Bugiardi nati by Ian Leslie

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Bugiardi nati” è un interessante saggio che ci racconta il nostro rapporto con la menzogna: le bugie – che hanno sempre quell’aura negativa – forse sono quel qualcosa in più che ha portato gli esseri umani a distinguersi dagli altri animali (capaci anch’essi di mentire in determinati frangenti).

La bugia è un mezzo necessario per interagire in società sempre più complesse, e in effetti, come fa notare l’autore, anche con la migliore delle predisposizioni non riusciremo mai a essere completamente sinceri nelle nostre interazioni (“Come stai?” “Bene”).

Ogni capitolo è dedicato ad un aspetto diverso della menzogna: si parla della bugia nei bambini (quando si “struttura”) e di come l’educazione possa influire sulla quantità e la convinzione delle bugie pronunciate, di casi particolari, patologie che costringono a dire sempre la verità o a mentire in modo compulsivo e in generale del grande potere di autoconvincimento e adattamento del nostro cervello.

E’ un testo scorrevole corredato da vari esempi e con riferimenti a casi reali che ho trovato molto interessante (a meno di un paio di capitoli meno coinvolgenti dal mio punto di vista); è un approfondimento utile per capire anche come funzioniamo e ragioniamo (anche se non ce ne rendiamo necessariamente conto).

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Born Liars” is an interesting essay about our relation with the need to lie: lies – that always have a negative connotation – maybe are the thing that distinguish humanity from the other animals (that, however, sometimes lie, too).

Lies are the tool to interact in complex societies, and, as the author points out, we are unable to always tell the truth, despite our best disposition in doing so (How are you? Fine thanks!).

Each chapter has a focus on a different aspect of the lie: the book talks about the lies in children (when they actually learn to lie) and how education may have influence in the quantity and quality of the lies told, and talks also about particular situations, like people – with particular issues – who tell always the truth or other who lie in a compulsory way; in a more general view the book is about the great power of our brain to adapt and to self-belief.

It’s an easy to read text in which are provided examples and references to real cases that I found quite interesting (a part from a couple of less engaging chapters); it’s an interesting in-depth analysis useful also to understand better how we function and how we reason (even when we are not quite aware how to).

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Bugiardi nati by Ian Leslie ★★★★☆

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Una lieve imperfezione by Adrian Tomine

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This week I took from the library two graphic novels: Echo and Shortcomings. I was expecting the former one, while I choose the latter almost by chance; after reading them I understand how much my premises were wrong: Echo proved to be linear and nice but with a poor conclusion, while the graphic novel by Adrian Tomine, apparently about routine events, has strong emotional and social perspective.

In the following my comment.

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Una lieve imperfezione by Adrian Tomine

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Questa settimana in biblioteca ho preso in prestito due graphic novel: Echo ed Una lieve imperfezione. Tanto ero in attesa della prima quanto ho scelto la seconda quasi per caso; la lettura poi ha dimostrato quanto le mie premesse fossero errate: Echo si è dimostrata una lettura lineare ma dalla conclusione inadeguata e poco empatica, mentre la graphic novel di Adrian Tomine, che apparentemente tratta di avvenimenti quotidiani, è dotata di uno spessore emotivo e sociale non indifferente.

Di seguito le mie impressioni.

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