Nel buio della mente by Paul Tremblay

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La famiglia Barrett è una famiglia Americana della media borghesia come tante: madre, padre e due figlie, Meredith di 8 anni e Marjorie di 14. Come ogni famiglia, anche i Barrett hanno alcuni problemi, il padre ha perso il lavoro e la figlia maggiore mostra i sintomi di un disturbo mentale, e per questo è in cura da uno specialista.

La situazione precipita, i sintomi peggiorano, le cure sembrano non fare effetto: John Berrett, nel pieno di una fase mistico-religiosa, si convince che la figlia è posseduta da un demone. Per aiutarla si convince a coinvolgere la famiglia nella produzione televisiva “Posseduta”, in cui le vicende della famiglia verranno seguite da una troupe televisiva.

Tutto quello che vi ho raccontato però non lo viviamo nel presente, bensì nel ricordo di Merry che, quindici anni dopo la vicenda, ripercorre gli avvenimenti con Rachel, scrittice che si dedicherà alla stesura di un libro incentrato sulla famiglia Barrett.

Abbiamo quindi eventi mediati dal tempo che è passato, dal fatto che Merry al tempo era una bambina e analizzati da una blogger, Karen, esperta di horror e del programma “Posseduta”. A questo si aggiunge il tema della follia religiosa (Marjorie è posseduta o è solo molto malata?) e la crudezza della realtà televisiva (quanto c’è di vero – e di falso – nelle riprese per la trasmissione?).

Il bello di questo romanzo sono le prime due parti, in cui i diversi elementi sono perfettamente equilibrati e che scorrono veloci tra tensione e brividi, e il fatto che alla fine non ci sono risposte definite, ma tanti spunti di discussione.

Discussione sulla trama – siamo come lettori talmente sommersi dall’inaffidabilità dei narratori che tutto può essere vero, e sui temi principali, ovvero il fanatismo religioso e la crudeltà dei media che fungono da catalizzatori degli eventi.

Riflettendo con altri che l’hanno letto, la terza parte è la più debole, anche per l’omaggio (che io onestamente non avevo colto immediatamente) a Shirley Jackson che sembra usato anche per semplificare il finale. Perdono comunque questa caduta di ritmo perchè i due terzi del romanzo sono stati un’esperienza di lettura notevole.


* Nel buio della mente by Paul Tremblay ★★★★★

*Ho letto questo libro in inglese

[ARC] A calculated life by Anne Charnock

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Jayna vive una vita calcolata: non è un essere organico vero e proprio (un essere umano), ma un costrutto dell’ingegneria genetica volto a presentare all’estremo alcune caratteristiche, come la logica, l’analiticità, in modo da essere estremamente efficiente sul lavoro senza essere distratta dalle comune emozioni.
Di esseri come lei ne è pieno il mondo futuro descritto dal romanzo, diverse categorie di lavori sono affidate preferibilmente a loro, così efficienti. Gli esseri umani invece o riescono a guadagnare posizioni dirigenziali o sono costretti a lavori più umili e a vivere nella degradata perifieria.

Quelli come Jayna invece vivono tutti insieme in strutture centrali dove possono essere monitorati dal Costruttore, alcuni di loro infatti presentano anomalie che costringono il Costruttore (una sorta di multinazionale di cui si sa ben poco) a ritirarli.
La stessa Jayna si accorge di cambiare di giorno in giorno: è sempre più interessata alla vita dei colleghi organici, sviluppa hobby e si sente attratta da un collega.

Il romanzo è interamente narrato dalla prospettiva della protagonista, questo permette di seguire l’evoluzione della sua personalità, da persona estremamente analitica fino a sviluppare tratti più spiccatamente umani.

La costruzione del mondo esterno è sempre mediata dagli occhi della protagonista, in questo modo il lettore scopre la struttura della società man mano che Jayna descrive i diversi luoghi che visita; il romanzo è interessante e gradevole, molto concentrato sulla componente psicologica e sulla presa di coscienza di Jayna.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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* A calculated life by Anne Charnock ★★★☆☆½

*Ho letto questo libro in Inglese

La casa tonda by Lousie Eldrich

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This book is set in 1988, but the tangle of laws that hinder prosecution of rape cases on many reservations still exists. “Maze of Injustice,” a 2009 report by Amnesty International, included the following statistics: 1 in 3 Native women will be raped in her lifetime (and that figure is certainly higher as Native women often do not report rape); 86 percent of rapes and sexual assaults upon Native women are perpetrated by non-Native men; few are prosecuted.

Il romanzo “The round house“, ambientato in Nord Dakota e in particolare vicino a una riserva indiana, inizia parlando di un tema tristemente tragico: lo stupro di donne native.

La madre del protagonista è vittima di violenza, lo shock renderà difficile ricostruire la vicenda e la donna si richiuderà in se stessa nel tentativo di superarne il ricordo.Il marito, un giudice, e il figlio adolescente Joe cercheranno di scoprire l’autore del gesto e di ottenere giustizia.

Il tema è sicuramente interessante e anche l’ambientazione all’interno di una realtà poco conosciuta – quella dei nativi americani – lo è altrettanto: il romanzo fa conoscere un diverso modo di vivere e personaggi vari.

Quello che non mi è piaciuto è lo stile utilizzato: tutto viene filtrato dal punto di vista di Joe, dialoghi inclusi, temo che questo abbia appesantito la lettura che ho effettivamente trovato difficile. Un altro aspetto che mi ha poco convinto è l’evoluzione della vicenda; alcuni atteggiamenti del ragazzo e dei suoi amici mi sono parsi troppo eccessivi rispetto alla loro età, può però essere una carenza mia la poca conoscenza del contesto.

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* La casa tonda by Louise Eldrich ★★☆☆☆

*Ho letto questo libro in Inglese