[ARC] Henni by Miss Lasko-Gross

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La storia di Henni è ambientata in un mondo fantastico popolato da uomini gatto; durante l’infanzia della ragazza il padre è stato arrestato a causa delle sue idee, Henni è cresciuta così con la madre – molto integralista dal punto di vista sociale e religioso – e con la sorella minore.

Raggiunta la maturità per Henni viene il momento di essere data in moglie a un uomo scelto tramite riti religiosi; la società infatti è molto legata a miti e imposizioni, e il potere è accentrato in mani maschili.

Scoprendo che in realtà il rito è manovrato dai sacerdoti Henni sfida le regole imposte e fugge, venendo in contatto così con civiltà differenti, ma accumunate da una rigidità dei costumi.

Henni è una graphic novel interessante che tratta il tema della crescita, della religione e delle imposizioni sociali in modo arguto. La pecca per me sta nel disegno, i personaggi sono molto simili tra loro e lo stile non mi ha fatto impazzire.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Henni’s story is set in a fantastic world where people are cat-men; during her childhood her father was arrested for his ideals, Henni then grew up with her mother – a religious and social foundamentalist – and with her smaller sister.

Once grown up Henni has to marry one of the man of the village, the husband is chosen by a religious rythe; the society Henni lives in believes in myths and religious impositions, and the power is in the hand of males and priests.

Henni discovers how the rythe is manipulated by the priests and decides to walk a forbidden path and then to run away; she then discovers other societies, different from her one but similar for impositions and rules.

Henni is an interesting graphic novel that deals about the coming of age, religion and society with a clever plot. The thing I did not like much is the drawing: the characters are quite alike and I did not particularly like the image style.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Henni by Miss Lasko-Gross ★★★☆

[ARC] Jackaby by William Ritter

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Abigail Rook, ragazza di buona famiglia fuggita di casa in cerca di avventure (sulla scia dello spirito paterno), approda nel New England e trova subito impiego come assistente di Jackaby, detective dell’occulto, esperto in crimini particolari e in grado di percepire tutto quello che di soprannaturale e paranormale lo circondi.

La città è proprio in quei giorni scossa dalla scoperta di un omicidio piuttosto anomalo a cui Jackaby decide prontamente di indagare. La trama da qui si dipana tra conflitti con la più tradizionale forza di polizia (che non crede a una parola dell’investigatore), alla scoperta di diverse creature soprannaturali e alla ricerca del vero colpevole.

Come struttura narrativa questo romanzo ricorda molto la serie di Lockwood & Co (ambientata in un’Inghilterra infestata da fantasmi e per ora composta da due romanzi: The screaming staircase e The whispering skull); anche qui la storia è narrata dal punto di vista dell’unico personaggio femminile, spalla dell’investigatore principale (caratterizzato dalla tendenza a nascondere le proprie scoperte o a comunicarle in modo criptico). Cito come termine di paragone la serie di Lockwood & Co perché abbastanza nota e recente, bisogna però ricordare che questo impianto risale anche a altri romanzi o serie (come quella di Sherlock Holmes ad esempio): un investigatore con un assistente, diversi punti di svolta nell’intreccio, trovate brillanti che il lettore può apprezzare solo in conclusione.

Nel complesso è un romanzo gradevole anche se non particolarmente originale.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Abigail Rook, a well-bred girl who runs away from home in the seek of adventure (in the wake of her father’s past), she arrives in the New England and she is employed as Jackaby assistant, him being an occult detective, expert in peculiar crimes and able to perceive everything supernatural and paranormal is around him.

The day Abigail arrives in the city is discovered a strange murder that Jackaby chooses to investigate on. The plot from this point forward is about conflicts between Jackaby and the more traditional approach of the police (that does not believe a world of the detective), the discoveries of different strange creatures and the investigation to find the true culprit.

The narrative structure is very alike to the one of the Lockwood & Co series (set in an England where ghosts come to haunt the people and till now formed by two novels, The screaming staircase and The whispering skull); in both the novels the main point of view is the one of the only female character, assistant of the main detective (who tends to avoid explaining his discoveries or explain them in the most cryptic way). I’m referring to a comparison with the Lockwood & Co series since it’s new and known, however this narrative structure can be found also in other books (the novels about Sherlock Holmes for example):there is a detective with an assistant, there are some turning points in the plot and clever ideas that the reader may appreciate only in the end.

