Our Dark Duet (Monsters of Verity #2) by Victoria Schwab

Standard

Leggi questo articolo in italiano


Our dark duet is the second and last book of Monsters of Verity series.

Kate left Verity at the end of This Savage Song, in this novel we find her in the city of Prosperity while chasing the monsters in that city. August instead stayed in Verity and became the leader his brother Leo once was.

The discovery of a new kind of monster in Prosperity – and the fact that it is going towards Verity – brings Kate in coming back to her town, and the two old friends will meet again when facing old and new enemies, like evil Sloan.

The most engaging part of the novel is in the middle late; too bad that in the beginning new characters are introduced and then forgotten for the rest of the story.

Overall it is a nice book with a non trivial ending, but I the story could have been crafted better in order to maintain the reader involved in the plot.


* Our Dark Duet by Victoria Schwab ★★★☆☆½

*I read this book in english

Advertisements

Our Dark Duet (Monsters of Verity #2) by Victoria Schwab

Standard

Read this post in english


Our dark duet è il secondo e conclusivo capitolo della serie Monsters of Verity.

Kate aveva lasciato Verity alla fine di Questo canto selvaggio, e in questo romanzo la troviamo nella città di Prosperity a dare la caccia ai mostri di quella città. August invece è rimasto a Verity e ha assunto il ruolo di leader che prima aveva il fratello Leo.

La scoperta di un nuovo tipo di mostro in Prosperity – e il suo spostamento verso Verity – farà tornare Kate, e i due si troveranno di nuovo ad affrontare nuovi e vecchi nemici, tra cui lo spietato Sloan.

La parte più avvincente del romanzo è sicuramente quella dalla metà in avanti; peccato nella parte iniziale aver introdotto una serie di personaggi nuovi che poi perdono completamente di rilevanza per la trama principale.

Nel complesso un romanzo gradevole con una conclusione non banale, alcuni dettagli avrebbero però potuto essere più curati in modo da mantenere costante il coinvolgimento del lettore.


* Our Dark Duet by Victoria Schwab ★★★☆☆½

*Ho letto questo libro in inglese

Le quattro casalinghe di Tokio by Natsuo Kirino

Standard

Read this post in english


Masako, Yoshie, Yayoi e Kinuko lavorano durante il turno notturno in una fabbrica che produce cibi confezionati. Le quattro sono molto diverse tra loro per carattere e atteggiamenti: Masako è una signora brillante e fredda, Yoshie, sempre disponibile, lavora per supportare la figlia adolescente e la suocera invalida, Yayoi è una giovane madre mentre Kuniko, avventata e spendacciona, è afflitta dai debiti.

I rapporti tra le quattro donne sono però destinati ad infittirsi dopo che Yayoi uccide il marito dopo che questi ha tentato di picchiarla. La ragazza chiede aiuto a Masako per sbarazzarsi del cadavere, e per varie ragioni anche le altre due donne verranno coinvolte.

La vicenda non è però destinata a chiudersi: parti del corpo vengono ritrovate, una società di prestiti si interessa ai flussi finanziari sospetti di Kuniko, e il gestore di night club, accusato ingiustamente dell’omicidio, si attrezzerà per scoprire la verità e vendicarsi.

L’atmosfera del romanzo sembra sempre rarefatta, sia per la continua ansia del venire scoperte e di fare passi falsi, sia per la vita privata delle protagoniste che non dà loro alcuna soddisfazione. Masako non ha più un rapporto con il marito e il figlio (chiuso in un mutismo volontario e ostile), Yoshie è vessata da figlie esigenti e dalla suocera malata che richiede sempre il suo aiuto e Kuniko con i suoi atteggiamenti egoisti è destinata alla solitudine.

Le quattro casalinghe di Tokio è un noir scorrevole ma angosciante, ci mostra un lato del Giappone molto diverso da quello a cui siamo abituati a pensare da Occidentali, una lettura comunque consigliata (adatta comunque a stomaci che tollerano bene sezionamenti di cadaveri).


* Le quattro casalinghe di Tokio by Natsuo Kirino ★★★★☆

*Ho letto questo libro in italiano

[ARC] The Lonely Hearts Hotel by Heather O’Neill

Standard

Read this post in english


E’ un errore scegliere questo romanzo per la magia decantanta dalla quarta di copertina.

Iniziamo col dire che The Lonely Hearts Hotel non è un romanzo per tutti: ci sono numerose scene di povertà, violenza e abusi molto grafiche; il romanzo si apre con una violenza su una ragazzina innocente e ci porta tra l’orfanotrofio e i bassifondi dove i due protagonisti si trovano a vivere.

Pierrot e Rose si incontrano da bambini in orfanotrofio, le loro strade poi viaggiano separate per molti anni fino alla riunione tanto attesa e alla realizzazione del loro spettacolo, The Snowflake Icicle Extravaganza. Forse però il parlare di due protagonisti è un po’ una bugia; i due si contrappongono per carattere e atteggiamenti, ma il fuoco della storia ruota intorno a Rose, l’unica dei due che cerca una realizzazione personale.

The Lonely Hearts Hotel per me è soprattutto un romanzo sulla condizione femminile nel primo ‘900 a Montreal: donne trascurate e sempre sfruttate, che siano povere prostitute o ricche mogli o amanti. E Rose ne è consapevole fin da bambina – l’invezione dell’orso immaginario – ma sceglie di non accettare questa condizione, per questo Pierrot è perfetto per lei, perchè è l’unico che la ama così tanto da consentirle di essere libera.

