The Paper Menagerie and Other Stories by Ken Liu

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The Paper Menagerie and Other Stories è una raccolta di racconti scritti da Ken Liu, alcuni già noti per nomination o vittorie di premi (Nebula, Hugo, …), altri inediti.

La racconta è abbastanza eterogenea sia per lunghezza dei racconti che per i contenuti che spaziano dalla fantascienza al fantasy fino a riprendere vicende realmente avvenute.

Nel complesso il racconto che spicca sugli altri è quello che – giustamente – dà il titolo al libro, poi due racconti si distinguono per atmosfere tecnologiche inquietanti (alla Black Mirror per intenderci), ovvero The Perfect Match e Simulacrum.

Un paio hanno ambientazioni sci-fi nel genere space opera (The Waves e Mono no aware), ma a entrambi ho preferito la commistione tra fantascienza e mitologia di Good Hunting.

Un nutrito insieme di storie lega fantasia e Storia (All the Flavors, A Brief History of the Trans-Pacific Tunnel, The Literomancer), ma spesso la spiegazione del contesto predomina sulla godibilità del racconto. Il racconto più noto in questo senso è The Man Who Ended History: A Documentary.

Nel complesso la raccolta è sicuramente gradevole, l’autore è ben noto per la qualità dei racconti e alcune delle storie riescono a rimanere impresse anche a distanza di tempo.


The Paper Menagerie and Other Stories by Ken Liu ★★★★☆

*Ho letto questo libro in inglese

At Home: A Short History of Private Life by Bill Bryson

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Bill Bryson accompagna i lettori nell’esplorazione della sua casa: stanza per stanza, piano per piano, l’autore approfondisce l’evoluzione degli usi e costumi connessi alla stanza in questione fino ai giorni nostri (per dire: nel guardaroba punti salienti nell’evoluzione della moda).

Il testo non è un saggio storico che si addentra in un tema specifico, ma riesce a incuriosire mediante focus su alcuni temi e aneddoti principali.

E’ molto scorrevole e capace di interessare – proprio grazie al fatto che spazia su argomenti anche molto diversi; l’unico appunto da fare è sul capitolo dedicato all’elettricità in cui non viene neanche lontanamente citato Tesla ma solo Edison (per approfondire questo scandalo rimando al fumetto su Oatmeal).

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Bill Bryson guides the readers in exploring his house, room by room, floor by floor, the author describes the evolution of customs and traditions related to that specific room till the present days (for example: in the dressing room the focus is about the fashion trends).

The book is not a historical essay about a specific topic, but it is able to fascinate the reader for the focus and anecdotes about various history facts.

It’s fluid and interesting – because it deals about different topics; the only criticism I can make is for the chapter about electricity where the main historical figure seems to be only Edison and not Tesla (to understand better the size of this outrage I suggest to read the comic on this topic on Oatmeal).

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At Home: A Short History of Private Life by Bill Bryson ★★★★☆

[ARC] Judas: The Last Days by W. Maxwell Prince & John Amor

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Judas: The last days è una graphic novel in cui l’autore immagina come, dopo la morte di Gesù, gli apostoli abbiano acquisito l’immortalità, iniziando così a vivere nella speranza del Suo ritorno sulla terra.

La storia è ambientata nei giorni nostri: Giuda, l’apostolo traditore, desidera trovare un modo di porre fine alla vita eterna, ormai per lui un supplizio dato che non è riuscito a trovare la pace; Giuda si affida così prima a degli gnomi bibliotecari – incaricati di scrivere la storia del mondo e conservarla – e poi, dopo il loro rifiuto a collaborare, va alla ricerca di Matteo. Scopriamo così man mano la sorte degli apostoli e la loro trasformazione in peccatori nel corso dei secoli.

La ricerca di Giuda porterà reazioni imprevedibili, ma consentirà anche di dipanare il motivo dell’origine dei bibliotecari e forse di trovare finalmente un senso di pace.

Penso che “Judas: The last days” sia una graphic novel interessante, soprattutto per il tema scelto e il modo in cui è affrontato (e che probabilmente non piacerà universalmente), quello che funziona meglio è l’evoluzione della personalità degli apostoli che risultano sì eccessivi ma anche capaci di intermezzi divertenti.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Judas: The last days is a graphic novel where the author pictures the life of the Apostles after the death of Jesus: they are immortal being who live in the hope of Him coming back to the Earth.

The story is set in the present time: Judas, the traitor, desires to find a way to finally die, the immortality being only a sufferance to him, unable to find peace; Judas firstly talks to the library gnomes – beings who have to write the history of the world and to maintain the memory of the past – and then, after their refusal to help, he goes to look for Matthew. The reader slowly discover the destiny of the Apostles and their transformation in sinner during centuries.

Judas’ search will bring unexpected reactions, but it will help in understanding the role of the librarians and in the end in finding some form of peace.

I think that “Judas: The last days” is an interesting graphic novel, also for the chosen topic and the way it is dealt with (that probably some people will not like), the think that works better is the evolution of the Apostles personalities who are excessive but also fun.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Judas: The Last Days by W. Maxwell Prince & John Amor ★★★☆☆

La storia del mondo in 100 oggetti by Neil MacGregor

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Neil MacGregor, storico e direttore del British Museum, ha realizzato per la BBC 4 il programma radiofonico A history of the world in 100 objects in cui durante ogni puntata dava voce a un oggetto scelto all’interno del British Museum. Dal programma è nato il libro omonimo che riporta i 100 oggetti scelti e il commento di Neil MacGregor

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Neil MacGregor, historian and director of the British Museum, made for the BBC 4 the radio program A history of the world in 100 objects; each episode was about a single object chosen in the British Museum collection. From the radio program this book was born, each chapter describing one of the 100 object chosen and the comment by Neil MacGregor

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To the moon by Freebird Games

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“To the moon” è un videogioco indie dalla grafica retrò, realizzato dalla Freebird Games con il supporto di Kan Gao.

Lo stile di gioco è minimale: bastano le frecce per muoversi e il mouse è necessario solo per interazioni elementari, non è decisamente un videogioco frenetico.

Si tratta quasi di una storia interattiva (e con storia intendo un film o un libro), il bello infatti sono i dialoghi che consentono di comprendere sempre meglio gli avvenimenti e il lento riscoprire del passato dell’inconscio protagonista. Non ci sono voci, tutti i dialoghi sono stampati come fumetti e gli unici suoni che accompagnano il gioco sono le musiche composte da Kan Gao.

Dr. Eva Rosalene e Dr. Neil Watts lavorano per una società che consente, grazie a moderne ed innovative tecnologie, alle persone che stanno per morire di vedere realizzato il proprio sogno di vita nell’ultimo istante: si cancellano le memorie precedenti e si impianta una nuova storia, il malato morirà comunque, ma avrà la serenità del sogno avverato e di una vita vissuta pienamente.

In questo episodio – che spero sia solo l’inizio di una lunga serie – i due dottori si trovano con un desiderio inaspettato: Johnny vuole raggiungere la luna, spetterà ai due dottori rintracciare cosa ha scatenato questo desiderio e cosa l’ha inibito.

Attualmente [08/01/2014] il gioco è disponibile in un humblebundle al prezzo che si desidera, un’ottima occasione per provarlo.