Il dono della fata by Gail Carson Levine

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Ella vive in un mondo magico, e alla nascita ha ricevuto anche il dono di una fata: l’obbedienza. Difficile definirlo un dono ben gradito, anche perchè Ella è costretta a obbedire ogni volta che le viene ordinato qualcosa, altrimenti dolori fortissimi la assalgono.

La ragazza era molto legata alla madre, che però muore quando Ella è ancora una ragazza, e il padre – un serio mercante, disposto a tutto pur di arricchirsi – inizia a frequentare una odiosa donna ricca, madre di due altrettanto odiose e maligne ragazze.

Il dono della Fata è un intelligente retelling di Cenerentola (premiato anche come Newbery Honor) in cui Ella cresce affrontando diverse situazioni, anche spiacevoli, e dimostra che spesso una ragazza riesce a cavarsela da sola, anche senza un principe che arrivi in soccorso.

La storia è ben costruita: i rimandi alla fiaba sono evidenti, ma sono arricchiti da molti altri elementi, alcuni anche divertenti, come la Fata Lucinda e i suoi drammatici doni a fin di bene.

Dell’edizione italiana mi lascia perplessa la copertina: perchè mettere una ragazza in contemplazione di un portacandela? boccia di Natale con le stelline? come riferimento al romanzo?


* Il dono della fata by Gail Carson Levine ★★★★☆

*Ho letto questo libro in Italiano

[ARC] Solo per sempre tua by Louise O’Neill

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Imprecisate e ininfluenti catastrofi naturali e sociali hanno plasmato il mondo di cui racconta Louise O’Neill; gli Stati sono collassati nelle Zone (Europea, America e Indo-Cinese), macroaree che raggruppano la popolazione rimasta: la storia si svolge in quella Europea, ma l’impostazione delle Zone è standard.

Nelle Zone l’evoluzione della popolazione è controllata, la società, ora nettamente misogina, consente la nascita solo dei figli maschi, destinati ad ereditare le professioni paterne e a gestire tutte le attività (dal commercio alla giustizia al governo), mentre le donne vengono create geneticamente tendendo alla perfezione estetica, così da soddisfare al meglio il gusto maschile.

Le eve, così definita la categoria femminile, crescono in scuole dove imparano a truccarsi, a vestirsi, a competere per essere le più belle (e c’è sempre margine di miglioramento), dove continuano a prendere medicinali per dormire, per avere la pelle perfetta, per non ingrassare,… e la loro educazione (che non comprende certo l’alfabeto, sia mai che dimostrino ambizioni non programmate) culmina a 16 anni, età in cui vengono presentate ai ragazzi loro coetanei che potranno scegliere le loro compagne.

Il destino delle eve si conta sulle dita di una mano: possono essere compagne, quindi mogli, quindi per forza madri – pena la rottamazione anticipata, comunque oltre i 40 anni vengono eliminate visto che la vecchiaia rende brutte – oppure concubine per soddisfare qualunque desiderio oppure caste e quindi destinate a insegnare nella scuola. Oppure, ultima e molto improbabile eventualità, possono essere mandate sottoterra per essere studiate in caso di malfunzionamento, in modo da correggere per tempo le generazioni di eve future.

Solo per sempre tua è la storia di frieda, una eva ormai al suo ultimo anno (eh sì, valgono talmente poco che non si meritano neanche la maiuscola) in cui è costretta ad affrontare diversi cambiamenti: oltre alla tensione per la fine del percorso – e l’incontro con gli eredi – frieda si barcamena nel mantenere il rapporto di amicizia con isabel, bellissima e sempre prima nella graduatoria dell’anno, che però ha comportamenti sempre più strani, tendenti quasi all’auto-distruzione.

frieda si trova in bilico tra l’affetto per l’amica e il desiderio di appartenere al gruppo di eve più popolari, da sempre invidiose di isabel e pronte a prenderla di mira al minimo segno di debolezza. E mentre il mondo di frieda sembra andare in pezzi l’ultimo anno di scuola prosegue e gli eredi arrivano a incontrare le ragazze.

Only ever yours è un romanzo avvincente e che non lascia spazio all’allegria, non perché racconta cose finte e tremende, ma perché estremizza cose vere e reali. Da una parte l’identificazione della donna nelle due categorie estreme, moglie fedele e madre o prostituta, senza tenere in conto aspirazioni, desideri e sentimenti; nel romanzo le eve sono cose da possedere e che si possono gettare quando ci si stanca, nulla di più.

Dall’altra le gelosie e le continue critiche alle spalle delle altre ragazze, perché quella è troppo grassa, è troppo magra, ma come le dona poco quel colore, ma come si è vestita, io in quello sono meglio, sarò bella abbastanza, sarò magra abbastanza, mangio di meno, guarda le cosce, guarda i capelli, … perché alla fine a tutte è capitato di criticare, di giudicarsi, di confrontarsi con i modelli spesso sbagliati che ci vengono offerti.

Only ever yours è un romanzo drammatico ma che aiuta a riflettere su quello che siamo e su quello che vogliamo essere.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.


* Solo per sempre tua by Louise O’Neill ★★★★

*Ho letto questo libro in inglese