Golem by LRNZ

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Golem mi ha attirato per diversi fattori: un po’ perchè è entrata in molte classifiche italiane delle migliori graphic novel 2014 (ed è stata pubblicata effettivamente nel 2015), un po’ per il tema futuristico fantascientifico e poi per la promessa dell’interattività (tramite app per smartphone).

L’ho comprato, letto e poi ho aspettato l’attivazione dell’app prima di scrivere cosa ne penso.

Graficamente è potente, bello, curato: l’autore ha scelto di utilizzare diverse tecniche grafiche per diversi elementi della storia (dall’azione pura al momento di riflessione più intima e interpretabile).

Spulciando on line ho letto di come il progetto per Golem nasca in effetti molti anni fa, e leggendolo si vede come il lavoro sia approfondito (tanto che forse, come sostengono anche altri, avrebbe anche meritato una forma più lunga del singolo volume), e come sia curato sia il worldbuild nel suo complesso che l’impostazione caratteriale dei personaggi (e qui l’attenzione sfocia anche nel simbolismo che dovrò approfondire anche con riletture).

L’ambientazione è tutta Italiana (e penso anche per questo il riferimento a Ranxerox sulla 4° di copertina, anche se trovo poco paragonabile la lucida cattiveria di Tamburini e l’impossibilità di redenzione con questa storia), in un futuro consumista in cui le corporation hanno tra le mani il vero potere sulla popolazione. Steno è un bambino, ma il suo ruolo si rivelerà essenziale per il mutamento sociale: una volta affiancato da un gruppo di ribelli che hanno scelto di vivere al di fuori delle logiche imposte dal sistema la situazione potrebbe effettivamente evolvere verso un futuro differente.

Per quanto riguarda invece l’aspetto interattivo l’app è stata rilasciata (si scarica via NFC dalla 4° di copertina) è permette di attivare contenuti esterni inquadrando determinati elementi sul fumetto. In questo frangente apprezzo l’idea che però trovo ottimizzabile (per i crash dell’app e per individuare cosa sul fumetto attivi il contenuto aggiuntivo).

Nel complesso Golem è una storia che a una prima lettura è avvincente e estremamente godibile sia dal punto di vista narrativo che grafico, ma che a letture successive può svelare significati nascosti e diversi livelli di lettura e interpretazione; l’interazione è un di più interessante, ma la storia in sè vale già la pena dell’acquisto.

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Golem by LRNZ ★★★★☆

Can’t Wait to Get to Heaven by Fannie Flagg

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Elner Shimfissle, anziana signora di Elmwood Springs, cade da un albero e viene punta da numerose vespe: l’ambulanza arriva troppo tardi.

Si apre così “Torta di caramello in paradiso“, e prosegue con l’affrontare la notizia della morte da parte di amici e parenti di Elner, rimettendo in discussione ciò che si è e le scelte fatte. La morte di Elner riserva però diverse sorprese, e forse il momento per la vecchina non è ancora giunto.

Il romanzo è molto gradevole: i personaggi sono sostanzialmente tutti positivi, Elner in particolare nella sua stranezza, ma positività e buoni sentimenti non scadono nel melenso grazie al velo di ironia che accompagna la storia.

Un bel romanzo che coinvolge e fa passare qualche ora di piacevole ottimismo.

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Elner Shimfissle, an old lady of Elmwood Springs, falls from a tree and is stung by wasps: when she arrives at the emergency is too late.

This is how Can’t Wait to Get to Heaven opens, and it carries on with Elner’s friends and family facing the news of the death, and their calling into question who they are and their lives till that moment. The death of Elner holds surprises, and maybe her time is still not come.

The novel is nice: the characters are almost all positive, Elner in particular beside her strangeness, and positivity and good feelings are not vapid for the touch of irony that goes with the story.

A nice read that engages and useful to spend some time with positivity.

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Can’t Wait to Get to Heaven by Fannie Flagg ★★★☆☆½

Fermo by Sualzo

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Anni ’90. A Sebastiano tocca fare il servizio civile per evitare quello militare, e si prospetta davanti a lui un anno a Bibbiena, piccola cittadina in provincia di Arezzo. Sebastiano verrà assegnato al servizio sociale, il suo compito sarà passare del tempo con persone o famiglie in difficoltà.

Sebastiano è insicuro, e non sa bene quale strada prenderà la sua vita, ma proprio quell’anno lontano da casa, quell’anno di immobilità, gli sarà di immenso aiuto nel cambiare atteggiamento.

La graphic novel, dal sapore autobiografico, ci racconta le insicurezze del protagonista, la sua crescita, e con tanta delicatezza il rapporto con le persone assistite. E’ stata una lettura coinvolgente e bella.

