De Giovanni & Il commissario Ricciardi – le festività

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Nell’attesa di mettere le mani sull’ultimo romanzo di Maurizio De Giovanni, “Buio”, e visto che non si vedono all’orizzonte nuovi romanzi con protagonista il commissario Ricciardi, ho pensato di fare il punto su questa serie, con “Buio” invece dedicherò un post ai Bastardi di Pizzofalcone (altre epoche, altri poliziotti).

Per quanto concerne Ricciardi invece, dopo il ciclo delle stagioni di cui ho già parlato, l’autore ha iniziato con i riferimenti alle festività (segnate anche dal cambio di editore, da Fandango ad Einaudi), i romanzi sono comunque in tutto e per tutto un proseguimento della serie già avviata.

I lati positivi di questi romanzi:

  • l’ambientazione nella Napoli fascista – descrizioni vivide di persone e ambienti, il lavoro di ricostruzione è molto accurato e decisamente ben riuscito;
  • la descrizione della psicologia dei personaggi – i personaggi principali sono ben delineati, Ricciardi in primis;
  • lo stile – fluido ed estremamente gradevole, questi romanzi scorrono in un batter d’occhio;

Non si può dire che siano perfetti però, tra i lati negativi:

  • il triangolo amoroso – figura geometrica demoniaca scesa sulla Terra per esasperare i lettori, di questo demone lo scrittore è evidentemente posseduto dato che ogni suo commissario riesce a trovare due donne per cui struggersi;
  • le copertine – io preferivo quelle di Fandango.

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