[ARC] The Betrayals by Fiona Neill

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Rosie e Nick avevano una famiglia felice: lei oncologa, lui esperto dei meccanismi dietro alla memoria e ai ricordi, due figli, Daisy e Max.

Nel momento in cui è ambientato il romanzo la felicità è già infranta da alcuni anni, precisamente da quando Nick ha lasciato la famiglia per vivere con Lisa, migliore amica di Rosie, che ha a sua volta lasciato marito e due figli.

L’elemento scatenante del romanzo è una lettera di Lisa a Rosie, in cui confida di essere malata di cancro a uno stadio avanzato, e che vuole confidarsi un’ultima volta con l’amica.

Il romanzo è narrato da quattro punti di vista (Rosie, Nick, Daisy e Max), e ben presto capiamo che la loro è una famiglia disfunzionale, e che ognuno di loro ha dei segreti che non vuole rivelare. Dai vari protagonisti emerge l’attaccamento – forse eccessivo – di Rosie per il lavoro, e l’instabilità sentimentale derivata dall’abbandono del marito, e l’insicurezza di Max, studente di medicina che cerca l’approvazione della nuova fidanzata. I punti di vista più interessanti però sono quelli di Daisy e Nick, che per varie ragioni (omissioni, disturbo ossessivo compulsivo) sono dei narratori inaffidabili. Il tema del tempo che ci porta a modificare i ricordi è un elemento centrale del romanzo, ironicamente anche grazie all’attività professionale di Nick.

La storia della famiglia è ricostruita con intelligenza grazie all’uso dei quattro punti di vista e del salto temporale nel passato, durante una estate di grandi cambiamenti che ha segnato i protagonisti. The Betrayals si è rivelato un romanzo avvincente e ben costruito.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


* The Betrayals by Fiona Neill ★★★★☆

*Ho letto questo libro in inglese

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La Neve di San Pietro by Leo Perutz

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Friedrich Amberg si risveglia in ospedale in uno stato confusionale, e i medici gli comunicano che è stato investito cinque settimane prima e che da allora è ricoverato, ma i suoi ricordi, quando iniziano a riaffiorare, sono molto diversi.

Nel romanzo Friedrich ricostruisce gli avvenimenti secondo il suo punto di vista: da medico aveva accettato di lavorare a Morwede, villaggio gestito dal barone von Malchin. A Morwede aveva conosciuto gli amministratori del villaggio e i due figli del barone, e aveva ritrovato Bibiche, donna di cui si era innamorato e che aveva conosciuto nel laboratorio di chimica dell’università.

Durante le cinque settimane a Morwede il protagonista viene messo a conoscenza dal barone di un piano per far tornare la fede nel mondo, basato sul sintetizzare in laboratorio della Neve di San Pietro, un allucinogeno legato a un parassita dei cereali.

Il sogno del barone è destinato a scontrarsi con la realtà dei tempi, mentre i lettori – e il protagonista – saranno destinati all’eterno dubbio su quanto realmente avvenuto a Morwede.

E con questo romanzo completo un altro tassello del percorso di scoperta di questo autore (di cui ormai ho letto diversi romanzi, Il Cavaliere Svedese, Il maestro del Giudizio Universale, Dalle Nove alle Nove, Tempo di Spettri); anche in questo caso lo stile è chiaramente riconducibile all’autore, ma questa volta la politica ha un ruolo esplicito nella storia.


* La Neve di San Pietro by Leo Perutz ★★★☆☆½

*Ho letto questo libro in italiano

[ARC] Hap and Leonard: Blood and Lemonade by Joe R. Lansdale

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Il romanzo appartiene alla fortunata serie basata sui Hap e Leonard, inconfondibili protagonisti di molti dei romanzi di Joe Lansdale.

La caratteristica di questo libro è di essere un romanzo mosaico: Hap e Leonard ricordano diversi episodi della loro gioventù – tra cui anche il momento in cui si sono conosciuti – e li raccontano ai famigliari.

Si tratta sostanzialmente di una raccolta di racconti collegati da un filo conduttore; come nella maggior parte di questi casi non tutte le storie sono allo stesso livello, con alcune decisamente più incisive.

Uno dei temi principali è quello del razzismo (l’ambientazione è principalmente Texana) e del tentativo di superare i pregiudizi (la madre di Hap è un esempio molto positivo).

