Roderick Duddle by Michele Mari

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Roderick è il figlio di una delle prostitute impiegate all’Oca Rossa, locale di dubbia fama gestito dal signor Jones, uomo dal dubbio passato. Qualche tempo dopo la morte della madre, Jenny la Magra, il destino si metterà in moto per rendere Roderick l’orfano più bramato d’Inghilterra scoprendolo unico erede della fortuna della casa Pemberton.

Il denaro – o meglio, il desiderarlo – saràragione sufficiente per destare l’interesse di vari individui senza scrupoli: Jones per primo, la badessa del convento (in cui Jenny era stata in origine abbandonata), amministratori e notai, ma anche suore, dottori, damerini, in una mutevole danza di amicizie, accordi, prevaricazioni e molti omicidi. Roderick si ritrova, per la maggior parte del tempo inconsapevolmente, circondato da individui diversamente malvagi e corrotti (chi dal denaro, chi dal potere, chi dal desiderio) e riceverà l’aiuto di quei pochi personaggi positivi e disposti ad aiutare senza interessi propri.

Il romanzo è un’avventura il cui il lettore segue le vicende di uno e dell’altro personaggio, senza mai però perdere di vista Roderick, a seconda delle decisioni del narratore – e scrittore – la cui voce fuori campo sceglie cosa celare e cosa mostrare man mano.

Il romanzo è anche un chiaro omaggio ai romanzi di avventura dei tempi passati, e non mancano riferimenti più o meno velati a Stevenson (L’isola del tesoro prima di tutto), Dickens e così via, diventando così anche un gioco di citazioni (niente di nuovo se si conosce l’autore), che ho trovato più godibile di quello estremo di “Tutto il ferro della Torre Eiffel”.

Nel complesso un romanzo molto godibile, anche se a tratti mi è parso troppo forzato: ad esempio la parte ambientata sulla nave da una parte mi ha ricordato Stevenson per la ricchezza di termini specifici, ma dall’altra mi è sembrata uno strafare, un voler far vedere che si conoscono i termini e che si può scrivere qualcosa analogo all’Isola del tesoro.
Continuando il paragone con L’isola del tesoro, ed il fantastico personaggio che è il cuoco della nave, non ho trovato nessun personaggio in “Roderick Duddle” che fosse all’altezza, come antagonista, di quello scritto da Stevenson.

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Roderick Duddle by Michele Mari ★★★☆☆½

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La compagnia dei Celestini by Stefano Benni

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La compagnia dei celestini l’ho letto per la prima volta almeno dieci anni fa, poi sciagura volle che lo prestassi ad un’amica (ora non più tale) e che il libro sparisse così dalla mia libreria.

E si potrebbe aprire una lunga e sofferente parentesi sul perchè la gente ritiene il libro oggetto da non restituirsi, ma sorvoliamo.

Ai tempi mi era piaciuto perchè l’autore parlava in modo differente dagli autori dei classici e faceva divertire con situazioni assurde, a rileggerlo oggi alcune parti le trovo troppo. Troppo descrittive, troppo stressata la ricerca della risata, dell’assurdo, del non convenzionale.

Quello che è vero però è che il contenuto del romanzo, nonostante siano passati anni, sia sempre valido: e questo deve far riflettere, perchè è segno che il nostro Paese persevera nel peggiorare.

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