[ARC] Bull by David Elliott

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Bull è una riscrittura del mito di Teseo e il minotauro in versi. Questo retelling non va a modificare ambientazione o personaggi, ma l’autore sceglie di approfondire le parti che il mito originale sorvola: l’adolescenza di Asterion (il minotauro) e le relazioni tra i personaggi.

A dettare il ritmo della narrazione sono gli interventi di Poseidone, cinici, sarcastici e divertenti: la divinità sceglie quali voci ascoltare inquadrando i diversi personaggi coinvolti (Minosse, Pasifae, Asterion, Arianna, Dedalo).

Il libro si compone quindi di monologhi in poesia – i personaggi non interagiscono tra loro – che hanno struttura diversa in funzione del personaggio parlante, l’unico che non è vincolato da uno schema prefissato è, ovviamente, Poseidone.

Ho trovato Bull divertente e scorrevole, la struttra in versi non ostacola la lettura, anzi permette all’autore di inserire diverse frasi a effetto.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


* Bull by David Elliott ★★★★☆

*Ho letto questo libro in inglese

The Deep End of the Sea by Heather Lyons

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Suddenly Frodo noticed that a strange-looking weather-beaten man, sitting in the shadows near the wall, was also listening intently to the hobbit-talk. He had a tall tankard in front of him, and was smoking a long-stemmed pipe curiously carved. His legs were stretched out before him, showing high boots of supple leather that fitted him well, but had seen much wear and were now caked with mud. A travel-stained cloak of heavy dark-green cloth was drawn close about him, and in spite of the heat of the room he wore a hood that overshadowed his face; but the gleam of his eyes could be seen as he watched the hobbits.

Questo è il primo incontro degli hobbit con Aragorn: ad una prima occhiata non sappiamo cosa aspettarci da lui, magari anche una fonte di pericolo.
Dopo poco capiremo la sua funzione positiva nella compagnia, confermandoci che “All that is gold does not glitter”.

Però può capitare anche il contrario, un esempio è questo romanzo, “The Deep End of the Sea”, che si propone come un’innocuo young adult, fino a svelare la sua subdola vera natura: l’harmony.

Ora, dell’harmony ho già trasversalmente parlato commentando il romanzo di Stefania Bertola che insegnava come scriverne uno ed era, decisamente, l’unico romanzo del genere spontaneamente scelto per la lettura.

Questo commento seguirà quindi i momenti salienti in cui “The Deep End of the Sea” mi ha mostrato la sua vera natura.

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