L’esclusa by Luigi Pirandello

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Questo romanzo di Pirandello, che passa (quasi) in secondo piano rispetto alle opere più note, si è rivelato una lettura estremamente godibile.

Marta è sposata con Rocco Pentàgora e aspetta un figlio, un giorno commette la leggerezza di accettare le lettere dell’Alvignani, aspirante politico che si dice innamorato di lei.

Questa leggerezza – che non si concretizzerà nel tradimento – sarà fatale: Rocco allontanerà Marta dalla casa, accusandola di adulterio. Tornata nella famiglia d’origine, la ragazza si troverà il padre che preferisce ripudiarla e chiudersi a morire nella stanza da letto piuttosto che ascoltarla, e madre e sorella che subiscono con lei il disprezzo del paese, ma che non prendono mai la sua parte.

Pirandello tratteggia abilmente le emozioni di Marta, la sorda rabbia che ha verso il marito, il padre, e tutti quelli che hanno scelto di non ascoltare ma di arrivare a proprie conclusioni, ma descrive efficacemente anche i diversi personaggi che gravitano intorno alla vicenda: la famiglia Pentàgora, l’Alvignani, la famiglia di Marta, e altri personaggi minori.

Il titolo rimanda alla situazione di Marta che, per presupposti falsi, si trova esclusa da quella che doveva essere la sua vita: dalla famiglia formata con Rocco, dal padre, dalla scuola in cui non viene accettata e così via.

L’esclusa è l’esempio evidente del fatto che a un grande scrittore sono sufficienti pochi, oculati tratti per descrivere un personaggio e costruire una storia.

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L’esclusa by Luigi Pirandello ★★★★☆

[ARC] Life Unaware by Cole Gibsen

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Regan vive una vita perfetta, è di buona famiglia ed è una delle ragazze più popolari della scuola. Un giorno però Regan vede spezzarsi bruscamente l’incanto, quando trova la scuola tappezzata di copie dei suoi messaggi privati scambiati con le amiche, gossip e commenti critici su chiunque.

Regan passa così tra i reietti, e inizia a essere maltrattata da tutti, solo Nolan, fratello mai considerato di un’amica, sembra stare al suo fianco.

Il problema è che la vita di Regan non era già per niente perfetta: la protagonista soffre di un disturbo d’ansia causato dalle pressioni famigliari (la madre è in politica ed esige la perfezione), e questa nuova condizione rischia di far definitivamente crollare Regan, nonostante le pillole di Xanax che le evitano solitamente il tracollo.

Life Unaware è il documentario della vita di Regan e della sua reazione agli episodi di bullismo a cui si trova suo malgrato sottoposta; il messaggio è molto positivo, visto che lei cercherà di essere per prima il cambiamento che vuole vedere nelle altre persone.

Alcuni colpi di scena sono prevedibili, ma questo non compromette il romanzo che risulta comunque gradevole.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Regan’s life is perfect, she comes from a good family and she is one of the most popular girls in highschool. One day something unexpected happens: Regan finds the school walls full of copies of her private messages with her friends, full of gossip and critics to other people.

Regan then suddenly become a paria, and people begins bullying her, only Nolan, a never considered brother of one of her friends, seems to take her side.

The fact is that Regan’s life wasn’t perfect at all since the beginning: she suffers an anxiety disorder mainly due to familiar pressures (her mother is in politics and pretends perfection), and this new situation may make Regan crash, despite the Xanax she uses to maintain some psychological balance.

Life Unaware is the documentary of Regan’s life and her reaction to the bullying she has to go trough, the message is positive, since she tries to be the change she wants to see in the people around her.

Some turning points are foreseeable, but this does not compromise the novel that is quite nice.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Life Unaware by Cole Gibsen ★★★★☆

S. by J.J. Abrams & Doug Dorst

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S., uscito nel 2013, è una sorta di caso letterario: ideato da J.J. Abrams, è una sorta di scatola di storie che può essere affrontata su più livelli.

Il romanzo si presenta come un libro della biblioteca su cui due personaggi, Eric e Jen, hanno iniziato a scambiarsi messaggi sulla storia, sul mistero legato a Straka, autore del libro (La nave di Teseo), e sulle loro vite.

C’è quindi il livello della storia vera e propria, il livello delle note a piè di pagina compilate dal traduttore del romanzo (anche qui un altro mistero), quello dei commenti a margine (databili in funzione del colore della penna usata) e quello dei segnalibri / fogli / e molto altro inserito tra le pagine.

Il web pullula di siti che parlano del romanzo, degli enigmi e che forniscono contenuti aggiuntivi (anche perchè il romanzo può proseguire nella vita reale dando un occhio ai profili twitter dei due personaggi e così via), quindi non mi addentro su questi aspetti ma vengo alla questione cruciale, mi è piaciuto?

S. in fin dei conti si è rivelato ai miei occhi come una mezza boiata, ad essere sincera. La storia di S., il romanzo, il primo livello di lettura, è di una pesantezza sconcertante: si declina come romanzo misterioso e dal sapore filosofeggiante, insomma, per essere un testo steso sostanzialmente a tavolino per l’operazione complessiva, se la tira un po’ troppo.

