Serenata senza nome: Notturno per il commissario Ricciardi by Maurizio de Giovanni

Standard

In quella che sembra essere una delle avventure “musicali”, il passato e il presente sono legati da una serenata senza nome, cantanta prima da un ragazzo in cerca di fortuna e poi da un uomo che ha perso l’amore di una vita.

Un noto commerciante in tessuti viene ucciso vicino al porto, doveva concludere un affare importante. Il sospettato principale è un pugile famoso tornato da poco dall’America che lo ha minacciato la sera prima a teatro.

L’indagine di Ricciardi è piuttosto annoiata e soffocata da altro: Livia e il nuovo ruolo impostole da Falco, Maione che cerca di risolvere i problemi di Bambinella – forse una delle parti meglio riuscite del romanzo – l’eterna indecisione di Enrica e Ricciardi, sciupafemmine mancato (tutte ormai gli ronzano intorno ma lui non si concede a nessuna).

Tra gli aspetti che mi hanno più infastidito c’è il grande ritorno di Rosa: direte “ma non era morta?”, sì, ma l’autore avrà pensato che, dato che il paranormale lo diamo già per assodato nella serie, non c’è niente di male ad avere lo spirito della governante che aleggia sulla nipote Nelide (e sul suo monociglio).

Ho sempre più l’impressione che ci si spinga verso il melodramma: è una gara a trovare il personaggio più insoddisfatto nella figura geometrica di cui fa parte Ricciardi – qui ormai superiamo proprio il concetto del triangolo, lati e angoli non bastano mai.

Insomma, leggerò anche il successivo perchè ormai li ho letti tutti, però questa volta mi sono abbastanza annoiata; l’unica luce in fondo al tunnel sono gli scorci della Napoli in periodo fascista, sempre ben descritti ed evocativi.

Qui le avventure delle stagioni, qui e qui quelle delle festività, questo invece il penultimo romanzo della serie.


Serenata senza nome by Maurizio de Giovanni ★★★☆☆