The Paper Menagerie and Other Stories by Ken Liu

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The Paper Menagerie and Other Stories è una raccolta di racconti scritti da Ken Liu, alcuni già noti per nomination o vittorie di premi (Nebula, Hugo, …), altri inediti.

La racconta è abbastanza eterogenea sia per lunghezza dei racconti che per i contenuti che spaziano dalla fantascienza al fantasy fino a riprendere vicende realmente avvenute.

Nel complesso il racconto che spicca sugli altri è quello che – giustamente – dà il titolo al libro, poi due racconti si distinguono per atmosfere tecnologiche inquietanti (alla Black Mirror per intenderci), ovvero The Perfect Match e Simulacrum.

Un paio hanno ambientazioni sci-fi nel genere space opera (The Waves e Mono no aware), ma a entrambi ho preferito la commistione tra fantascienza e mitologia di Good Hunting.

Un nutrito insieme di storie lega fantasia e Storia (All the Flavors, A Brief History of the Trans-Pacific Tunnel, The Literomancer), ma spesso la spiegazione del contesto predomina sulla godibilità del racconto. Il racconto più noto in questo senso è The Man Who Ended History: A Documentary.

Nel complesso la raccolta è sicuramente gradevole, l’autore è ben noto per la qualità dei racconti e alcune delle storie riescono a rimanere impresse anche a distanza di tempo.

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The Paper Menagerie and Other Stories by Ken Liu ★★★★☆

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The Paper Menagerie and Other Stories by Ken Liu

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The Paper Menagerie and Other Stories is a collection of stories by Ken Liu, some of them are already famous for being nominated or winning some awards (Nebula, Hugo, …), some of them are published for the first time.

The book is quite heterogeneous for the length of the stories and their contents; these go from science fiction to fantasy and in some case are about historical

Considering the overall collection, the story to be praised the most is the one that provides the book title, then a couple of tales shine for the creepy technological settings (Black Mirror like, to be clear), and they are The Perfect Match and Simulacrum.

Another couple have a space opera setting (The Waves e Mono no aware), but to both of them I preferred the mixture of technology and myth in Good Hunting.

Some stories mix fiction to History (All the Flavors, A Brief History of the Trans-Pacific Tunnel, The Literomancer) but in some cases the historical explanation weights too much in the story. The most famous story in this context is The Man Who Ended History: A Documentary.

The book is overall nice, the author is well-known for the quality of his tales and some stories are able not to be forgotten.

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The Paper Menagerie and Other Stories by Ken Liu ★★★★☆

*I read this book in English

Trappole e illusioni mentali

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La nostra mente ci gioca spesso brutti scherzi: crediamo di essere giudici imparziali delle situazioni e di saper valutare in modo oggettivo tra le alternative, ma non ci rendiamo conto di cadere spesso in trappole invisibili.

Avevo già accennato a questo tema parlando di Prevedibilmente irrazionale di Dan Ariely, ma non smetto mai di stupirmi delle modalità con cui la nostra mente funziona. Ho letto altri libri di autori italiani sul tema, mentre mi preparo ad affrontare i testi di Daniel Kahneman (nobel per l’economia del 2002), e di seguito quindi un breve commento a testi:

  • L’illusione di sapere di Massimo Piattelli Palmarini
  • Trappole mentali di Matteo Motterlini
  • Economia emotiva di Matteo Motterlini

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[ARC] Mend the living by Maylis de Kerangal

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Mend the Living by Maylis de Kerangal is one of the novels listed in the 2016 Man Booker Prize long list. It’s a long, thrilling tale about the fate of a heart.

Simon Limbeau went surfing with his friends, and, during the drive to home, maybe for tiredness, maybe for the iced streets, their van derails and Simon, without safety belt, suffers the worst damage. He is taken to the near hospital in the ICU section, but he soon enters in a coma until the cerebral death. It begins this way the fine procedure to evaluate the possibility to harvest his organs, a procedure involving Simon’s parents, the hospital doctors and the people working in the harvesting administrative procedure.

The narrative style is fast paced, a flow of emotions to overwhelm the reader and a series of point of view, one after the other, from the doctor who admits Simon to the surgeons called to harvest the heart and the other organs. Each phase allow us to meet new characters and the author makes each of them familiar to the reader by telling some of their dreams, life and emotions related to Simon’s situation.

