[ARC] Limited Edition by Aude Picault

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Il libro segue una fetta della vita di Claire, trentenne e infermiera neo-natale, mentre si barcamena tra relazioni lampo, mentre desidererebbe una relazione più stabile, finalizzata anche alla costruzione di una famiglia.

La storia riprende dubbi direi comuni in una donna di 30+ anni, e dà uno spaccato realistico dal punto di vista della protagonista.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


* Limited Edition by Aude Picault ★★★★☆

*Ho letto questo libro in inglese

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La giusta mezura by Flavia Biondi

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La Giusta Mezura per me conferma il talento di Flavia Biondi che avevo già apprezzato nei suoi lavori precedentemente pubblicati, in parte da Bao (Generazioni), in parte da Renbooks (Barba di perle, L’orgoglio di Leone).

In questo libro protagonisti sono Manuel e Mia, che stanno insieme e convivono, con innumerevoli inquilini, in un appartamento a Bologna. Hanno trent’anni e vivono tra il precariato e stipendi e lavori non appaganti; Mia in particolare detesta il suo lavoro, mentre Manuel è concentrato nello scrivere i capitoli di un romanzo di ispirazione medievale, che poi pubblica a puntate sul web.

La consapevolezza di questa incertezza in cui vivono li ha portati lentamente ad allontanarsi, in particolare Mia sembra alla ricerca di un cambiamento, nonostante di Manuel sia ancora innamorata.

La giusta mezura è l’equilibrio che i protagonisti dovranno trovare per affrontare le sfide di questo presente così ostile, e per tornare in pace con sè stessi e con l’affetto reciproco.

Il libro ci parla delle storie d’amore, perchè – relativamente in poche pagine – ci viene offerta una panoramica di cosa succede alla passione su tempi più lunghi, quelli della convivenza, della famiglia, ma ci parla anche di una generazione (quella dei trentenni di oggi, in cui mi ritrovo anche io) che, anche per via del contesto storico e lavorativo, fatica a ritenersi ormai adulta.


La giusta mezura by Flavia Biondi ★★★★★

 

Nudo d’uomo con calzino e altre imperdonabili gaffe del maschio sotto (e sopra) le lenzuola by Giulia Blasi

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Io Giulia Blasi non sapevo chi fosse, poi ho letto una recensione su The book Girls e ho deciso di leggere sia il romanzo recensito (Only Ever Yours) e quelli che aveva scritto.

In questo libro sono raccolte alcune esperienze tragi-comiche che diverse donne hanno avuto con i loro partner: dai maniaci dell’ordine ai maniaci e basta, dagli insistenti ai maleducati, ma anche storie un po’ più durature.

E’ vero che in una relazione di solito si sbaglia in due, però ogni tanto è divertente perdersi in queste prese in giro e vedere solo le imperdonabili gaffes altrui.

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Nudo d’uomo con calzino by Giulia Blasi ★★★☆☆½

Fermo by Sualzo

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Anni ’90. A Sebastiano tocca fare il servizio civile per evitare quello militare, e si prospetta davanti a lui un anno a Bibbiena, piccola cittadina in provincia di Arezzo. Sebastiano verrà assegnato al servizio sociale, il suo compito sarà passare del tempo con persone o famiglie in difficoltà.

Sebastiano è insicuro, e non sa bene quale strada prenderà la sua vita, ma proprio quell’anno lontano da casa, quell’anno di immobilità, gli sarà di immenso aiuto nel cambiare atteggiamento.

La graphic novel, dal sapore autobiografico, ci racconta le insicurezze del protagonista, la sua crescita, e con tanta delicatezza il rapporto con le persone assistite. E’ stata una lettura coinvolgente e bella.

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Fermo by Sualzo ★★★★☆

[ARC] Good-Bye Geist by Ryo Hanada

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Good-bye Geist è una storia ambientata in un liceo Giapponese: Yuki, la protagonista, subisce delle molestie durante il viaggio in treno verso la scuola e nota un compagno di classe, Matsubara, che sembra la stia riprendendo con il cellulare.

Yuki si confida con gli amici che riconducono tutto a Spirit, una figura misteriosa che sette anni prima aveva aggredito alcuni ragazzi e che qualcuno sta imitando facendo trovare gatti uccisi nella scuola. Nel manga si intrecciano diverse storie, tra cui la ricerca della vera identità di Spirit e il rapporto tra Yuki e Matsubara (che essendo particolarmente strano viene da subito incolpato di ogni cosa).

