La rete di protezione by Andrea Camilleri

Standard

L’estate non è estate senza un Montalbano da leggere, e anche quest’anno siamo stati accontentati; La rete di protezione è il primo romanzo scritto sotto dettatura.

Vigata sembra piombata negli anni ’50 per via di una serie tv in corso di riprese ambientata in quel periodo. Rispolverando i filmini d’epoca registrati dal padre, l’ingegnere Ernesto Sabatello trova alcune riprese piuttosto strane: tutte inquadrano un pezzo di muro e sono girate ogni anno sempre nello stesso giorno.

Montalbano viene interpellato in merito e si incuriosisce, non essendoci casi che richiedono la sua attenzione.

La rete di protezione è un giallo anomalo per il commissario, nessun omicidio da risolvere ma solo due indagini che impegnano il commissariato. Era da un po’ che non mi piaceva così un Montalbano, e questo romanzo me lo sono proprio goduto. 


* La rete di protezione by Andrea Camilleri ★★★★☆

 

Stone Mattress: nine tales by Margaret Atwood

Standard

Stone mattress: nine tales raccoglie nove racconti della ben nota autrice Margaret Atwood (per chi non la conoscesse ancora consiglio Il racconto dell’ancella). Non è una raccolta tematica e ogni racconto è a sè stante, a parte i primi tre che compongono una sorta di trittico (con personaggi comuni ma punti di vista differenti).

Ho letto la raccolta con le mie amiche online (le stesse con cui ho affrontato The Weird: A compendium of strange and dark stories che si è meritato una recensione collettiva) e l’opinione generale è condivisa: i racconti rimangono gradevoli per la grandissima abilità nello scrivere dell’autrice – ci si accorge quando qualcosa è *bello* da leggere – però sono spesso deboli per quanto riguarda la trama.

Ci sono ovvie eccezioni, ho apprezzato molto Lusus Naturae, The Freeze-dried groom, Stone mattress e Torching the Dusties; un po’ meno il trittico iniziale (Alphinland, Revenant, The Dark Lady), The dead hand loves you e I dream of Zenia with the bright red teeth (ma questo è legato al romanzo The robber bride che non ho letto).

L’atmosfera della raccolta, per la maggior parte dei racconti, ha il sapore della malinconia; i personaggi guardano al passato, alla gioventù, a quello che erano e che avrebbero potuto essere se la vita non si fosse messa in mezzo. Come commentava durante la lettura Tintaglia, questo passato mai superato, oppressivo, che segna l’esistenza dei personaggi, è molto triste.

_______

Stone mattress: nine tales collects nine stories written by the well-known writer Margaret Atwood (for the ones who do not know her I suggest The handmaid’s tale). It’s not a thematic collection and each tale stand aside from the others, a part the first three that are a triptych (characters in common but different point of view).

I read the book with my online friends (the same with I faced The Weird: A compendium of strange and dark stories that deserved a collective review) and the general opinion is shared: the tales are nice for the great skill of the writer – we feel when something is *beautiful* to read – but sometimes the plot are weak.

There are exception, of course, I liked a lot Lusus Naturae, The Freeze-dried groom, Stone mattress and Torching the Dusties; less the beginning triptych (Alphinland, Revenant, The Dark Lady), The dead hand loves you and I dream of Zenia with the bright red teeth (but this tale is connected to a novel I have not read, The robber bride).

The book atmosphere, for most of the tales, is melancholic, the characters look at the past, at their youth, at what they were and what they could have become if life had not meddle with them. As my friend Tintaglia commented during the reading, this never overcome past, oppressive, that marks the whole existence of the characters, is so sad.

_______

Stone Mattress: nine tales by Margaret Atwood ★★★☆☆

La seconda generazione. Quello che non ho detto a mio padre by Michel Kichka

Standard

L’autore racconta in questa graphic novel di suo padre, della sua famiglia e della costante presenza tra loro del ricordo di Buchenwald, a cui il padre è sopravvissuto.

Come in Maus emerge qui come anche la sopravvivenza influisca sull’educazione dei figli e su come si sceglie di vivere la vita: non è possibile slegarsi dal ricordo di quello che è accaduto e questo si riflette nell’interpetare, per il padre di Michel, ogni successo proprio o dei figli come uno sberleffo a Hitler ed ai nazisti.