I commenti di Eric e Jen (e i fogli da loro inseriti nel libro) sviluppano una storia diversa, più movimentata anche se a tratti poco credibile per l’eccessivo complottismo.

In questo caso però non è possibile prescindere dall’oggetto libro e dall’idea nel dare un giudizio: l’idea di costruire un volume come questo è sicuramente brillante e i vari elementi che la compongono rendono evidente come quella intorno a S. sia una struttura complessa che unisce il cartaceo al digitale.

L’oggetto libro è incredibile, la resa delle finte scritte, i fogli inseriti nel testo (c’è anche un tovagliolo di carta con una mappa disegnata!!), … non possono che far strillare di gioia anche il lettore più miscredente, tra l’altro tutta questa sciccheria ha un prezzo decisamente affrontabile (tanto da farmi nascere alcune domande sullo sfigato paperback tradizionale).

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S., published in 2013, it’s a kind of literary case: from an idea by J.J. Abrams, it’s like a box of stories that can be approached at more levels.

The novel appearance is like the one of a book for loan on which pages two people, Eric e Jen, begun writing messages about the story, about the mystery around Straka, the author of the book (Ship of Teseus), and about them.

There is then the level of the story told in the novel, the level of the footnotes made by the translator (again another mystery), the one of the side notes by Eric and Jen (that could be dated in function of the color of the pen), and the last of the ex libris / papers and such inserted between the pages.

Image from Wikipedia

 

The web is full of sites talking about the novel, the riddles and that provides additional contens (because the novel can go on in real life, for example looking at the twitter profiles of the two characters and such), so I choose not to deal about this themes and I go directly to the great question: did I like it?

In the end the story told in the book is somewhat a nonsense, if I have to be honest. The story of S., the first level of narration, is tragically boring: it’s like a mysteryos and partly philosophical novel, but, since it was constructed for a specific purpose (and it was not a stream of consciosness by the writer) maybe it could have been more dynamic.

Eric and Jen commens (and their papers put in the book) develop a different story, more action like but sometimes quite unbelievable for the excessive plot fears.

Concerning this book, it’s impossible not to judge the object itself: the idea to craft a book like this is brilliant and the whole set of elements around it make evident that what revolves around S. is a complex structure that reunites the paper and the digital.

The object book is amazing, the print out of the fake comments, the documents inside (there is also a napkin with a map drawn on it!!), etc… can make every reader scream in excitment, and all this awesomess comes with an affordable price (and now I wonder about the cost of the standard paperback edition).

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S. by J.J. Abrams & Doug Dorst ★★★☆☆

L’Avversario by Emmanuel Carrère

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L’avversario è uno di quei casi in cui la realtà si impegna e supera la fantasia.

Emmanuel Carrère ci accompagna nella ricostruzione della vita di Jean-Claude Romand, francese realmente vissuto, che ha fatto della menzogna la sua personale arte e ci ha costruito sopra la sua vita.

Romand ha mentito su tutto e a tutti per 18 anni: non era medico, non era laureato, non lavorava, non era malato. Una delle cose sconvolgenti è che nessuno ha mai dubitato di Romand, e così l’uomo ha costruito famiglia, amicizie e relazioni sul nulla. E quando il nulla si stava iniziando a sgretolare, Romand ha ucciso la famiglia e cercato di suicidarsi.

Nel romanzo viene ricostruita la storia e, per quanto possibile, la personalità folle di Jean-Claude Romand; un libro interessante ma piuttosto agghiacciante.

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The adversary is when reality takes everything to surpass fiction.

Emmanuel Carrère tells the story of Jean-Claude Romand, who made lying his personal art and built upon it his entire life.

Romand lied about everything and to everyone for 18 years: he was not a doctor, he did not get a degree, he did not work, he was not ill. One of the most disturbing thing about the whole story is how nobody never questioned Romand, and he was able to create a family, friendships and relations on nothing. The drawback was when the nothing began to fade, then Romand killed his family and tried to kill himself.

The book is about the story and as much as possible the crazy personality of Jean-Claude Romand; an interesting book but a terrible story.

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L’Avversario by Emmanuel Carrère ★★★★☆

Dragonskin Slippers by Jessica Day George

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La famiglia di Creel è povera, e secondo la zia l’unica possibilità è che Creel venga catturata da un drago e poi salvata da un cavaliere (per poi ricchezze et matrimonio etcetera). Creel viene quindi accompagnata alla caverna del drago più vicino e lì abbandonata; la ragazza però scoprirà che i draghi sono ben diversi da come li si immagina (oltre ad essere compulsivi collezionisti), e Creel uscirà dalla grotta viva, con un paio di scarpette azzurre e con l’idea di trovare lavoro nella città del re.

Il suo talento da sarta e ricamatrice le porterà il lavoro, mentre le scarpette le porteranno l’invidia della futura principessa che farà di tutto per impossessarsene. Nel frattempo Creel incontrerà anche un meraviglioso drago del colore dell’oro e un principe intraprendente.

