Three (good) books about loss

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Losing a parent, a friend of someone we love is always hard and painful to accept: everybody has his own way to deal with the loss.
Keeping on reading you will find the reviews of three books (2 novels and a graphic novel) dealing this topic without being banal, every one of them with a particular narrative and expressive way.

The novels:
“Tell the wolves I’m home” di Carol Rifka Brunt
“A monster calls” di Patrick Ness

The graphic novel:
“I kill giants” by Joe Kelly

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Il tema della perdita in tre (ottimi) libri

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La perdita di un genitore, di un amico o di qualcuno che ci è caro è sempre difficile da accettare: ogni persona potrà affrontarla in mille modi differenti.
Continuando a leggere troverete le recensioni di tre libri (due romanzi e una graphic novel) che si occupano di questo tema senza banalizzarlo, ognuno con scelte narrative e creative differenti.

I romanzi:
“Promettimi che ci sarai” di Carol Rifka Brunt
“Sette minuti dopo la mezzanotte” di Patrick Ness

La graphic novel:
“I kill giants”

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The knife of never letting go by Patrick Ness

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For the October reading group for the YA Goodreads group, for the dystopia / post apocalyptic theme, The knife of never letting go by Patrick Ness was chosen.

The novel starts with a catchy idea but I did not like the plot development. I like a lot the choice of the original title, because of the recalls during the novel: a knife implying a life choice about what to pursue and become. The Italian one is not as good (Il buco del rumore): it reminds some elements in the novel but is way less evocative and sharp.

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La fuga by Patrick Ness

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Per il gruppo di lettura di Ottobre per il gruppo YA su goodreads è stato scelto, per il tema distopia / post apocalittici, The knife of never letting go di Patrick Ness.

Un romanzo che parte con un’idea interessante ma che non ho pienamente apprezzato. Mi è piaciuta invece la scelta del titolo originale, soprattutto per i richiami che ha nel corso del romanzo, un coltello che implica anche una scelta di cosa si vuole perseguire ed essere. Stendiamo invece un velo sul titolo italiano (Il buco del rumore) che sì, è legato al romanzo ma trovo meno incisivo e evocativo.

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