Charlotte Brontë – Jane Eyre

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Che delusione! Mi sono imposto di leggere gli ultimi cinque capitoli in un’unica volta, o avrei abbandonato tutto.
In realtà la storia è avvincente, piena di passione, colpi di scena e con un pizzico di mistero che non guasta mai. Anche i due protagonisti, Jane ed Edward, si fanno amare facilmente. Non si può rimanere indifferenti alla loro sorte. Jane, con la sua franca schiettezza, buca la carta, è davvero viva nella fantasia del lettore. La stessa cosa vale per Edward, forte e dannato, non manca di far battere il cuore. Peccato che tutto sia annacquato da un ritmo lento, uno stile pesante e numerose digressioni nei dialoghi, che personalmente ho trovato particolarmente indigeste. Per me si poteva raccontare tutto con duecento pagine in meno. Non mi stupisce il successo della storia, ma decisamente il tipo di scrittura non è nelle mie corde.

Nota: avevo iniziato a leggere il romanzo con l’ePub disponibile gratuitamente in rete. Sconsiglio vivamente questa soluzione. Si tratta di una traduzione vecchia e zeppa di forme lessicali obsolete. Procuratevi un’edizione più recente, sarà decisamente migliore.

[ARC] The dark lady

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While on summer vacation, little Irene Adler meets a young William Sherlock Holmes. The two share stories of pirates and have battles of wit while running wild on the sunny streets and rooftops. When Sherlock’s friend, Lupin, joins in on the fun, they all become fast friends. But the good times end abruptly when a dead body floats ashore on the nearby beach. The young detective trio will have to put all three of their heads together.

Un romanzo innocuo, ma tutto sommato gradevole e ben scritto. Come per Suitacase of stars, altro libro pubblicato in Italia da Piemme e tradotto in lingua inglese da Capstone Young Readers, si ha un po’ l’impressione di un progetto studiato a tavolino. Ma se non altro, in questo caso, c’è una storia autoconclusiva di senso compiuto. Certo, si potrebbe osare un po’ di più, ma questo è un problema abbastanza comune di tutta la letteratura per ragazzi. The dark lady, nel suo genere, è una buona proposta e non mancherà di piacere ai suoi piccoli lettori.

Nota: chiaramente questo è un libro per ragazzi! L’Arsène Lupin e lo Sherlock Holmes qui presenti hanno poco a che vedere con i rispettivi originali. Chi cercasse rompicapi alla Conan Doyle o misteri in stile Maurice Leblanc farebbe meglio a scegliere altre letture.

Irene Adler aka Alessandro Gatti trad. Chris Turner, The dark lady, Capstone Young Readers

Some kind of fairy tale

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Ho letto questo libro per caso, attratto dal riferimento fiabesco del titolo. Non mi aspettavo molto, invece si è rivelato una vera sorpresa.
La trama: provincia inglese, primi anni Novanta. Tara Martin, un’adolescente come tante, un giorno scompare di punto in bianco senza lasciare traccia. La mattina di Natale di venti anni dopo, la stessa ragazzina, bussa alla porta dei propri genitori. Dov’è stata Tara tutto questo tempo? Perché non è invecchiata? Beh, a sentir lei, una fata l’ha rapita.
Riassunta così la trama può dare l’idea di un fantasy classico, ma non è il caso. Anche la parentesi fatata di Tara arriva al lettore mediante gli appunti del suo psichiatra, dove tutto è analizzato come la fantasia di una paziente. Insomma, chi cerca fate, magie e folletti, farebbe meglio a scegliere un altro libro.
In realtà l’autore, attraverso i vari filoni narrativi, ci racconta l’evoluzione dei diversi protagonisti che compongono questa vicenda. Tutti i personaggi si presentano in un modo e alla fine sono diversi. C’è Richie, l’ex fidanzato della protagonista, che non ha mai superato la sua scomparsa. I signori Martin, che rimpiangono la figlia, fino a quando effettivamente la ritrovano. Peter, il fratello maggiore di Tara, forse l’unico a essere cresciuto durante la sua assenza. In un certo senso, è un romanzo più vicino al giallo psicologico, piuttosto che al fantasy. Siamo sempre nell’ambito della letteratura di consumo, ma di quella che si legge con piacere.

 Graham Joyce, Some kind of fairy tale, Gollancz, pagine: 400

I bambini della ferrovia

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C’è qualche sdolcinatezza d’epoca di troppo e l’intento pedagogico è più trasparente che nei successivi libri della Nesbit, ma rimane una bella lettura. Va detto che I bambini della ferrovia è il primo romanzo per ragazzi dell’autrice, ma fa già intuire tutta la sua cifra di grande della letteratura per l’infanzia. In effetti in questo libro la scrittrice pare gettare le basi della propria formula: uno stile diretto e spontaneo, un gruppo di bambini di età e indoli diverse, piccoli episodi autoconclusivi fantastici o avventurosi. La scanzonata ironia di Cinque bambini e la cosa ancora non c’è, ma si legge con piacere.

 

 

Edith Nesbit trad. Anna Donato I bambini della ferrovia, Fabbri Editori

L’eBook in lingua inglese è scaricabile gratuitamente qui.