Dragonskin Slippers è una fiaba moderna con una protagonista intraprendente (che mi ha ricordato anche Dealing with Dragons), un principe non convenzionale e draghi indimenticabili per le loro piccole manie.

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Creel’s family is poor, and the only solution for the girl is – up to her aunt – to be captured by a dragon and then saved by a knight and then marriage and money etc.Creel is then taken to the nearest dragon’s cave and left there; she will however discover that dragons are not quite as expected (and they are compulsive collectors), so Creel walks away from the cave alive, with a pair of blue slippers and the idea to look for work in the king’s town.

Her talent in embroidery brings her a work, while her blue slippers get her the envy of the to be princess, who will try everything to obtain the shoes. In the meanwhile Creel meets a wonderful gold dragon and an unconventional prince.

Dragonskin Slippers is a modern fairy tale with a resourceful main characters (who reminded me about Dealing with Dragons), and unforgettable dragons with their manias.

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Dragonskin Slippers by Jessica Day George ★★★★☆

Poco raccomandabile by Chloé Cruchaudet

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Paul Grappe è un uomo come tanti: si innamora, si sposa e poi capita la guerra durante il suo servizio militare. Paul un po’ sopporta, poi però decide che non sarà l’esercito a determinare la sua vita, e fugge, disertore, con l’aiuto della moglie Louise.

A Parigi però è impossibile vivere tra la gente, Paul è ricercato ed è costretto a trascorrere il tempo chiuso nell’appartamento, in attesa della fine della guerra e dell’amnistia.

Una notte però il desiderio di uscire è così forte da scatenare nell’uomo la folle idea di vestirsi come una donna per passare inosservato. Da quel giorno in avanti inizia il suo travestimento, grazie anche all’aiuto di Louise che gli insegna a vestirsi e a atteggiarsi da vera donna, e gli trova persino un’impiego come sarta.

Inizia così a vivere Suzanne, che però si trova limitata nel lavoro di sartina che infine abbandonerà per diventare la regina del Bois de Boulogne, tra prostitute, omosessuali, feticisti e persone in cerca di avventure illecite.

Ottenuta l’amnistia, tornare a essere Paul però non sarà così semplice.

Quella di Paul e Suzanne è una storia in cui l’identità di una persona non è scolpita nella roccia, ma è mutevole per eventi e desideri: dopo aver vissuto come Suzanne, una regina, per Paul è impossibile tornare nella mediocrità è quasi impossibile, anche perchè è Paul a dover sostenere, da uomo, il ricordo tremendo della guerra.

Paul e Suzanne sono due facce della stessa persona, e la loro storia è mirabilmente descritta in questa graphic novel, in un gioco di bianchi, neri e sfumature in cui spicca solo il rosso, a simboleggiare la femminilità di Louise che poi erediterà Suzanne, man mano che il matrimonio tra Paul e la donna collassa.

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Poco raccomandabile by Chloé Cruchaudet ★★★★☆½

[ARC] Tell Me Again How a Crush Should Feel by Sara Farizan

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Leila, la protagonista del romanzo, sta affrontando una crisi: ha scoperto la propria omosessualità e l’essere di origine persiana e adolescente non aiutano.

L’arrivo si Saskia, nuova studentessa svizzera (dal nome quantomeno originale), genera subito scompiglio, e Leila perderà istantaneamente la testa per la nuova bella della scuola. Nel mentre accadono recite teatrali, conflitti famigliari e il ricongiungimento con una vecchia amicizia.

Questi gli ingredienti di Tell Me Again How a Crush Should Feel, YA scontato e banalotto, in cui i personaggi sono scolpiti con l’accetta e piatti come tavole. Il colpo di scena finale è scontato, e la scrittura non salva dal tracollo il romanzo: non chiedo una Margaret Atwood che scrive romanzi per adolescenti, ma un minimo di complessità narrativa e di ironia non avrebbero fatto male.

Evito di infierire e mi limito a non consigliarlo.

Ringrazio l’editore per avermi fornito la copia necessaria per stendere questa recensione.

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Leila, the novel’s main character, is facing a personal crisis: she accepts the fact that she is homosexual, but her Persian family and her schoolmates could pose some problems.

When Saskia, a new student from Switzerland (with a peculiar and exotic name), arrives in Leila’s class, everything begins changing suddenly, and Leila falls instantly in love with the new most beautiful girl of the school. In the meanwhile other thing happens, like theatre rehearsal, family issues and an old friendship is back.

This is the recipe for Tell Me Again How a Crush Should Feel, a foreseeable and prosaic YA, where the characters are roughly described and emotionally flat. The ending is trivial, and the writing style does not help: I’m not asking for a clone of Margaret Atwood to write young adults fiction, but a slightly more complexity in the narration and some irony could have helped.

I restrain myself and I restrict to not suggesting to read it.

Thanks to the publisher for providing me the copy necessary to write this review.

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Tell Me Again How a Crush Should Feel by Sara Farizan ★☆☆☆☆