La storia è abbastanza contorta – in particolar modo sul finale – e ho trovato difficile seguire alcune parti anche a causa delle scelte grafiche: Yuki è l’unico personaggio chiaramente riconoscibile, gli altri presentano spesso caratteristiche simili che possono generare confusione nel lettore.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Good-bye Geist is a manga set in a japanese highschool: Yuki, the main character, is groped during the train travel to school and back and she notices a guy from her school, Matsubara, who seems to be recording her with his smart phone.

Yuki talks to her friends and they begin to think about Spirit, a mysterious person who, seven years before, had attacked some students: someone is now imitating spirits by killing cats and leaving them in the school grounds. In the manga different stories develop, the search for spirit and his/her true identity, the relation between Yuki and Matsubara (who is a lot weird and consequently is the escape goat of every crime).

The story is quite complex – particularly near the end – and I found it sometimes difficult to follow, also for some graphic choices: Yuki is the only character easy to spot out, all the others sometimes display features that may enhance the reader confusion.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Good-Bye Geist by Ryo Hanada ★★★☆☆

Come Prima by Alfred

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Come Prima è la storia di un viaggio, di un ritorno. La storia inizia in Francia, anno 1958: Fabio, un pugile che si arrangia a sopravvivere con scommesse e lavori di fortuna, di origine italiana, incontra il fratello Giovanni, venuto a cercarlo dal paesino d’origine con la tragica notizia della morte del padre.

Fabio ha voltato da tempo le spalle alla famiglia e alle sue origini, Giovanni gli chiede di mettere da parte i rancori passati e di tornare in Italia con lui, per un ultimo saluto prima di disperdere le ceneri.

Fabio tentenna, è indeciso, ma alla fine sceglie di partire con il fratello. Inizia così un viaggio fatto di ore di silenzi, di incontri nella campagna francese e italiana e di ricordi.

Viaggiando con Fabio e Giovanni ci viene lentamente svelato il passato dei due fratelli, immagini stilizzate, in rosso e blu, senza parole. Ogni volta il ricordo è più nitido, si aggiungono dettagli e i ricordi acquisiscono un contesto: capiamo così il perché della fuga di Fabio dal paese, quanto è stato lasciato indietro.

Il viaggio – contestualizzato da stupendi scorci di paesaggio – è un momento di riflessione e di crescita per entrambi i fratelli: Fabio, il più sbandato, ha molto da recuperare, ma anche Giovanni, avveduto e fedele a famiglia e radici, ha commesso errori nella sua storia.

Come prima è una storia coinvolgente, con una struttura narrativa ben costruita, sia nel presente che nei flashback (momenti scanditi anche dal cambio di stile nelle immagini); è assolutamente credibile e per questo ancora più emozionante.

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Come Prima by Alfred ★★★★★

La seconda generazione. Quello che non ho detto a mio padre by Michel Kichka

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L’autore racconta in questa graphic novel di suo padre, della sua famiglia e della costante presenza tra loro del ricordo di Buchenwald, a cui il padre è sopravvissuto.

Come in Maus emerge qui come anche la sopravvivenza influisca sull’educazione dei figli e su come si sceglie di vivere la vita: non è possibile slegarsi dal ricordo di quello che è accaduto e questo si riflette nell’interpetare, per il padre di Michel, ogni successo proprio o dei figli come uno sberleffo a Hitler ed ai nazisti.

Il passato incombe ed influisce anche sulla vita della seconda generazione – Michel ed i suoi fratelli e sorelle – sia per le domande inespresse che suscita, sia per il rapporto con i genitori (che in questo caso ad esempio desiderano molti figli come riscatto alla morte che li ha circondati ma che allontanano poi verso lontani collegi per non occuparsene).

Trovo interessante questa visione indiretta (che in alcuni capitoli è presente anche in Maus, dove però predomina il ricordo dei lager del padre) che mostra la vita di una famiglia senza però censurane i difetti e che rende il lettore partecipe dei dubbi che si pone l’autore su famiglia, passato ed il proprio modo di affrontare la vita.

Meno intenso di Maus, che gli preferisco, ma comunque una visione interessante e diversa.

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La seconda generazione. Quello che non ho detto a mio padre by Michel Kichka ★★☆☆½