Nel complesso è un libro gradevole, anche se onestamente preferisco i romanzi “standard” della serie che hanno un respiro più ampio.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


* Hap and Leonard: Blood and Lemonade by Joe R. Lansdale ★★★☆☆

*Ho letto questo libro in inglese

[ARC] Did You Ever Have a Family by Bill Clegg

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La notte prima del matrimonio della figlia Lolly, la casa di June Reid va in fiamme e nell’incendio muoiono Lolly, il suo futuro marito Will, l’ex marito di June e l’attuale compagno Luke. E’ un evento drammatico che segna la vita di diverse persone, e in particolare quella di June, unica sopravvissuta che ha perso tutte le persone che amava.

La narrazione fornisce diversi punti di vista, alcuni dei quali ricorrenti, che contribuiscono a dare tridimensionalità alle persone coinvolte e a ricostruire gli eventi precedenti e successivi all’incendio.

Did You Ever Have a Family è un bellissimo romanzo in cui i personaggi prendono lentamente vita agli occhi del lettore, e che parla del dolore e del rimpianto e di come cercare di sopravviverne.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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The night before June Reid daughter’s wedding, her house goes on fire and in the event June loses her daughter Lolly, her future son-in-law Will, her former husband and her current companion, Luke. It’s a dramatic event that affects the life of various people, but mainly June’s, who lost everyone she cared and loved.

The narration provides different points of view, some recurrent like June’s or Lydia’s, Luke mother, that help giving form to the characters involved and reconstructing the events before and after the fire.

Did You Ever Have a Family it’s a beautiful novel where characters slowly become alive in the eyes of the readers, and it talks about loss and regrets and how to survive them.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Did You Ever Have a Family by Bill Clegg ★★★★

Everything, Everything by Nicola Yoon

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Da ragazzo spiare i ragazzi giocare
al ritmo balordo del tuo cuore malato
e ti viene la voglia di uscire e provare
che cosa ti manca per correre al prato,
e ti tieni la voglia, e rimani a pensare
come diavolo fanno a riprendere fiato.
(Un malato di Cuore, F. De Andrè)

Madeline vive in una camera bianca, in una casa isolata dall’esterno e dagli agenti allergici che potrebbero scatenare la malattia di Madeline e ucciderla.

Madeline ha una particolare sindrome da immunodeficienza, e ha ormai accettato uno stile di vita basato su letture, lezioni online e la sola presenza dell’infermiera Carla e della madre, ma l’arrivo di nuovi vicini, e in particolare del loro figlio Olly, creerà delle crepe nell’equilibrio della ragazza che inizierà a desiderare tutto quello che le può offrire la vita.

Il romanzo ci racconta la storia di Madeline dal suo punto di vista, e la sua particolarità sta proprio nei disegni e negli appunti con cui la ragazza arricchisce il suo racconto, indicati anche mediante cambiamenti tipografici. Originale anche l’idea di inserire le “spoiler review”, tema del blog scritto dalla ragazza, ovvero recensioni spoiler di romanzi in una singola, lapidaria frase. Tra i vari registri utilizzati anche quelli delle chat e delle email, e sotto questi punti di vista l’edizione è molto curata.

La storia di Madeline è emozionante, e lo sviluppo degli eventi del romanzo tiene sicuramente incollati al testo, purtroppo un episodio chiave risulta molto forzato, col risultato di banalizzare una storia originale e ben strutturata.

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Madeline lives in a white room, in a house isolated from the external environment and from the allergens that could trigger Madeline’s illness and kill her.

Madeline has a particular form of immunodeficiency, and has accepted an isolated life, based on reading, on online lectures with the only presence of her nurse Carla and her mother. The arrival of the new neighbours, and in particular of their son, Olly, will start cracking the balance in the girls’ life, and she soon begins desiring everything life could offer her.

The novel tells Madeline’s story from her point of view, and the peculiarity of the book stays in the illustrations and notes she makes to enrich her story, that stands out also thanks to typographic changes. It’s original also the idea to insert the “spoiler review” articles Madeline writes for the blog, one lines, hard, spoiler book review. Among the narrative style used there are also chat messages and emails, and from this perspective the book is very well-built.