Il passato incombe ed influisce anche sulla vita della seconda generazione – Michel ed i suoi fratelli e sorelle – sia per le domande inespresse che suscita, sia per il rapporto con i genitori (che in questo caso ad esempio desiderano molti figli come riscatto alla morte che li ha circondati ma che allontanano poi verso lontani collegi per non occuparsene).

Trovo interessante questa visione indiretta (che in alcuni capitoli è presente anche in Maus, dove però predomina il ricordo dei lager del padre) che mostra la vita di una famiglia senza però censurane i difetti e che rende il lettore partecipe dei dubbi che si pone l’autore su famiglia, passato ed il proprio modo di affrontare la vita.

Meno intenso di Maus, che gli preferisco, ma comunque una visione interessante e diversa.

_______

La seconda generazione. Quello che non ho detto a mio padre by Michel Kichka ★★☆☆½

unastoria by Gipi

Standard

Primo libro che leggo di questo autore e sono combattuta su cosa ne penso.

Partiamo dalla grafica: stupenda, soprattutto le tavole a colori con l’acquerello che riesce ad enfatizzare il contenuto emozionale che la pagina vuole trasmettere, belli più di tutto i paesaggi.

Ho apprezzato molto anche l’alternanza di tecnica grafica per differenziare il reale (piatto e monocromatico) all’immaginativo ed al passato, a colori.

Delle due storie raccontate – che hanno come connessione Silvano Landi, di una diretto protagonista e narratore dell’altra – ho preferito quella ambientata durante la prima guerra mondiale mentre ho trovato più inconsistente l’altra.

Ci viene presentato un protagonista arrivato al tracollo emotivo, determinato da eventi precedenti, che si interfaccia con la sopracitata realtà monocromatica e tendenzialmente malvagia (i dottori senza scrupoli, …), come a voler bipolarizzare l’umanità: i sognatori buoni da una parte e i concreti cattivi dall’altra (considerazione espressa in altre recensioni lette e che dopo rimuginamento condivido).

_______

unastoria by Gipi ★★★★☆

 

To the moon by Freebird Games

Standard

Read this post in English

“To the moon” è un videogioco indie dalla grafica retrò, realizzato dalla Freebird Games con il supporto di Kan Gao.

Lo stile di gioco è minimale: bastano le frecce per muoversi e il mouse è necessario solo per interazioni elementari, non è decisamente un videogioco frenetico.

Si tratta quasi di una storia interattiva (e con storia intendo un film o un libro), il bello infatti sono i dialoghi che consentono di comprendere sempre meglio gli avvenimenti e il lento riscoprire del passato dell’inconscio protagonista. Non ci sono voci, tutti i dialoghi sono stampati come fumetti e gli unici suoni che accompagnano il gioco sono le musiche composte da Kan Gao.

Dr. Eva Rosalene e Dr. Neil Watts lavorano per una società che consente, grazie a moderne ed innovative tecnologie, alle persone che stanno per morire di vedere realizzato il proprio sogno di vita nell’ultimo istante: si cancellano le memorie precedenti e si impianta una nuova storia, il malato morirà comunque, ma avrà la serenità del sogno avverato e di una vita vissuta pienamente.

In questo episodio – che spero sia solo l’inizio di una lunga serie – i due dottori si trovano con un desiderio inaspettato: Johnny vuole raggiungere la luna, spetterà ai due dottori rintracciare cosa ha scatenato questo desiderio e cosa l’ha inibito.

Attualmente [08/01/2014] il gioco è disponibile in un humblebundle al prezzo che si desidera, un’ottima occasione per provarlo.

[ARC] Three bird summer by Sara St. Antoine

Standard

Read this post in English

Come ogni anno Adam passa l’estate nella casa sul lago della nonna, molte però le differenze rispetto alle estati passate: i genitori di Adam si sono separati e i cugini da parte paterna non sono stati invitati al lago; la nonna Viola sembra dimenticare sempre più spesso cose e persone e la casa vicina ha dei nuovi proprietari con una figlia, Alice.

Adam ed Alice condivideranno la natura che il lago ha da offrire oltre che una caccia al tesoro che li porterà nel passato, ai tempi della costruzione delle casette.

Three bird summer è un romanzo gradevole, la scrittrice è stata capace di rendere le impressioni di un ragazzino dodicenne e il suo stupore nel riscoprire una natura sconosciuta nelle città.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

_______

* Three bird summer by Sara St. Antoine ★★★☆☆½

*Ho letto questo libro in Inglese