This is a novel that makes the reader hold his breath, each phase is a delicate one, the controls to check the compatibility numerous, the harvesting and transplant are difficult operations that involve a good number of specialists. The story is well-built and detailed not only from the emotional point of view, but also from the scientifical and medical one, the details about the harvesting procedure are very interesting, from the process to match donors and receivers, the privacy issues to protect the families, the complexity of the operations.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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* Mend the living by Maylis de Kerangal ★★★★☆

*I read this book in English

[ARC] Riparare i viventi by Maylis de Kerangal

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Riparare i viventi di Maylis de Kerangal è uno dei libri candidati nella longlist del Man Booker Prize 2016. E’ un lungo, emozionante, racconto sulla sorte di un cuore.

Simon Limbeau è andato a fare surf con gli amici, durante il ritorno a casa, forse per la stanchezza, forse per il ghiaccio sulla strada, il furgoncino su cui viaggiano esce di strada e Simon, senza cinture di sicurezza, subisce il colpo peggiore. Trasportato in ospedale nel reparto di terapia intensiva, Simon entra rapidamente in coma fino alla morte cerebrale. Inizia così la procedura per verificare la possibilità di espianto degli organi che coinvolge i genitori, sconvolti dalla notizia, i medici di vari ospedali e i consulenti dedicati ad gestire la procedura ammministrativa.

Lo stile narrativo è incalzante, una somma di emozioni che travolge il lettore e una serie di punti di vista che si alternano: dal medico che riceve Simon fino ai chirurghi dedicati all’espianto del cuore. Ogni fase della procedura ci introduce nuovi personaggi, e l’autrice rende familiare ognuno di loro, raccondandoci sogni, speranze ed emozioni legate al caso di Simon Limbeau.

E’ un romanzo che ci tiene con il fiato sospeso, le procedure sono delicate, i controlli di compatibilità numerosi, l’espianto e il trapianto operazioni delicate che coinvolgono numerosi specialisti; la storia è ben costruita e approfondita non solo dal lato emotivo ma anche da quello scientifico, si nota il dettaglio con cui è spiegato il processo di ricerca tra donatori e riceventi, le procedure di sicurezza per garantire la privacy delle famiglie coinvolte, la delicatezza di queste operazioni nel loro complesso.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per scrivere questa recensione.

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* Riparare i viventi by Maylis de Kerangal ★★★★☆

*Ho letto questo libro in Inglese

Boy, Snow, Bird by Helen Oyeyemi

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In alcune recensioni ho visto definire Boy, Snow, Bird di Helen Oyeyemi come un retelling di Biancaneve, ambientato negli Stati Uniti durante gli anni ’50. Questa definizione è indubbiamente riduttiva e, per quanto la storia contenga specchi, una bambina chiamata Snow e persone che di fronte agli specchi hanno comportamenti strani, il romanzo in realtà affronta temi complessi.

Tutto inizia con Boy Novak, bambina e poi ragazza che vive a New York, allevata dal padre che per professione è un derattizzatore. Boy subisce per anni le angherie paterne, finchè un giorno decide di fuggire di casa: il bus la porterà a Flax Hill, nel Massachusset. Boy fatica ad ambientarsi in quella che definisce “città di specializzati”, in cui sono prodotte eccellenze in ogni campo che poi vengono esporate.

In città Boy conosce Arthur Whitman, vedovo e padre di una bambina bellissima, al limite del fatato, Snow. I due finiscono per sposarsi e hanno una figlia, Bird. La bambina è di colore, e Boy comprende il segreto della famiglia Whitman. La suocera invita Boy a mandare a vivere Bird da una sua figlia – anche lei evidentemente non abbastanza chiara da passare per bianca – e mantenere il segreto. Boy, cercando di proteggere la figlia, allontana invece Snow.

Il romanzo è raccontato in tre parti: la prima e l’ultima sono a capo a Boy, mentre quella centrale è dedicata a Bird. Il personaggio meglio riuscito è sicuramente Boy, anche perchè l’autrice le ha dedicato uno spazio molto più importante delle altre. Nella sezione dedicata a Bird quello che ho trovato più interessante è lo scambio di lettere con la sorella, e avrei preferito gli fosse dedicato uno spazio maggiore.

