more).

The novel skips from a story to the other ones until they have more and more common point until the conclusion; the themes are various, but one – declared by the title of the book itself – is about the fact that sometimes what we believe to be true is not, what we see is sometimes a simulacra, which function is to confuse and reassure us, while the actual power – and our fate – is in other hands.

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* The Simulacra by Philip K. Dick – ★★★★☆

*I read this book in English

[ARC] Red Rising by Pierce Brown

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As it says, we are standing on the shoulders of giants.

Leaving a side the Giants, it is clear that what was written before will influence what is written after: in particular in this novel lots of elements made me remember other books or movies ans this fact, together with a not always strong structure, made me uncertain on how to judge this book.

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