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Fermo by Sualzo ★★★★☆

[Series] Wells and Wong by Robin Stevens

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La serie Wells & Wong di Robin Stevens è ambientata negli anni ’30 in Inghilterra (1934-35 i primi due romanzi della serie).

Le due protagoniste sono Daisy Wells e Hazel Wong, due ragazze di circa tredici anni, grandi amiche e entrambe alunne in un collegio femminile. Daisy è inglese, bionda, coraggiosa e incontenibile: ha sempre nuovi progetti in mente, ed è lei ad aver inventato la Wells and Wong detective society. Hazel è cinese (di Hong Kong per la precisione) ed è stato suo padre a volere che studiasse in Inghilterra; al contrario di Daisy è timida, timorosa e più riflessiva.

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The Wells & Wong series by Robin Stevens is set in the ’30 in England (the first two book in particular in 1934-35).

The two main characters are Daisy Wells and Hazel Wong, two girls about thirteen, great friends and both studying in a boarding school for girls. Daisy is english, blonde, bold and operative: she has always new project in mind, and she is the inventor of the Wells and Wong detective society. Hazel is chinese (from Hong Kong to be exact) and it was her father to desire her studying in England; she is just the opposite of Daisy, being shy, fearful and more reflexive.

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Mio fratello Simple by Marie-Aude Murail

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Mio fratello Simple è il terzo romanzo che leggo di Marie-Aude Murail (oltre a Miss Charity e Oh Boy!). Sono romanzi molto diversi tra loro, per ambientazione e temi, quello che li accomuna è il tema dell’accettazione della diversità, più o meno evidente.

Kleber e Simple sono fratelli, il primo ha diciassette anni, il secondo ventidue ma è come se ne avesse solo tre: Simple è un ritardato mentale, e nel suo mondo il signor MiglioTiglio (un coniglietto di peluche) è vivo e gioca sempre con lui (dandogli anche pessimi consigli).

Dovendo iniziare la scuola, Kebler inizia a cercare una sistemazione per sè e suo fratello, e, dopo alcuni episodi sfortunati, trova alloggio in un appartamento abitato da quattro universitari.

La convivenza non sarà sempre facile, e l’umorismo dell’autrice dà vita a diverse situazioni e dialoghi divertenti, ma l’abitare insieme e conoscere più a fondo il mondo di Simple cambierà a fondo tutti i ragazzi.

E’ un romanzo che affronta con delicatezza e umorismo temi difficili (come faceva anche Oh boy!) e che insegna ad accettare anche le persone diverse, una lettura molto gradevole.

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Mio fratello Simple by Marie-Aude Murail ★★★★☆

[ARC] The Just City by Jo Walton

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Era da tempo che volevo leggere un romanzo di Jo Walton (da quando Among Others ha vinto nel 2012 sia il premio Hugo che il premio Nebula), e non mi sono fatta sfuggire la disponibilità dell’advanced reading copy del suo ultimo romanzo, The Just City, primo di una duologia.

Complessivamente non è una lettura che mi ha entusiasmato, ma ho apprezzato sia lo stile narrativo che la costruzione di trama e dialoghi, leggerò sicuramente altro di questa autrice (oltre alla seconda parte della duologia).

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I wanted to read something written by Jo Walton from some time (honestly since Among Others won in 2012 both the Nebula and the Hugo awards), so, when the arc of The Just City, her last novel and first part of a duology, became available I requested it.

Overall the book was nice but surely not amazing, but I liked both the narrative style and the building of plot and dialogues, and I will surely read other of her novels (and the last part of this duology).

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The Weird – recensione ragionata da una lettura delirante collettiva

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The Weird: A Compendium of Strange and Dark Stories è un’antologia del 2012 di fiction weird edita da Ann e Jeff VanderMeer.

Conta più di 1000 pagine e più di 100 racconti, ed evidentemente è un’impresa solo il pensare di affrontarla, per questo abbiamo (Francesca, Saretta, Livia, Tintaglia, Elisabetta: le cinque coraggiose del gruppo YA&Dintorni su Goodreads) deciso di dedicarle un intero anno: un paio di racconti a settimana con appuntamento fisso per il commento.

Il capolavorone del weird ci ha lasciato però un po’ perplesse (per fortuna l’abbiamo parcellizzato e letto e commentato tutte insieme) e anche per questo – e per celebrare l’impresa di averlo concluso – abbiamo optato per una recensione con domande e risposte a cui rispondiamo in tre, Saretta (muà), Francesca e Tintaglia

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