Come dicevo, parlare solo di retelling è riduttivo: Boy sarà la matrigna di Snow, ma in effetti i punti di contatto con la fiaba originale sono ridotti; il romanzo prende spunto dalle fiabe ma in modo indiretto: Bird che si veste da Alice ma viene scambiata per una cameriera (da tutti ma non dalla madre), Boy che mostra il bracciale a forma di serpente commentando quanto simboleggi la matrigna cattiva e così via.

I temi principali sono per me due: la discriminazione razziale e il voler trovare una collocazione delle tre donne principali. La discriminazione razziale è il motivo per cui la famiglia Whitman sceglie di rinunciare alla propria identità e farsi passare come famiglia di bianchi, e il romanzo fa in fretta a passare dalla storia alla Storia, con il rimando alla triste fine di Emmett Till, linciato solo per aver fischiato a una donna bianca (episodio riportato anche in Americanah di Chimamanda Ngozi Adichie).

La ricerca di se stesse è invece un percorso che copre tutto il romanzo, in particolare vediamo Boy – e le scelte che la portano a diventare moglie, madre e matrigna cattiva – ma possiamo scorgere caratteristiche anche delle altre due ragazze; Bird si mimetizza con la sua capacità di imitare le voci altrui e spicca con il suo desiderio di verità (lo stesso ruolo che ne ha caratterizzato la nascita). Snow è bellissima, ma ha un carattere distaccato: le persone la ammirano da lontano.

E’ un romanzo ben scritto, godevole (più lineare di Mr. Fox ad esempio) e conferma il mio interesse per i lavori di Helen Oyeyemi; l’unica pecca è che avrei preferito conoscere meglio Snow.

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* Boy, Snow, Bird by Helen Oyeyemi ★★★★☆

*Ho letto questo libro in Inglese

Boy, Snow, Bird by Helen Oyeyemi

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In some review I read about Boy, Snow, Bird by Helen Oyeyemi defined as a Snow White retelling set in USA in the fifties. This definition is quite reductive and, as much the story contains mirrors, a child named Snow and people behaving strangely in front of mirrors, the novel deals with complex problems.

The story begins with Boy Novak, at first a child and then a woman who lives in New York, raised only by her father, the Rat Catcher. Boy endures for years her father violences, until she decides to flee home. The bus will bring her to Flax Hill, Massachuset. Boy at first does not settles in the town she defines “of experts”, because everyone is an expert of a specific field and the town exports high quality products.

Boy meets Arthur Whitman, widower and father of a fairy and beautiful child, Snow. Boy and Arthur marry and they have a daughter, Bird. The child is not white, and her birth shows Boy the secret of the Whitman family. Boy’s mother in law suggests to send Bird to live with her daughter, another black woman, in order to maintain the appearances. Boy instead chooses to send away Snow.

The novel is divided in three parts: the first and the last belong to Boy, the middle one is Bird’s. The character that is best described and has the great appeal to the reader is Boy, also because she tells the major part of the story. In Bird’s section what I found most interesting is the letter’s exchange with her sister Snow, and I would have liked it to have more “space”.

As I said in the beginning, talking about retelling is reductive: Boy is Snow stepmother, but the novel has few similarities with the fairy tale. The novel takes elements also from other fairy tales or classical stories, Bird dressing as Alice but mistaken for a made (by everyone but her mother), Boy looking at the snake bracelet – made by her husband – and commenting about how much it screams “evil stepmother”, and so on.

The main themes are in my opinion two: the racial discrimination and the struggle of the three main characters to find themselves. The racial discrimination is the reason why the Whitman family chooses to change its identity and to become a white family, and in the novel is easy to go from the story to History, with the sad story of Emmett Till, killed only for whistling to a white lady (I noticed this episode is reported also in  Americanah by Chimamanda Ngozi Adichie).

Finding themselves it’s a path that covers the whole novel; we follow mainly Boy – choosing to be a wife, a mother and something like an evil stepmother – but we can also see something of the other two girls: Bird’s skill in reproducing voices and her desire for truth (like her birth defined a path of uncovering secrets). Snow is beautiful but she is also distant and people do not become her friends.

The novel is enjoyable (more linear than Mr. Fox) and it confirms my interest in Helen Oyeyemi’s works; it written beautifully but I would have liked to hear more about Snow, that is the most neglected character in the book.

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* Boy, Snow, Bird by Helen Oyeyemi ★★★★☆

*I read this book in English