Jackaby overall is a nice novel, but not a particularly innovative one.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Jackaby by William Ritter ★★★

Signore e signorine: corale greca by Beatrice Masini

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le voci segrete
che nessuno sente
le voci delle donne
le parole che non si leggono nei poemi
le parole che i poeti non vogliono
che loro non sanno

In questo libro – che romanzo non è, più una raccolta di racconti accumunati da scopo e premesse – l’autrice dà voce alle protagoniste di miti e drammi della tradizione greca.

Tutte le donne protagoniste di miti, ma che li hanno in qualche modo subiti, visto che l’azione – e la decisione – toccava agli uomini, hanno la possibilità di raccontare il proprio punto di vista mentre al lettore è data quella di osservare il poema da un altro angolo, non quello della guerra, dell’uomo protagonista ed eroe, ma da quello di coloro che aspettavano e che vedevano la propria sorte mutare per il volere altrui.

Una raccolta scorrevole e molto interessante: ogni voce è preceduta da un riassunto che contestualizza la vicenda raccontata; è sicuramente più godibile se si conoscono i poemi e miti che sono la base su cui sono costriute le parole delle donne protagoniste, non è sicuramente necessario conoscerli a menadito, però averne almeno un vago ricordo aiuta.

L’ispirazione per la lettura me l’ha fornita il suggerimento de La città dei libri sognanti.

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Signore e signorine: corale greca by Beatrice Masini – ★★★★☆

La grande festa by Dacia Maraini

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La grande festa è quella che veniva fatta alla morte di una persona secoli fa.
E il tema della morte è quello portante di questo libro, un insieme di ricordi e riflessioni della scrittrice che ci parla delle perdite che le sono state più a cuore e che l’hanno più segnata, in particolare la sorella Yuki, morta giovanissima di una malattia devastante e il compagno Giuseppe.

I ricordi – che emergono in ordine sparso – sono accompagnati da riflessioni sul tema della morte nei miti (ad esempio Orfeo ed Euridice) e sull’evoluzione del rapporto con anziani e morenti nel corso della storia; mentre un tempo l’anziano era fonte di conoscenza e la morte era un evento vissuto nella comunità [e da qui la grande festa] i meccanismi della società odierna tendono sempre più ad allontanare l’anziano o il malato ed a relegare la morte dove non possiamo vederla [ospedali, case di riposo], forse è per questo che la temiamo sempre più?

E’ una lettura molto interessante che avvicina alla scrittrice e offre numerosi spunti di riflessione sul tema [anche semplicemente per le opere citate], inoltre è un piacere da leggere per la scrittura ricca e curata [ma chi più parla dei boccoli che scendono come pampini d’uva? Un’immagine meravigliosa].

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La grande festa by Dacia Maraini ★★★★☆

Miti & romanzi

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A volte gli autori prendono spunto da miti e leggende dei paesi più svariati per trarre ispirazione per una storia o per parlare del mito in un contesto differente.

Personalmente trovo queste ispirazioni estremamente affascinanti: lasciando un attimo da parte la qualità della storia finale il mezzo consente di apprendere qualcosa di nuovo dalle culture che ci cirocondano o che ci hanno preceduto.

Riporto le mie riflessioni su tre romanzi basati su miti – completamente diversi fra loro -, il risultato finale non è sempre all’altezza delle premesse (sto parlando di The scorpio races), ma le premesse sono  immaginifiche:

  • The fox woman by Kij Johnson – riprende il mito giapponese delle Kitsune, le donne volpe, la stessa storia, in versione di racconto, è contenuta nella raccolta “At the mouth of the river of bees” di cui ho già parlato.
  • The scorpio races by Maggie Stiefvater – basato sul mito dei Capaill Uisce, mostri acquatici dall’aspetto di cavalli; dei tre è il romanzo che ho meno apprezzato
  • The brides of Rollrock Island (o Sea Hearts) by Margo Lanagan – che prende spunto dal mito delle selkie, le donne foca strappate dal mare per godere di un’esistenza umana.

Immagini da Wikipedia

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