The lonely hearts hotel è il punto di arrivo della storia, che si articola in soggiorni in numerosi hotel i cui nomi riflettono lo stato dei personaggi e le loro emozioni.

E’ un romanzo dai temi forti sviluppati con un linguaggio lirico e a volte immagini non convenzionali (Rose e Pierrot in fondo sono due clown), però se lo si legge cercando la magia di altri romanzi (come The Night Circus) si rischia di rimanere delusi e di non apprezzarlo per come merita.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


* The Lonely Hearts Hotel by Heather O’Neill ★★★★☆

*Ho letto questo libro in inglese

[ARC] Il giardino delle farfalle by Dot Hutchison

Standard

 Read this post in english


La storia  inizia in una stanza degli interrogatori: da una parte due agenti dell’FBI, dall’altra una ragazza di circa vent’anni e sullo sfondo l’accenno lontano a ospedali, sopravvissute, altre ragazze.

La ragazza deve fare chiarezza su quanto accaduto, e così inizia a raccontare ai due agenti la sua storia e la storia del giardino delle farfalle. Farfalle che sono in realtà ragazze, rapite e forzatamente tatuate con un paio di ali di farfalla sulla schiena, costrette a vivere in prigionia in una tenuta sigillata.

La ragazza – Maya, questo il nome datole dal rapitore – racconta della vita nel giardino, ma anche della sua vita precedente, e i due agenti si immergono lentamente nell’orrore quotidiano di queste farfalle collezionate.

Nel racconto di Maya prendono vita le altre farfalle e il romanzo si arricchisce man mano con nuovi personaggi, ognuno con una propria peculiarità.

Il giardino delle farfalle è un libro che cattura, nonostante il profondo orrore che descrive, e ci si allontana con fatica dai racconti di Maya, perchè, come l’FBI, si è desiderosi di ricostruire il passato e capire come si è arrivati a quell’interrogatorio.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


* Il giardino delle farfalle by Dot Hutchison ★★☆☆☆

*Ho letto questo libro in inglese

I cani di via Lincoln by Antonio Pagliaro

Standard

Palermo, una notte, mentre sta tornando a casa, una ragazza vede in via Lincoln, appesi a un lapione fuori dal ristorante Grande Pechino, diversi cani morti.

Alcune sere dopo viene denunciata una sparatoria nel ristorante, i carabinieri intervengono e trovano otto morti, e indagando scoprono nelle cantine del ristorantante indizi che fanno pensare a traffici complessi e collegamenti tra la mafia locale e quella cinese.

Impegnati nell’indagine sono il tenente dei Carabinieri Cascioferro, cinico e rassegnato, e il magistrato Elisa Rubicone, donna e fiorentina, quindi inadatta a comprendere i delicati equilibri che regolano la città.

La strage in Via Lincoln sarà solo il punto di partenza da cui scaturiranno altri momenti di violenza e vendetta, almeno finchè non verrà raggiunto un nuovo equilibrio.

Da una parte quindi i carabinieri che ingano, aiutati anche da un giornalista locale, e dall’altra la mafia, per cui la strage di via Lincoln è stata un’operazione avventata e mal gestita.

Il lettore segue da una parte i progressi dei carabinieri nell’indagine, dall’altra i meccanismi e le trame che regolano la criminalità locale e che la avvicinano alla politica e alle forze dell’ordine.

Il pregio del romanzo è di non creare eroi, ma raccontare persone realistiche, integrate in un sistema in cui non sempre si può ottenere giustizia, abituate alla violenza, stanche della violenza. L’immersione nel reale è anche data dal linguaggio, ricco di parlate dialettali (diverse però da quelle dei romanzi di Camilleri).


I cani di via Lincoln by Antonio Pagliaro ★★★☆

[ARC] Piccole Grandi Bugie by Liane Moriarty

Standard

Read this post in english


Ingredienti per Big Little Lies: una classe di bambini che stanno per andare all’asilo, i loro genitori elicottero, un po’ di madri e padri casalinghi, tanti pettegolezzi e un dramma vero, tre punti di vista principali di donne madri e amiche e tanti spezzoni di punti di vista altrui.

Le tre protagoniste sono Madeline, Jane e Celeste, e di ognuna conosciamo i problemi nel corso del romanzo.l romanzo gravita intorno ai loro punti di vista, assolutamente non imparziali ma determinati dalle emozioni delle tre donne, ed è proprio questa analisi dei caratteri ad essermi molto piaciuta, non è un romanzo di azione, ma l’evolzione delle tre e la descrizione delle loro emozioni è veramente il fulcro della storia.

Nonostante vi siano pochi eventi cruciali (ma tanti problemi da genitori), l’autrice imposta il romanzo in modo che resti assolutamente avvincente fino alla conclusione fornendo già in partenza l’idea che prima o poi ci sarà un elemento drammatico, senza però mai sbottonarsi nelle pagine successive.

Bella anche l’idea di inserire spezzoni delle opinioni degli altri genitori a inizio e fine capitolo, a dimostrare come ogni piccolo e insignificante avvenimento abbia diverse letture da parte di individui diversi.

Big Little Lies parla di relazioni e amicizie e non manca di approfondire temi importanti e difficili, il tutto mantenendo un tono leggero e risultando divertente e godibile.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.


Piccole Grandi Bugie by Liane Moriarty ★★★★

*Ho letto questo libro in inglese