[ARC] Empire Games by Charles Stross

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Empire Games è il nuovo romanzo di Charles Stross, e segna l’inizio di una nuova serie dell’autore; il romanzo è però anche collegato alla serie Family Trade in cui vengono introdotti per la prima volta i time walkers.

Il romanzo si colloca nel genere storia alternativa con l’aggiunta dell’idea delle linee temporali: l’autore ipotizza l’esistenza di linee temporali parallele, in cui l’umanità è evoluta in modo differente, accessibili solo da persone con la capacità di saltare tra una linea e l’altra (o da persone normali grazie a complesse strumentazioni).

Il rapporto tra governo e la gilda dei viaggiatori temporali nella linea temporale 2 è degenerato fino al via di una guerra, attentati e l’eliminazione dei viaggiatori. I sopravvissuti si sono rifugiati in una linea temporale meno evoluta.

Circa a questo punto (siamo nel 2020) inizia la storia di Empire Games che vede due fazioni contrapposte: da una parte gli US nella time line 2 e dall’altra i superstiti nella time line 3, capitanati da Miriam Burgeson.

In questo confronto entra l’inconsapevole Rita, attrice adottata ma figlia biologica proprio di Miriam, ma incapace di viaggiare tra le linee temporali. A colmare la lacuna ci penseranno i servizi segreti USA che assolderanno Rita, riattivandole la capacità quiescente.

Gli elementi che caratterizzano il romanzo sono azione, complotti, addestramento, purtroppo la caratterizzazione dei personaggi è carente (Rita ancora ancora, ma altri – che arrivano dalla serie Family Trade – sono introdotti un po’ superficialmente). La più grave colpa del romanzo è però il suo essere un grande preambolo al capitolo successivo, risultando quindi una lunga introduzione – un posizionamento delle pedine – ma il confronto tra le fazioni sarà sviluppato in romanzi successivi.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


* Empire Games by Charles Stross ★★★☆☆

*Ho letto questo libro in inglese

[ARC] EXPO 58 by Jonathan Coe

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Here, for the next six months, would be thrown together all the nations whose complex relationships, whose conflicts and alliances, whose fraught, tangled histories had shaped and would continue to shape the destiny of mankind. And this brilliant folly was at the heart of it: a gigantic latticework of spheres, interconnected, imperishable, each one emblematic of that tiny mysterious unit which man had so recently learned how to divide, with consequences both alarming and wonderful: the atom. The very sight of it set his heart pounding.

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