Madeline’s story is exiting, and the events development keeps the eyes to the book, unfortunately a key event is quite forced, making an original and well-built story in a standard ya one.

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Everything, Everything by Nicola Yoon ★★☆☆

Io sono l’ultimo: Lettere di partigiani italiani edited by Stefano Faure, Andrea Liparoto, Giacomo Papi

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Il 25 Aprile alcuni libri sul tema della resistenza erano in sconto negli store più popolari (strategica e partiotica mossa commerciale che ringrazio, altrimenti non l’avrei mai intercettato), e tra questi Io sono l’ultimo, una raccolta di brevi memorie, frammenti di ricordi, di coloro che hanno combattuto durante la Resistenza Italiana.

L’idea di questo libro ha inizio con l’intervista (pubblicata su D – La Repubblica 24 aprile 2010) di Annita Malvasi, partigiana con il nome di Laia, che ha raccontato – testimonianza riproposta anche nel libro – degli ideali, della guerra, di come in una società maschilista proprio tra i partigiani una donna poteva trovare un ruolo paritario e dell’amore che le è stato portato via.

Era un mondo maschilista. Soltanto tra i partigiani la donna aveva diritti, era un compagno di lotta. La Resistenza ci ha fatto capire che nella società potevamo occupare un posto diverso. I diritti paritari garantiti dalla Costituzione non sono stati un regalo, ma una conquista e un riconoscimento per ciò che le donne hanno fatto nella guerra di Liberazione. Difendere la Costituzione significa difendere la possibilità di garantire un futuro di libertà e democrazia ai figli delle donne.

Lo sforzo editoriale è stato quindi quello di prendere contatto – tramite associazioni come ANPI – con partigiani, collaboratori, civili che hanno supportato la Resistenza, incontrarli e mettere su carta i loro ricordi.

Le testimonianze raccolte raccontano un pezzo della storia del nostro paese, non come ce la possono raccontare i libri di scuola, ma come potrebbero farlo i nostri nonni. Senza nascondere i lati più drammatici della lotta – le morti, le torture, il freddo, … – uomini e donne si confidano non senza una preoccupazione rispetto al futuro e alle nuove generazioni.

E’ un libro importante, anche emotivamente impegnativo, che aiuta a guardare una generazione e un periodo storico con altri occhi, a dare un peso agli ideali e alle scelte e a non dimenticare, impossibile non consigliarlo.

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Io sono l’ultimo: Lettere di partigiani italiani edited by Stefano Faure, Andrea Liparoto, Giacomo Papi ★★★★★

Come Prima by Alfred

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Come Prima è la storia di un viaggio, di un ritorno. La storia inizia in Francia, anno 1958: Fabio, un pugile che si arrangia a sopravvivere con scommesse e lavori di fortuna, di origine italiana, incontra il fratello Giovanni, venuto a cercarlo dal paesino d’origine con la tragica notizia della morte del padre.

Fabio ha voltato da tempo le spalle alla famiglia e alle sue origini, Giovanni gli chiede di mettere da parte i rancori passati e di tornare in Italia con lui, per un ultimo saluto prima di disperdere le ceneri.

Fabio tentenna, è indeciso, ma alla fine sceglie di partire con il fratello. Inizia così un viaggio fatto di ore di silenzi, di incontri nella campagna francese e italiana e di ricordi.

Viaggiando con Fabio e Giovanni ci viene lentamente svelato il passato dei due fratelli, immagini stilizzate, in rosso e blu, senza parole. Ogni volta il ricordo è più nitido, si aggiungono dettagli e i ricordi acquisiscono un contesto: capiamo così il perché della fuga di Fabio dal paese, quanto è stato lasciato indietro.

Il viaggio – contestualizzato da stupendi scorci di paesaggio – è un momento di riflessione e di crescita per entrambi i fratelli: Fabio, il più sbandato, ha molto da recuperare, ma anche Giovanni, avveduto e fedele a famiglia e radici, ha commesso errori nella sua storia.

Come prima è una storia coinvolgente, con una struttura narrativa ben costruita, sia nel presente che nei flashback (momenti scanditi anche dal cambio di stile nelle immagini); è assolutamente credibile e per questo ancora più emozionante.

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Come Prima by Alfred ★★★★★